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“Si deve votare il 19 settembre, qualsiasi altra data sarebbe uno schiaffo alla democrazia senza una motivazione valida”

Invito di Paolo Mascaro, sindaco sospeso attualmente per via dei pronunciamenti del Tar Calabria e Consiglio di Stato

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    «Non riesco ad essere ipocrita: si deve votare il 19 settembre, qualsiasi altra data sarebbe uno schiaffo alla democrazia senza una motivazione valida». Ha le idee chiare Paolo Mascaro, sindaco sospeso attualmente per via dei pronunciamenti del Tar Calabria e Consiglio di Stato, in merito alla ripetizione del voto in 4 delle 78 sezioni in cui si votò a novembre 2019.

    Intervenuto in apertura della prima giornata di Ormeggi, serie di incontri tra social e letteratura che fino a domani si terrà dal pomeriggio presso il Chiostro di San Domenico, il primo cittadino attualmente fuori da via Perugini non si è sottratto al rispondere alla domanda del giornalista Paolo Giura.

    «Andrà a votare il 2,8% degli aventi diritto, non c’è problema di Covid o di fare una data unica con le regionali» sostiene il legale lametino, «avevo già il 30 maggio invitato tutti i soggetti interessati, in ottica dell’emergenza pandemica che stava venendo meno, ad emettere un decreto legge che potesse far ripetere il voto dove richiesto già a giugno. Bastava inserire in un decreto legge 2 righe in più, 14 parole, e si poteva ridare voce non solo al corpo elettorale ma anche alla democrazia rappresentativa. Votare il 10 ottobre sarebbe un affronto ulteriore a questa città».

    A fissare la data sarà un decreto della Prefettura sentita anche la Corte d’Appello, mentre divergenze di letture rimangono sulla necessità o meno di dover ripetere anche in toto il ballottaggio: a dicembre questa ipotesi sembrava esclusa, ma in un primo decreto di indizione delle mini amministrative per febbraio (poi revocato per via della pandemia) era indicata anche la successiva data del secondo turno con i due candidati a sindaco più votati.

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