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Monito di Corsi: “Regione e Comune hanno affossato quel poco di attività turistica che c’era a Catanzaro”

Il consigliere comunale: "Catanzaro, parlare di “estate orribile” è dir poco"

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    “Regione e Comune hanno affossato quel poco di attività turistica che c’era a Catanzaro e sulla sua marina”. Inizia così l’affondo di Antonio Corsi, consigliere del Gruppo Misto: “Leggere le dichiarazioni a scaricabarile dell’assessore regionale al turismo Orsomarso sulla tragedia ecologica del mare sporco fa veramente rabbia. Invece di chiedersi perché la Calabria è l’unica regione del Meridione a non registrare significativi aumenti di presenze, a dispetto del tutto esaurito di Puglia, Sicilia e Campania, l’esponente di Fratelli d’Italia ci spiega che il mare sporco è di “competenza” dei Comuni e della Capitaneria di Porto. Il Comune a sua volta ci spiega che la “competenza” è dell’assessorato regionale all’ambiente. Ha fatto bene il Codacons ad inchiodare Regione e Comune alle loro responsabilità. Se bene ha fatto qualche consigliere comunale a presentare esposti alla Procura, ci auguriamo che abbia segnalato anche le gravi responsabilità della Giunta comunale, oltre che quelle della Giunta regionale”.

    “La Calabria- si legge nella nota –  paga l’assenza di una qualsiasi programmazione nel turismo, se è vero che ancora oggi parliamo di bandi futuri, di “vedremo e faremo”, di investimenti che daranno i loro frutti forse tra un secolo. L’assessore Orsomarso prima ancora di rispondere per ulteriore delega, visto che la depurazione delle acque è competenza dell’assessore Sergio De Caprio il “capitano ultimo”, farebbe meglio a spiegare ai calabresi quali sono le azioni intraprese a tutela del turismo visto anche sotto un ottica ambientale. Farebbe ancora meglio a chiarire cosa è stato fatto per valutare le capacità e le funzioni dei tanti dirigenti regionali, il vero male endemico della regione Calabria, da sempre inamovibili al variare delle giunte politiche, tanto da continuare ad immobilizzare l’azione amministrativa, quella che nell’ultimo scorcio è stata la colpa dell’ex governatore Oliverio. Cosa si è fatto? Questa è la vera domanda a cui rispondere. Solo così diventa leggibile il risultato che Orsomarso dice che è stato ottenuto in termini di depurazione, visto che De Caprio tace, ma soprattutto bisogna recuperare il vincolo di verità, quello che non si assoggetta quasi fosse un paravento alle necessità politiche. Questo è quello che deve dire Orsomarso”.

    “Ritornando poi a Catanzaro – prosegue Corsi –  poi la situazione è ancora più drammatica. Parlare di “estate orribile” è dir poco. Mancanza di acqua potabile, depuratore che puzza, mare sporco, assenza dei più elementari servizi, ma soprattutto incapacità manifesta a programmare. E che dire dalla triste, tristissima vicenda del porto? Qui lo scaricabarile non serve, tutti sappiamo che se il porto è chiuso la responsabilità è tutta del Comune, della sua Giunta e dei suoi dirigenti. Ritorna sempre il tema della responsabilità dei dirigenti, la stessa di quella che c’è in regione Calabria. E’ vero c’è il Covid, c’è il green pass, ci sono le paure per la pandemia. Ma qualcuno ci spieghi perché a Soverato e Tropea si registra il tutto esaurito e che è anche difficile prenotare nei ristoranti. Se Catanzaro e la sua marina avrebbero bisogno di una programmazione culturale e spettacolare tale da coprire quanto meno i mesi di luglio e agosto, nel rispetto delle regole anti Covid, lo stesso lo possiamo dire sulla programmazione turistica regionale. Cosa si è fatto? Altre realtà italiane e calabresi si sono inventate di tutto, a cominciare dalla riqualificazione dei lidi che sono stati ripensati alla luce della pandemia. Da noi invece una estate orribile, l’ennesima, estate fotocopia, anzi brutta copia di quelle precedenti. Restando a Catanzaro e pur comprendendo il clima d’attesa per le prossime elezioni regionali, sia il sindaco Abramo le cui capacità manageriali non sono in discussione, se vogliamo dire la verità ed essere meno faziosi, a riprendere dopo le redini del problema di efficienza della sua amministrazione, perché pensare ad una giunta di salute pubblica non è assolutamente un delitto, ma diventa l’unica via di salvezza dall’incompetenza manifesta”.

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