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Filippo Mancuso, di Lega (per le regionali) e di civismo (per le comunali)

I programmi a breve e a medio raggio del consigliere regionale illustrati a Giovino in un convegno sul futuro della città

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    Conviene partire da chi c’era, sintetizzare gli antecedenti e prospettare quel che si prepara. Al convegno “Catanzaro 20punto22 – quale futuro per la città?”, organizzato dal consigliere regionale della Lega Filippo Mancuso in un confortevole lido di Giovino, hanno fornito amichevole e attiva partecipazione nell’ordine l’imprenditore Giancarlo Russo, il consigliere comunale capogruppo del Misto Eugenio Riccio, l’appena dimesso (lo ha fatto proprio stamattina) consigliere Demetrio Battaglia, l’ex consigliere (lo è stato fino al 2017) Carlo Nisticò, il consigliere in carica capogruppo di “Catanzaro con Abramo” Giuseppe Pisano, il consigliere dello stesso gruppo Rosario Mancuso, l’assessore ai Lavori Pubblici della giunta Abramo Franco Longo. Ha introdotto l’incontro Massimo Tigani Sava, giornalista prestato alla politica, oggi nella dirigenza locale della Lega di Salvini.

    Filippo Mancuso, eletto alle ultime comunali del 2017 nella lista “Federazione popolare per Catanzaro” messa su da Franco Longo, è poi passato nel gruppo consiliare intestato a Sergio Abramo, creando di fatto una doppia leadership dapprima condivisa ma successivamente bicefala, tanto da creare nello stesso gruppo due cordate, una con riferimento Abramo e una con riferimento Mancuso. Un mese fa Mancuso si è dimesso da consigliere comunale, perdendo con ciò anche il seggio alla Provincia, volendo affrontare a mani libere la campagna elettorale regionale che si è appena aperta. Campagna che affronta con ambizioni differenti dalla precedente, quando arrivò alla Lega da matricola, dovendo superare l’esame di ammissione per la verità molto brillantemente in fatto di risultato, il primo degli eletti del partito di Salvini. Già, perché proprio il partito di Salvini? Lo ha spiegato da sé. Innanzitutto perché è stato l’unico a offrirgli la possibilità. E poi per un’obiettiva concordanza di idee. Lui che certo di sinistra non è mai stato.

    Mancuso ha svelato che si è anche trovato nella condizione di poter chiedere postazioni di maggiore visibilità in seno al Consiglio, essendo anche in predicato di diventarne il presidente. Poi le cose andarono diversamente, e presidente fu eletto Mimmo Tallini. Ma anche da semplice consigliere, anzi da consigliere questore, la sua visibilità in Aula è stata notevole, traducendosi in diverse iniziative in favore soprattutto della città che lo fortemente sostenuto. A questo punto, Mancuso ha elencato i provvedimenti su cui ha messo faccia e impegno, citando destinazioni e importi, soprattutto per interventi migliorativi per il quartiere Lido. Questa destinazione, a dire il vero, è stata un po’ sottaciuta dal consigliere. Evidentemente perché ambisce a diventare riferimento di tutta la città come d’altra parte recita la locandina del convegno. Il primo impegno per lui saranno le elezioni di ottobre, che affronterà sotto le bandiere di Salvini. Se sarà eletto, come spera e come passabilmente sarà, affronterà le successive comunali, che si terranno nel 2022, in posizione di forza e in una certa autonomia. Vuole infatti aggregare una o più liste civiche con ambizioni di autosufficienza. Intorno a sé si prefigura l’accorrere di energie nuove, alcune delle quali già organizzate nel movimento “Controvento”, fondato da Eugenio Riccio e Demetrio Battaglia, con lo scopo precipuo di creare una nuova classe dirigente capace di attirare consenso ancor prima di chiedere voti. Questo in sintesi il significato politico da assegnare ala manifestazione di stasera: lancio della candidatura alle regionali e prenotazione per un ruolo di primo piano alle amministrative del dopo Abramo.

    Mancuso avrà al suo fianco tutti gli intervenuti al microfono, ciascuno dei quali ha detto la sua sul futuro della città. L’unico a separare chiaramente le sorti personali da quelle del consigliere regionale leghista è stato Giuseppe Pisano, che ha tenuto a precisare di essere della serata perché gentilmente invitato. Porge naturalmente il convinto in bocca al lupo a “Filippo”, ma lui resta fedele a Sergio Abramo. Parola di capogruppo.

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