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Abramo: “Basta con gli incompetenti a gestire la cosa pubblica”

Il sindaco di Catanzaro sempre più calato nella nuova dimensione offerta da Brugnaro, fondatore di Coraggio Italia, ancora insieme a presentare i candidati della lista di Coraggio Italia

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    Continua con intensità e scambi di reciproco riconoscimento il rapporto tra i due sindaci di Venezia e di Catanzaro, un’accoppiata inedita anche dal punto di vista semantico poiché rappresentanti di due realtà diverse in tutto se non quella puramente geografica di essere toccate dal mare.

    Luigi Brugnaro sull’argomento mare si dimostra particolarmente attento e interessato, poiché tra le tante cose raccontate ai giornalisti nella sala dell’albergo che affaccia sul porto di Catanzaro è quella di avere raccomandato a Roberto Occhiuto, leader della coalizione elettorale del centrodestra, un piano delle darsene che da solo può rappresentare grande occasione di sviluppo “perché in Calabria c’è il mare, ci sono 800 chilometri di coste”.

    Sembrerebbero ovvietà ma calate in un discorso complessivo che tocca le corde del coraggio, dell’autonomia, della capacità di scelta, dell’autonomia dal potere romano, hanno la loro ragione di essere e di convincere.

    L’occasione della nuova visita di Brugnaro a Catanzaro è la presentazione dei candidati dell’area centrale della lista Coraggio Italia a pochi giorni dalle elezioni. Siamo al rush finale, per cui è d’obbligo chiedere al sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo due cose.

    Primo, perché non essendo candidato si dia tanto da fare, e secondo, quale aspettativa nutre sull’esito del voto.

    Sulla prima questione Abramo nega di essere interessato in modo particolare a un posto nella prossima giunta, anche se non lo smentisce in modo rigoroso. Per lui sono importanti squadra e proposte.

    Sulla squadra è particolarmente contento che Brugnaro abbia voluto che il nuovo partito tenga il battesimo elettorale in Calabria, avendo per fino rifiutato di concedere il simbolo, pur richiesto in realtà urbane importanti al voto domenica prossima.

    Per il resto, si dice soddisfatto del clima di aperta collaborazione che sembra spirare nella nuova formazione.

    Dice di avere contatti quotidiani con Brugnato così come ha numero di telefono della nutrita pattuglia di parlamentari, senatori e deputati, su cui può contare. Contrariamente alle sue pregresse esperienze politiche, si presume in Forza Italia, in Coraggio Abramo dice non solo di poter dire la sua, ma anche di trovare facile accesso nel passo successivo, quello della decisione.

    Il che fa pensare che per lui si sia comunque aperto uno spiraglio di taglio dirigenziale nella nuova formazione politica.

    Sulle aspettative elettorali, il sindaco di Catanzaro confida nell’intelligenza dell’elettore della media Calabria: “Se il popolo dell’area centrale della Calabria ha capito il messaggio ci potrebbe essere una bella sorpresa.

    Il messaggio è: un partito nuovo che parte dalla Calabria, voluto da un amministratore pubblico di una città del nord e ciò ritengo sia una grande opportunità per i calabresi.

    E soprattutto un partito fatto da amministratori e che lascerà finalmente la libertà delle decisioni a noi calabresi per quanto riguarda le prossime elezioni comunali.

    È ora di finirla con gente incapace di gestire la cosa pubblica, voglio essere franco. Abbiamo cercato di fare le liste con professionisti e amministratori, ho sentito sia i candidati di Reggio Calabria sia di Cosenza sia dell’area centrale della Calabria, e credo che il risultato ci sarà, soprattutto in termini di qualità.

    Noi oggi proponiamo un partito che è libero, che non ha vincoli, che non viene comandato da Roma, che ha la possibilità di crescere nel tempo”.

    È sempre Abramo a sedere con Brugnaro al tavolo della presidenza e presentare uno a uno i candidati e le candidate, prima le signore, come si conviene.

    Il sindaco di Venezia, e presidente di Coraggio Italia, ha come al solito un approccio moto pratico alla politica. Per lui conta solo la volontà di lavorare e di crescere. Per il resto è tipicamente un trasversale: “non ho mai avuto una tessera e ho sempre cambiato il voto, faccio il sindaco gratis.

    Sono qua perché convinto che la Calabria è importante per tutto il Paese, il calabrese non vota solo per la sua Regione, ma per contare in Italia. Per noi non chiediamo niente, in fatto di postazioni in giunta o altro. Chiediamo solo ai calabresi di avere fiducia in loro stessi”.

    Luigi Brugnaro questa volta non scivola sulla questione calabresi/lavoro, come involontariamente, e al di là delle intenzioni, era accaduto nella precedente sortita catanzarese. Anzi, è sembrato molto preparato sul tema delle pari opportunità Nord- Sud: “Qui – ha detto – veniamo per imparare, in una terra molto dura dove i ragazzi emigrano da sempre, anche se la denatalità è un problema anche in Veneto, dobbiamo investire sui bambini.

    Riteniamo che i calabresi debbono ritornare protagonisti del loro futuro e dimostrarlo agli italiani tutti. Siamo andati stamattina con il sindaco a vedere il proto. Mi ha raccontato che ci sono 20 milioni pronti, stanno aspettando la Via, che come in tutta Italia ci mette tanto a essere emanata, per le lungaggini burocratiche. Per questo abbiamo fatto un partito nazionale, perché i problemi ce li abbiamo in tutta Italia.

    I sindaci devono nascere dal territorio, non essere scelti nelle segreterie, in Calabria devono comandare i calabresi, sembra una cosa semplice ma è giusta, doverci per forza dividere per motivi di campanile. Dobbiamo essere italiani partendo dalla Calabria, siamo tutti fratelli”.

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