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La Calabria che verrà, secondo Roberto Occhiuto

Ecco il programma di governo che il presidente di Giunta si accinge a illustrare al Consiglio regionale

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    Si sviluppa in quarantaquattro pagine il Programma di governo che il presidente Roberto Occhiuto si accinge a illustrare nell’aula del Consiglio regionale della Calabria. Diamo un’ampia sintesi del Programma, così come pubblicato da pochi minuti sulla pagina istituzionale del Consiglio.

    Il prossimo decennio della Regione Calabria sarà deciso da una cornice di programmazioni economiche nazionali ed internazionali di straordinaria importanza:
    – Il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
    – La nuova politica di coesione 2021-2027 in Europa e in Italia:
    – Il Programma Operativo Regionale FESR/FSE 2021 2027
    – La nuova agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’ONU.
    Infrastrutture, digitale, ambiente, sanità, connettività, innovazione, semplificazione. Sono questi gli asset tematici che interesseranno trasversalmente tutti i settori produttivi, sociali e culturali della Calabria. La Regione avrà a disposizione risorse enormi, mai avute prima, da finalizzare e incanalare verso obiettivi certi, condivisi e perseguibili.

    1. Sanità

    Questo il futuro della sanità in Calabria:
    1. Riorganizzare la rete ospedaliera, anche attraverso la creazione di nuovi ospedali. La nostra Regione, anche per la particolare conformazione territoriale, ha bisogno di nuovi ospedali, più moderni ed efficienti. La rete però non va concepita secondo logiche di campanile, come è accaduto nel passato. Occorre puntare sui criteri di copertura dei bisogni soprattutto di emergenza che meritano di essere potenziati.
    2. Intervenire con investimenti mirati e significativi sulla sanità territoriale e della prevenzione: spazio dunque a case della salute, medicina generale, poliambulatori, medicina preventiva e riabilitazione di primo livello.
    3. Definire un grande piano di assunzioni, perché dopo 11 anni di blocco del turnover la situazione è insostenibile. Occorre un massivo ricorso a nuove professionalità per restituire ai cittadini il diritto alla salute.
    4. Riorganizzare radicalmente il Dipartimento della Salute della Cittadella, perché riprenda ad esercitare il suo ruolo istituzionale: coordinare concretamente le aziende ospedaliere e territoriali misurandone prestazioni e standard.
    5. Lanciare con il privato convenzionato una nuova stagione relazionale fatta di richiesta di aumento della qualità delle loro prestazioni e, parallelamente, di controlli incisivi sulle attività.
    6. Procedere finalmente alla quantificazione del debito sanitario pregresso. Ho intenzione di richiedere alla Ragioneria Generale dello Stato l’invio di tecnici capaci di identificare il volume finanziario dell’esposizione.
    7. Avviare il ripianamento del debito, così come proposto ed approvato in un mio emendamento – presentato alla Camera negli scorsi mesi, durante la mia attività di parlamentare della Repubblica – diventato legge dello Stato, attraverso una richiesta di anticipazione a Cassa Depositi e Prestiti a tassi di gran lunga più contenuti rispetto a quelli che oggi la Regione sostiene.

    2. Welfare

    Integrazione e sussidiarietà orizzontale: anziani, minori e disabili
    L’integrazione tra il sistema sociale e quello sanitario deve avvenire anche attraverso il coordinamento tra le diverse tipologie di risorse del bilancio regionale, dei trasferimenti dello Stato e del Fondo Sociale Europeo. Stessa dinamica interattiva sarà posta nei sistemi di governance tra le politiche dell’istruzione, del disagio abitativo, della formazione, del lavoro, dell’immigrazione ed accoglienza. Anche in termini di sussidiarietà, diventa necessaria e fondamentale un’integrazione con il privato sociale. La Regione ha, pertanto, il compito di individuare, sulla base dei principi di integrazione e sussidiarietà, i livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e quindi definire, attraverso un’attenta analisi e lettura di un reale fabbisogno, oggi assente, gli obiettivi, le priorità ed i criteri per la realizzazione degli interventi. Ciò, anche in un’ottica di efficientamento della spesa sociale e contestuale riduzione dei tanti ricoveri impropri a carico del sistema sanitario regionale.
    Il Terzo Settore rappresenterà il vero braccio operativo della Regione nella gestione delle tante emergenze sociali e sanitarie indotte dalla pandemia.

