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De Magistris a tutela dei tirocinanti: “Vergognoso tenerli sempre nel limbo della precarietà”

"Faremo di tutto per aumentare le opportunità di lavoro e aggiusteremo tutte le storture del sistema"

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    “La Pubblica Amministrazione in Calabria è retta anche da centinaia di tirocinanti precari. Si tratta di uffici centrali e strategici, enti locali, comuni, prefetture, palazzi di giustizia, scuole, ma anche musei, parchi archeologici, biblioteche, sovrintendenze e archivi di tutta la regione dove sono stati “parcheggiati” circa 6700 lavoratori a 500 euro al mese, senza ferie, malattia e contributi.  Molti di questi fino al 2012, più o meno, erano operatori di call center o aziende fallite”. Lo afferma Luigi de Magistris, candidato alla presidenza della Regione Calabria.

    “Ma precari erano e precari sono rimasti. Circa 2000 persone che lavorano negli uffici dei ministeri, Miur, ministero della Giustizia e Mibac, e poi 4700 indirizzate invece ai TIS, i tirocini di inserimento sociale. Operatori che lavorano nella nettezza urbana, cura del verde, oppure impieghi amministrativi come il rilascio delle carte d’identità.  Insomma, un esercito di lavoratori con paghe irrisorie e senza alcun tipo di diritto e certezza, nel presente e nel futuro, che la Regione Calabria continua a tenere ingiustamente nel limbo della precarietà, e che specie a ridosso delle elezioni diventano ricattabili con le promesse di chi trae profitto con i pacchetti di voti. Negli anni, questo esercito di invisibili è stato snobbato dalla politica, pur avendo denunciato per anni questa condizione inaccettabile, bloccando autostrade, invadendo le piazze. Oggi, assistere all’ennesimo spot elettorale ai danni di queste persone, che saranno di nuovo “finanziate a termine”, con un contentino economico per sedare gli animi ai tempi del rinnovo delle poltrone di palazzo Campanella, è vergognoso e inaccettabile – si legge nella nota.

    “Da Presidente della Regione Calabria, – conclude – e con la grande squadra popolare che abbiamo messo insieme, combatteremo le forme di precariato che in questi anni la politica delle clientele ha alimentato ai danni di centinaia di lavoratori. Lavoreremo in sinergia con il governo centrale, per trovare una soluzione stabile e sostenibile perché questi lavoratori che svolgono importanti mansioni possano avere la dignità che meritano. Faremo di tutto per aumentare le opportunità di lavoro e aggiusteremo tutte le storture del  sistema di formazione regionale. Diremo basta al proliferarsi di corsi di formazione poco utili all’occupabilità o lontani dalle richieste provenienti dalle imprese o dal settore pubblico”.

     

     

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