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Acqua e rifiuti, la palla (avvelenata) passa al prossimo presidente

I sindaci dei capoluoghi e l’Anci investono il prossimo governo della responsabilità di recuperare il tempo perduto nei rispettivi cicli integrati: la sfida per una Calabria normale

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    Un’accusa mirata e precisa nei confronti della Regione Calabria e della Sorical: per la prima “l’assenza del servizio idrico nell’agenda politica della Regione Calabria”, per la seconda, “la vetustà delle condotte idriche” unita “all’assenza totale di programmazione”. Per ambedue, censurabile “l’impasse tra Regione e Sorical riguardo all’individuazione del Gestore unico, da parte dell’Autorità Idrica Integrata, a cui affidare la gestione del servizio idrico integrato”. Il presidente della sezione calabrese dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani, e i sindaci dei cinque capoluoghi (assente giustificato il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto impegnato a Rimini al Meeting di Comunione e Liberazione) hanno messo nero su bianco in un documento, che riportiamo in altra parte del giornale, le doglianze che sono loro ma soprattutto dei territori di cui sono espressione, tutti accomunati dalla perenne penuria d’acqua. Ma, da buoni amministratori, hanno avanzato delle proposte operative, una su tutte, necessariamente rivolta al prossimo ‘governatore’: “Istituire una commissione permanente di cui facciano parte i sindaci dei Comuni capoluogo e gli amministratori dei centri più popolosi della Calabria”.

    Un momento della conferenza Un momento della conferenza

    La palla, avvelenata o meno, passa quindi al futuro presidente ”indipendentemente da chi sarà – dice il sindaco di Crotone Enzo Voce -. È stata una calda estate, tra rifiuti, acqua, soliti problemi. La riunione di oggi tra i sindaci dei capoluoghi mi auguro sia l’inizio di un modo nuovo di affrontare e risolvere problemi conosciuti ma irrisolti”.
    “Non si può più tollerare – interviene da parte sua il sindaco di Rende Marcello Manna, presidente dell’Anci regionale – che ci siano ritardi sulle emergenze. Ci so o scadenza che vengono dal governo e dalla Comunità europea. Noi entro i 30 giugno 2022 dobbiamo dotarci di una struttura di gestore unico dell’acqua. La richiesta che viene dai cinque sindaci dei capoluoghi otre che dall’Anci è: proviamo a afre diventare normale questa regione. Su questo aspetto sono arrivate segnalazioni di ritardi da parte del governo. Bisogna avviare da subito un percorso virtuoso tra Regione Sorical Autorità idrica per rendere fruibile un bene primario. Registrare che ci sono turisti che vanno via dalla nostra regione perché manca l’acqua o ci sono città in grave sofferenza come Reggio Calabria non è più tollerabile. In questo come negli altri servizi essenziali, si pensi anche ai rifiuti, alla sanità, all’assistenza alle famiglie, sono tutti aspetti che sono nei finanziamenti del Pnrr, dobbiamo dotarci noi calabresi di un’autosufficienza e di una normalità nella gestione delle cose”.

    “I sindaci – osserva sul punto Maria Limardo, sindaco di Vibo Valentia – non possono essere lascati soli ad affrontare questi problemi che certo li riguardano in prima persona, ma che aspettano da troppi anni una soluzione adeguata a livello quantomeno regionale. Il ciclo integrato delle acque e dei rifiuti, la depurazione sono problemi che meritano di essere discussi, affrontati e risolti una volta per tutte sul tavolo regionale. Non possono che essere risolti insieme, essendo le basi dello sviluppo economico e sociale dell’intero territorio calabrese”.
    “Per questo motivo – incalza il sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà – abbiamo voluto affrontare il problema in maniera collegiale e unitaria, a prescindere dalle appartenenze politiche di ciascuno. Perché i sindaci sono abituati i problemi in prima persona e cercare di risolverli. Rispetto a questo abbiamo ancora una volta abbiamo trovato sintesi e unità come sindaci calabresi, stilando un documento unico per porre all’attenzione dei candidati alla presidenza della Regione, problematiche che affondano le loro radici in decenni e decenni addietro, frutto di una cattiva o del tutto assente programmazione. Mi riferisco sia al ciclo integrato dei rifiuti sia quello dell’acqua, con annessa depurazione, e, anche la difesa idrogeologica includendo il grave problema degli incendi”.

    “Le notizie di questi giorni – sintetizza il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo – chiariscono tutte le difficoltà che abbiamo noi sindaci sul territorio in merito all’approvigionamento idrico. Leggendo cosa succede a Vibo, a Catanzaro, a Reggio, ma anche ad Amantea dove hanno chiuso la dialisi per mancanza d’acqua, o a Isola Capo Rizzuto dove si assiste alla fuga dei turisti per lo stesso motivo, un rapido giro telefonico ci ha portato ad incontrarci qui di persona. Anticipando quello che dovrà fare il prossimo governo regionale riguardo all’utilizzazione dei fondi connessi al Pnrr. Soprattutto aspiriamo a vivere in una regione normale che abbia almeno la disponibilità dell’acqua e non sia oberata dai rifiuti. Siamo in forte ritardo, con Sorical in liquidazione da ben nove anni e impossibilitata a investire, impegnata solo nella gestione ordinaria, certo non sufficiente. Ci aspettavamo una riduzione dei tempi per definire l’Autorità idrica come soggetto pubblico. Sicuramente Sorical è depositaria di esperienza e di personale qualificato, ma occorrono ingenti finanziamenti per risolvere in modo definitivo il problema dell’acqua. Poi c’è il problema della convenzione che sussiste tra Regione e A2A, che gestisce i bacini idrici allo scopo di produrre energia elettrica. Vorremmo capire quanto questo danneggia i Comuni sul versante della mancanza d’acqua nei serbatoi e nelle condutture. Abbiamo quantità enormi di acqua e dobbiamo fare in modo che venga distribuita in maniera equa”.

    Non hanno parlato solo di acqua, i cinque sindaci. “I rifiuti sono un’altra problematica enorme – aggiunge Abramo –. A oggi non c’è un’idea chiara da parte della Regione, la programmazione è sbagliata. Basterebbe un solo termovalorizzatore di ultima generazione per una popolazione di 1 milione e 800mila abitanti, piccola anche per un solo termovalorizzatore ben funzionante che ne può servire fino a 4 milioni, per garantire il ritiro dei rifiuti da tutti i Comuni. Da qui a poco ci sarà un nuovo governo regionale: velocemente si attrezzi per fare diventare la Calabria una regione normale, quantomeno nel campo dell’acqua e dei rifiuti”.

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