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Occhiuto: sette liste a suo sostegno. “Inconcepibile che un familiare non possa fare politica”

Unico tra i candidati a presentare la propria candidatura, il capogruppo azzurro ostenta sicurezza e guarda al futuro governo della Regione, sperando poter coinvolgere i concorrenti

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    Roberto Occhiuto è stato l’unico tra i quattro candidati alla presidenza della Regione Calabria a presenziare al deposito all’ufficio centrale elettorale della Corte d’appello di Catanzaro degli adempimenti necessari a rendere effettiva e operativa la sua proposta politica. Sua e delle sei liste che lo supportano. Ai giornalisti ha dispensato grande fiducia e anzi la pressoché sicurezza di riuscire nell’impresa. Non sfuggendogli la complessità dei problemi in campo. A iniziare dalla sanità: “Chiederemo subito al governo di consegnare la sanità ai calabresi.

    Generico settembre 2021

    Il presidente della Regione si occuperà direttamente della sanità regionale. Sul debito sanitario c’è già un emendamento che porta la mia firma ed è legge, prevede la possibilità di utilizzare un’anticipazione della Cassa Depositi e Prestiti per ripianare tutto il debito sanitario in 30 anni con un tasso di interesse dell’1-2, mentre oggi paghiamo un tasso di interessi del 5%. Il problema è che oggi non sappiamo a quanto ammonta il debito sanitario. I commissari in undici anni di commissariamento non sono riusciti a quantificarlo, ci sono aziende che addirittura non hanno chiuso i bilanci. Noi chiederemo al governo di mandarci non più commissari ma tecnici della Ragioneria dello Stato che insieme alla Guardia di finanza possano chiudere i bilanci delle aziende e quantificare il debito.

    Poi chiederemo al governo anche di farsi carico direttamente della quota di debito prodotta dai commissari in questi anni perché in quegli anni l’assessore alla sanità non è stato un calabrese ma il ministero della Salute. Chiederemo poi al governo di poter assumere personale sanitario a tempo indeterminato così come avviene nelle altre Regioni, altrimenti non ci si piò lamentare che la Calabria abbia un sistema sanitario che non è al pari delle altre Regioni”.

    Per arrivare al tema di giornata, la sfida elettorale e le liste che Forza Italia e alleati hanno presentato tra ieri e stamattina, “la sfida – dice il capogruppo degli azzurri alla Camera – è iniziata già da qualche settimana, è una sfida esaltante, difficile e complessa che vinceremo il 3 e 4 ottobre, e anzi quando incominceremo a governare e cambiare questa regione.  Sono liste molto radicate, con professionisti e dirigenti politici di qualità. Ci sono stati tanti sacrifici, ringrazio soprattutto quelli che hanno ritirato la loro candidatura dimostrando di voler scommettere anche loro, anche dall’esterno, su un centrodestra rigenerato. Siamo forti in tutta la Calabria e lo dimostreremo il 3 e 4 ottobre”.

    È il momento di ricordare i rinunciatari, un po’ come commemorarli. Un ricordo che qualcuno ha voluto elaborare, come i lutti, in famiglia. Occhiuto non si sottrare alla (piccola) provocazione: “La Commissione antimafia non aveva posto alcun veto, come si sa soltanto due erano i candidati giudicati, per così dire, inopportuni dalla Commissione antimafia e li abbiamo esclusi dalle liste. Non ci sono familiari di questi candidati, ci sono altri dirigenti politici. Poi il fatto che non si possa fare politica perché un familiare ha fatto politica prima mi sembra davvero inconcepibile. Poi vedremo però, quando saranno eletti i consiglieri regionali, come sarà rinnovato il Consiglio regionale”.

    Su quanto e come Roberto Occhiuto abbia esercitato il suo ruolo di limatore di ultima istanza: “Stiano tranquilli i calabresi – dice prendendola come da scuola centrista un po’ alla larga – perché avranno un presidente che non si farà condizionare da nessuno, che ha svolto a livello nazionale un incarico complesso e difficile come quello di capogruppo di Forza Italia alla Camera, ricordo che nel mio gruppo ho ministri ed ex ministri e ho sempre svolto questo ruolo con grande autorevolezza ed equilibrio, quindi non mi preoccupa il fatto di dovermi confrontare con nessuno in Calabria. Rispetto tutti ma pretendo il rispetto di tutti e penso di averlo dimostrato anche nella fase di redazione delle liste elettorali. Su questo devo ringraziare anzitutto il coordinatore regionale del mio partito, Mangialavori, che ci ha creduto fin dall’inizio e ha dimostrato grande sostegno, e mi ha aiutato anche nelle scelte più complesse. Le liste le abbiamo fatte insieme perché è una squadra che vince, io sarò quello che si assumerà la responsabilità delle scelte di governo. Mi assumo anche la responsabilità delle scelte compiute nella compilazione delle liste. Ringrazio quanti come Peppe (che accanto assiste imperturbabile alla laudazione, ndr) mi hanno dato una mano e sono sicuro che la daranno anche dopo il 3 e 4 ottobre quando governeremo la Calabria”.

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    Infine, uno sguardo al futuro prossimo. “Da settimane – dice Occhiuto prima di infilare le scale del palazzo presidiate dalle ‘ultime dee superstiti, Giustizia e Libertà’ – sto parlando ai calabresi solo dei problemi e delle soluzioni che immagino per i problemi, mi auguro che gli altri facciano la stessa cosa. Ci sarà qualche asperità ma abbiamo spalle larghe ed esperienza per sapere che questo succede in campagna elettorale. Dopo la campagna elettorale, quando cominceremo a governare, chiederò anche agli altri candidati a presidente di darmi una mano se lo vorranno”. Quando si dice ‘Guai ai vinti’. E che guai.

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    Gli altri candidati hanno preferito non presenziare. Anche questo la dice lunga su quanto circola anche a livello di sentire subliminale. La prima candidatura giunta in Corte d’appello è stata quella di Mario Oliverio che potrà dire di essere in qualche modo e in qualche situazione arrivato primo. Una sola lista presentata dal fido Salvatore Bullotta, si chiama “Oliverio presidente – Identità Calabria”.

    Subito dopo sono entrati i rappresentanti di Luigi de Magistris, forte di sei liste. E infine, con una certa suspense alimentata dai boatos mattutini su esclusioni clamorose e ingressi compensatori, le due presentatrici per Amalia Bruni, in questo senso molto più “rosa” dei concorrenti. Vedremo tra poco, quando dall’altro lato della scena, il poco distante palazzo Ferlaino dove invece si presentano agli uffici circoscrizionali le liste, sarà svelato ufficialmente l’ultimo mistero. Che riguarda non solo ingressi ed esclusioni per la lista Pd nella circoscrizione centro, ma addirittura il numero di liste pro Bruni. C’è chi dice sette, chi dice otto. E non perché manchi Lancillotto.

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