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Catanzaro, attesa per nuova giunta regionale: i tempi saranno lunghi

Tra passaggi procedurali e dinamiche politiche ancora da chiarire l'esecutivo è destinato a vedere la luce non prima di dieci giorni, due settimane

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    Della nuova Giunta che guiderà la Calabria nei prossimi cinque anni, almeno ufficialmente, non si è ancora nemmeno parlato. Si confermano tempi ancora lunghi per la scelta dei nomi che entreranno nell’esecutivo di Roberto Occhiuto, eletto governatore il 3 e 4 ottobre. Tra passaggi procedurali ancora da espletare e dinamiche politiche ancora da chiarire, secondo gli addetti ai lavori l’esecutivo che dovrà guidare la Regione nei prossimi 5 anni è destinato a vedere la luce non prima di dieci giorni o di due settimane. Del resto, l’ufficializzazione della squadra degli assessori è subordinata anche ad alcuni passaggi che richiederanno il trascorrere di un certo periodo di tempo, non necessariamente breve: in primo luogo la proclamazione del presidente della Regione e poi la proclamazione dei consiglieri regionali, quelli eletti con il quoziente pieno e quelli eletti con i resti. E secondo quanto riferiscono all’AGI fonti del centrodestra calabrese, per questi adempimenti, soprattutto il secondo, si dovrà attendere la fine della prossima settimana, anche perché al momento non risulta completato il lavoro di conteggio dei voti da parte degli uffici elettorali dei tribunali circoscrizionali di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, lavoro che poi dovrà essere portato a sintesi dalla Corte d’appello di Catanzaro.

    Sorprese nel riconteggio?

    Fonti accreditate riferiscono poi che il riconteggio potrebbe anche determinare qualche sorpresa e qualche variazione rispetto all’attuale configurazione dei seggi in Consiglio regionale e quindi ridisegnare gli equilibri nella coalizione che ha vinto le Regionali. In definitiva, al momento si registra una fase di incertezza che ovviamente incide sulle mosse del neo governatore Roberto Occhiuto, che naturalmente sta valutando la situazione e studiando le possibili strade per trovare la quadra riservandosi comunque di approfondire il dossier Giunta nei prossimi giorni. Occhiuto, che continua ad apparire nei talk show televisivi nazionali, sembra non avere fretta. Dovrebbe avviare un giro di consultazioni con i leader nazionali dei partiti che lo sostengono (anzitutto Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e anche Coraggio Italia e Udc) ma – si fa intendere da ambienti del centrodestra – questo giro di consultazioni si potrà infittire solo dopo i ballottaggi, destinati a definire con maggiore nitidezza i rapporti di forza all’interno della coalizione. Al momento dunque ogni ragionamento sulla distribuzione delle caselle Giunta è necessariamente embrionale.

    Esecutivo mix tra interni e innesti della società civile

    E’ probabile comunque che l’esecutivo Occhiuto sarà un mix tra interni ed esterni, con possibili innesti espressione della società civile, e sarà rappresentativo dei vari partiti della maggioranza, in proporzione al peso elettorale riscontrato alle urne. Occhi puntati soprattutto sulla vicepresidenza della Giunta, che la Lega rivendica a sé, nella figura dell’attuale presidente facente funzioni Nino Spirlì, forte di un accordo pre-elettorale, e la presidenza del Consiglio regionale, che in linea teorica dovrebbe andare a Fratelli d’Italia: ma nel centrodestra nelle ultime ore si sta facendo strada l’ipotesi che Forza Italia, alla luce del boom del 3 e 4 ottobre, possa rivendicare anche questa postazione. In questo caso comunque FdI avrebbe due assessori. Sul piano strettamente politico, il centrodestra attende una conferma dal voto per il sindaco di Cosenza.
    La partita si chiuderà domenica con il ballottaggio che vedrà l’uomo del centrodestra, Francesco Caruso, confrontarsi con il candidato del centrosinistra, suo omonimo, Franz Caruso. Sono comunque allo stato ancora tutti scenari che solo nei prossimi giorni saranno svelati nella loro compiutezza. Occhiuto, intanto, ancora oggi ha insistito sulla priorità del suo programma: la Sanità. Il presidente in pectore chiede la fine del commissariamento, con il ritorno della delega alla Regione, o, in subordine, la nomina a commissario. Ciò, spiega, per poter attuare quel grande piano di assunzioni nel servizio sanitario che il commissariamento ha finora impedito.

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