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Voci di anticipo a settembre del voto nelle città e in Calabria. Un voto ballerino

L’eventualità legata alla previsione di un’ulteriore ondata epidemica legata alla variante delta. La decisione alla ministra Lamorgese. Divise sull’ipotesi le forze politiche. Intanto Tansi guadagna aderisce al progetto di Bruni

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    Ieri alla presentazione della candidata del centrosinistra Amalia Bruni è circolata insistente la voce di un possibile anticipo della data del voto amministrativo comunale e regionale della Calabria rispetto a quanto già fissato con decreto governativo il 4 marzo scorso, che la stabiliva in un arco di tempo compreso tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2021. Le date individuate inizialmente erano il 10-11 ottobre per il primo turno e il 24-25 ottobre per gli eventuali ballottaggi. Ipotesi quest’ultima che non interessa la Calabria in forza della legge elettorale che premia il candidato che ottenga anche un solo voto in più rispetto ai concorrenti. La data più probabile indicata nelle indiscrezioni è domenica 24 e lunedì 25 settembre. I due giorni di voto sono necessari per consentire un maggiore distanziamento tra i votanti come precauzione anti Covid, la stessa regione che muove i promotori dell’anticipo in considerazione di una possibile terza impennata epidemica dovuta alla variante delta del virus.

    L’ultima parola spetta al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che in proposito si avvarrà delle consultazioni con la cabina di regia che monitora l’andamento epidemiologico in tempo reale. Intanto come al solito le forze politiche si dividono tra favorevoli e contrari all’ipotesi di anticipo. Il Pd, sempre ad impronta prudenziale, vedrebbe di buon grado andare al voto due settimane prima, mentre Lega e Forza Italia e, qui in Calabria, De Magistris hanno espresso il loro disaccordo. La questione, come si comprende, non è esclusivamente temporale. La preparazione alle elezioni ha i suoi tempi e i suoi riti. C’è da osservare innanzitutto il termine previsto per la presentazione delle liste che deve avvenire, in ciascuna circoscrizione elettorale, tra il trentesimo e in ventinovesimo giorno antecedente quello delle votazioni. Se si vota il 10 ottobre, i partiti avrebbero tempo per limare smussare e definire grossomodo fino al 10 settembre. Se si vota il 24 settembre la presentazione dovrebbe avvenire a ridosso di Ferragosto.

    Più che un cambio in corsa, una rivoluzione copernicana considerate le abitudini vacanziere degli italiani di cui il corpo politico e quello amministrativo fanno sempre e comunque parte. Esplicitando ancora di più, i partiti avrebbero da oggi in avanti un mese scarso a disposizione per perfezionare candidati e adempiere alle procedure necessarie alla validazione delle liste, comprese la raccolta delle firme nei casi previsti, in particolare per le liste non già rappresentate in Parlamento e in Consiglio regionale. A oggi, non si hanno notizie di liste già composte, eccezion fatta forse per quelle che supportano le candidature alla presidenza più consolidate nel tempo, ovvero quelle di De Magistris e di Tansi. Ma anche qui bisogna correggere il tiro, poiché l’adesione data per probabile di Carlo Tansi al progetto intrapreso da Amalia Bruni si è andata concretizzando nelle ultime ore, tanto che domani è previsto nel solito albergo di Gizzeria Lido la conferenza stampa che ufficializza l’accordo.

    Allo stato, quindi, i candidati presidente preventivabili sono quattro: Roberto Occhiuto per il centrodestra (Fi, Fdi, Lega, Udc, Cambiamo, Noi Con L’Italia e Coraggio Italia); Amalia Bruni per il centrosinistra (Pd, M5s, Articolo Uno, Centro democratico, Io Resto in Calabria, Repubblicani Europei, Verdi Europa, Partito socialista, Partito animalista) più la new entry Tansi finora accreditato di ben quattro liste civiche (Tesoro Calabria, Calabria pulita, Calabria libera, il Sud con Tansi) destinate probabilmente a ridimensionarsi numericamente; Ernesto Magorno (Italia Viva e due non meglio identificate liste civiche); Luigi De Magistris (DemA, Alternativa c’è, Rifondazione comunista, Sinistra italiana, Movimento Equità territoriale, Calabria solidale e combattente).
    Se dovesse procedersi nuovamente a uno spostamento della data elettorale, che per le ragioni esposte appare allo stato poco probabile, sarebbe a suo modo un record. L’effe effe Spirlì ha già dovuto cambiare in corsa due volte la data con apposite ordinanze, dovrebbe procedere con la terza. Fin qui si era sperimentata la pratica incresciosa, illegale e perseguita penalmente della “scheda ballerina”. Qui è tutto il voto, la sua data in verità, a compiere spericolati giri di tango.

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