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Amato (Psi): “Elezioni comunali, l’astensionismo deve preoccupare”

"L’unica speranza è la costituzione di un grande partito socialdemocratico"

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    “L’elezione dei sindaci era un momento di grande partecipazione. Negli anni ’90 la risposta degli elettori era stata tale da raggiungere l’80% di affluenza ovunque. A Roma, per fare un esempio, si fronteggiavamo F. Rutelli ed il Segretario del MSI G.Fini, mobilitando il 78,79% e al ballottaggio l’affluenza saliva al 79,9%. Ma l’affluenza era massiccia in tutti i Comuni, grandi o piccoli del Paese. Si fronteggiavano: N. Della Chiesa, D. Novelli, E. Bianco, L. Orlando, Albertini, Veltroni, Tajani ecc., espressioni di partiti, che trasmettevano sicurezza ed autorevolezza ai cittadini. Nell’ultima tornata elettorale il forte astensionismo deve preoccupare”. Inizia in questo modo l’analisi politica del segretario provinciale del Psi, Piero Amato: “Nonostante la straordinaria rilevanza del diritto al voto, l’astensionismo è la diretta conseguenza della crisi della politica o, per meglio dire, dei partiti politici, i quali, comunque, rappresentano il fondamento del costituzionalismo democratico e lo strumento più importante per l’esercizio della sovranità popolare. La conseguenza del crollo dei partiti tradizionali, avvenuto negli anni novanta, seppelliti dalle accuse di una loro eccessiva invasione nelle istituzioni, è l’astensionismo”.

    “Il rimedio adottato- si legge nella nota –  è stato la costituzione di partiti politici senza tradizione e ideali, perché i precedenti sono stati travolti dalla retorica antipartito. Il referendum elettorale del 1991 e la successiva eliminazione delle preferenze, l’inchiesta Mani Pulite ed i partiti personali (Segni, Orlando, Monti, Di Pietro, Bossi, Salvini, Renzi ecc. ecc.) hanno favorito: antipolitica, populismo, sovranismo, hanno fatto crescere i livelli di disaffezione dei cittadini nei confronti degli attuali partiti disorganizzati e senza circoli o sezioni, che rappresentavano un luogo di discussione, di ascolto, di confronto e di dibattito. Un luogo sempre aperto, dove crescevano e si formavano i quadri dirigenti, che difficilmente tradivano gli ideali del partito, mentre oggi si assiste ad un vergognoso trasformismo”.

    “Da vent’anni ogni tentativo di ridurre gli spazi di democrazia e partecipazione – prosegue la nota – è stato accolto con entusiasmo. Dopo avere eliminato in molte città (Catanzaro) le Circoscrizioni, è stato ridotto il numero dei consiglieri comunali e regionali, ma anche, con entusiasmo, quello dei deputati e senatori e non esiste più l’elezione diretta dei consiglieri provinciali. La grande vittoria del centrosinistra in tutto il paese e l’affermazione del socialista Franz Caruso a Cosenza ci danno l’indicazione che bisogna iniziare a lavorare per il recupero di tanti liberal – democratici e cattolici-progressisti ( da seguire gli insegnamenti di Papa Francesco su bisogni e solidarietà) presenti nel 56% degli astenuti, che non si sentono rappresentati negli attuali partiti”.

    “L’unica speranza – conclude la nota – è la costituzione di un grande partito socialdemocratico, come esiste in tutta Europa e nel mondo. Basti ricordare la recente vittoria socialista in Finlandia e Germania, la guida dei tanti governi in Spagna, Portogallo, Grecia ecc., il contributo determinante del socialista Sanders in Usa per la vittoria di Beden, per impegnare tanti cittadini, che si riconoscono nella storia e negli ideali riformisti e progressisti. Bisogna animare una nuova realtà politica, contro l’astensionismo, che saldi tradizione e futuro, che si schieri con forza ed umiltà contro il disaggio e lo smarrimento sociale, aperta a tutti coloro per i quali la libertà, l’eguaglianza, la giustizia sociale e la democrazia sono irrinunciabili”.

     

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