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AmaliaBruni: “La coalizione del centrosinistra è partita con il piede giusto”

La candidata alle Regionali all’assemblea dei socialisti inizia il tour tra le force che la sostengono nella sua “mission impossible”.

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    La notizia vera, ci perdoneranno Amalia Bruni e Luigi Incarnato, è che il Psi, il Partito socialista italiano, ha raggiunto a Catanzaro le 200 tessere, anche per l’opera di giovani militanti come il segretario cittadino Gregorio Buccolieri. Lo rivela con punta di legittimo orgoglio Piero Amato, vecchio leone di partito in un vecchio partito, ogni ruga un ricordo da rinverdire, punta di spillo piantata sulla lavagna dei cold case. Per i socialisti i “casi freddi”, quelli rimasti senza spiegazione plausibile secondo il loro punto di vista, sono effettivamente tanti. In questa assemblea provinciale aperta convocata a Giovino, ospite di riguardo alla prima uscita di “partito” la candidata del centrosinistra Amalia Bruni, Amato la prende come al solito da lontano, spargendo sale sui decenni di errori dell’asse Pci Pds Ds Pd, sotto forma di nomi passati come meteore che però, impattando sul suolo calabrese hanno lasciato fossi e crepe che ancora la segnano. Riesuma Nuccio Fava, addirittura. Per fortuna urgono le regionali e occorre aggiornare i temi, e i bersagli. Il favorito in questo senso è Luigi De Magistris. Amato è convinto che la candidatura del sindaco di Napoli si sgonfierà con il vento caldo dell’estate, che lo porterà via, lontano dagli occhi lontano dal cuore.

    Favorendo la “mission impossible” di Amalia Bruni che, sul tema è conciliante: “Non vedo De Magistris come un oppositore, bensì una persona che ha la voglia di costruire per questa terra. Lui mi ha invitato e io l’ho reinvitato, sarei molto felice se si potesse accoglierlo all’interno di questa grande coalizione. E poi, una volta tanto, siano le donne a guidare”. Si dice molto felice di essere questa sera all’ombra della pineta di Giovino, invitata da “Pierino che mi ha fatto da stalker. Intanto perché rincontrare le persone de visu è altro che stare sulle piattaforme on line, ma poi perché è mia intenzione spendermi per tutti gli amici e per tutti i gruppi della coalizione. Il lavoro che intendo fare è la costruzione di una squadra e in una squadra le persone si devono parlare, devono state insieme e devono costruire insieme gli obiettivi, che è quello che stiamo facendo: stiamo già lavorando ai punti di programma, ogni gruppo sta inviando le sue cartelle, poi lavoreremo sui punti in comune in maniera tale da raggiungere maggiore forza. Siamo partiti con il piede giusto, anche se qualcuno ci dice che siamo in ritardo, ma questa larga coalizione è già di fatto partita”.

    Intanto aspetta con fiducia Enrico Letta, che incontrerà sabato per la prima volta: “Ritengo che sia una persona di grande spessore culturale prima ancora che politico. Confesso di non conoscerlo da un punto di vista politico: per me il Pd è un mondo nuovo, così come il M5S e gli altri partiti. Ho sempre lavorato molto nel mio campo, ho maggiore consuetudine con le forze sociali, non ho conoscenze personali all’interno dei partiti. Ho comunque avuto modo di apprezzare Stefano Graziano e Francesco Boccia, che sono due persone di grande spessore politico e immagino che Enrico Letta, che è stato indicato come colui che deve trainare dalle secche il Pd, risponda a requisiti di carattere intellettivo, morale e culturale particolarmente elevati”. Migliore intro al segretario Letta è difficile pensarla. Non crede molto alla forte maretta nel centrodestra, importata con disinvoltura da Roma: “La destra è sempre capace di risorgere. Da parte mia, sono la candidata civica del centrosinistra, perché mi ci riconosco da tutti i punti di vista, culturale, morale, etico, di pensiero, di futuro, è evidente che per me non esiste altro. Fermo restando che ci sono anche tante persone che hanno a cuore le sorti della Calabria e hanno idee non esattamente sovrapponibili alla sinistra, e hanno la possibilità di ripensare con la mia candidatura a un voto diverso rispetto al passato. Io sono qui con la mia faccia, la mia storia, la voglia, sostenuta davvero da tantissime persone in Calabria e fuori, di ridare dignità alla Calabria. Ognuno di noi si deve mettere in gioco, deve riaccendere la fiammella della partecipazione civile”.

    Sulle liste, che è sempre un argomento caldo: “Abbiamo tra le 6 e le 7 liste, c’è molta gente che è disponibile a mettersi in gioco, quindi valuteremo, registriamo grande entusiasmo e questo ci fa molto piacere. Gente con capacità tecniche e professionali importanti: questo è il momento di avere persone di grandi capacità organizzative, intellettive, culturali. Dobbiamo fare una battaglia perché questa nostra terra cambi realmente faccia, e questo significa avere persone di spessore all’interno delle liste”.

    Luigi Incarnato, segretario regionale Psi, ha gioco facile nel mettere insieme le regionali con le comunali di Cosenza, dove si sta tentando l’esperimento di candidare proprio un socialista, Franz Caruso, nella “città più socialista d’Italia”. Il Pd, al momento, nicchia: “Se ha tra le mani un Draghi ce lo dica – sogghigna l’ex commissario Sorical – altrimenti ci dica di sì per battere la destra, così come noi abbiamo subito detto di sì alla candidatura di grande spessore di Amalia Bruni”.

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