Quantcast

“Catanzaro ha bisogno di una grande coalizione, delle sue forze ed energie migliori”

'I prossimi anni saranno decisivi per la nostra comunità. Un sfida che occorre affrontare con progettualità, competenza e determinazione'

Più informazioni su

    Caro Direttore

    Lello Nistico’, cronista colto e acuto dello scenario politico catanzarese, qualche giorno fa, in una sua nota da “punto della situazione” sullo schieramento del centrosinistra cittadino in vista delle prossime elezioni amministrative di primavera, ha citato anche il nome del sottoscritto quale possibile candidato alla carica di sindaco, unitamente a quelli del prof. Fiorita e del prof. Donato. Ne sono lusingato, ma ritengo utile svolgere qualche breve considerazione in merito, che, naturalmente, va ben al di là della mia modesta persona.

    Non nego di aver ricevuto sollecitazioni in tal senso da amici e conoscenti, ma ovviamente questo non è sufficiente per compiere un passo in avanti così significativo e impegnativo: vi è necessità che si determinino condizioni di convergenza adeguata e di condivisione di proposte e programmi.

    Tutte circostanze che si potranno realizzare (oppur no) e che richiedono naturalmente la loro eventuale e fisiologica maturazione. Quel che mi sento di dire, a prescindere da ogni altra considerazione, è relativo fondamentalmente a due questioni. La prima, è che vi è necessità che ogni processo decisionale in merito sia supportato da un accettabile livello di rappresentatività dei “decisori”.

    In un’epoca di pressoché totale assenza di partiti strutturati, lo spazio lasciato libero dagli stessi (il PD calabrese, ad esempio, viaggia da molto tempo ormai da un commissariamento all’altro) non può essere occupato – non solo, ovviamente, ma in gran parte –  da aggregazioni – associazioni infinitesimali sulla cui effettiva esistenza (o, comunque, sulla loro idoneità a rappresentare posizioni uniformi e diffuse) è lecito avanzare più di un dubbio. Si corre il rischio, in buona sostanza, di autoinvestiture di soggetti che parlano – con un distintivo da loro stessi apposto sul petto – a titolo meramente personale, e forse neanche conoscendo a fondo la città.

    E ciò tanto più vale se si pensa alla congiuntura delicata che stiamo vivendo, sul piano generale e anche nella nostra realtà, foriera di decisioni importanti. La seconda considerazione – più politica e di merito, e certamente più importante – è che Catanzaro ha oggi bisogno di una grande coalizione delle sue forze ed energie migliori per uscire dalla palude in cui è finita. Poco contano i posizionamenti politici/partitici di ciascuno: al netto di derive populiste o qualunquiste, oggi serve una aggregazione ampia e solidale di chiunque voglia il bene della città e voglia operare concretamente per realizzarlo. Ognuno, certo, con la sua storia, la sua cultura politica e le sue idee, ma qui e ora c’è bisogno di altro: c’è bisogno di risalire in fretta la china e di guardare al futuro con chiarezza di proposte, concretezza e voglia di fare, oltre gli angusti steccati di una politica spesso ridotta a … commedia dell’arte.

    Per far questo c’è bisogno del concorso di tanti, se non di tutti. Gli anni prossimi saranno decisivi per la nostra comunità, per una serie di fattori. Se si saprà cogliere la sfida che si prospetta nell’immediato futuro e si saprà affrontare la stessa con determinazione, competenza e progettualità ben definita, la città potrà rinascere e proiettarsi verso una nuova stagione di rilancio e di crescita virtuosa; altrimenti, se rimarrà ancorata alle logiche avvilenti che tutti conosciamo e alle dinamiche da strapaese, sarà destinata a un crepuscolo infinito e ad una marginalità irreversibile. La strada è lunga e impervia, ma per i catanzaresi – per noi tutti – è arrivato il momento di scegliere il proprio destino.

    Aldo Casalinuovo

    Più informazioni su