    Pari opportunità
    In Calabria esiste una complessiva emergenza legata alle diseguaglianze di genere. n questo scenario va rafforzato il welfare per le famiglie. Richiedendo al governo di superare il criterio della spesa storica, per avere anche in Calabria più asili nido, scuole dell’infanzia pensate per aiutare le donne-lavoratrici, e un vero sostegno agli anziani. Le donne devono essere messe nelle condizioni di realizzarsi professionalmente, senza dover rinunciare al proprio ruolo nella società a causa di incombenze familiari che, erroneamente, molto spesso ancora ricadono sulle loro spalle.

    3. Ambiente, capitale naturale, sistema idrico e rifiuti Politiche ambientali

    Utilizzando la disponibilità dei Fondi PNRR dedicati alla cosiddetta transizione ecologica, la tutela dei boschi e la salvaguardia dagli incendi, l’acqua potabile e per l’irrigazione salutistica, la bellezza del mare e l’assoluta sua balneazione, la prevenzione dei danni derivanti dal dissesto idrogeologico, la gestione corretta dei rifiuti, con a valle le decisioni che risolvano il problema definitivamente, e la bonifica delle aree inquinate costituiscono la prima pagina della mia agenda politica. determinare le basi per uno Sviluppo Sostenibile, indispensabile per la nostra regione. Una aspettativa, questa, che implica la ricerca della compatibilità tra attività economiche e salvaguardia ambientale,
    Attenzione speciale all’emergenza amianto e alle questioni metodologiche connesse alla concreta attuazione del P.R.A.C. (Piano Regionale Amianto Calabria).

    Capitale naturale
    “Il capitale naturale include l’intero stock di beni naturali – organismi viventi, aria, acqua, suolo e risorse geologiche – che forniscono beni e servizi di valore, diretto o indiretto, per l’Uomo e che sono necessari per la sopravvivenza dell’ambiente stesso da cui sono generati”. In Calabria occorrerà salvaguardare le due finalità identificate dal Ministero dell’Ambiente nella legge 221/2015 istitutiva del Comitato per il Capitale Naturale: 1) censimento dell’estensione, dello stato di salute e della tipizzazione degli stock di capitale naturale presenti nella Regione 2) prevenire e mitigare gli effetti indiretti negativi sul Capitale Naturale (impatti e danni a carico del capitale e/o del flusso di Servizi Ecosistemici) delle politiche settoriali di sviluppo economico a livello nazionale e locale (di sviluppo urbanistico e industriale, di sviluppo infrastrutturale, di sviluppo agricolo, di sfruttamento delle risorse energetiche, idriche, materiali).

    Sistema idrico
    Il fallimento del sistema idrico integrato è dovuto oltre che alla inadeguata gestione della Sorical S.p.A., al mancato avvio di un processo di riorganizzazione e di integrazione tra la gestione della grande adduzione e le gestioni delle reti comunali.
    Occorre un nuovo modello di gestione, con il quale trasformare Sorical Spa in una multi-utility controllata dalla Regione Calabria con il coinvolgimento dei Comuni. I servizi che Sorical dovrà gestire, oltre alle attività di captazione, adduzione e distribuzione dell’acqua potabile, riguarderanno anche tutte le attività attualmente svolte dai Comuni sia in riferimento al servizio idrico che per la gestione della depurazione compresa la gestione commerciale delle utenze.

    Rifiuti
    Il piano dei rifiuti vigente, approvato nel 2016, non è stato in grado di offrire risposte adeguate ad un sistema di raccolta e gestione in crisi strutturale da oltre decenni. Occorre rivedere e migliorare l’offerta impiantistica prevista nel piano dei 2016, prevedendo l’utilizzo di tecnologie innovative con l’obiettivo di azzerare il ricorso allo smaltimento in discarica. A tale scopo è necessario prevedere l’ammodernamento dell’impianto di termovalorizzazione di Gioia Tauro.
    Raggiungere una media regionale di raccolta differenziata al 65% attraverso l’elaborazione di progetti mirati che prevedano investimenti e premialità per i Comuni virtuosi.
    L’obiettivo finale, nell’arco di cinque anni è l’azzeramento del fabbisogno di conferimento in discarica e la completa chiusura dei siti attualmente esistenti in Calabria.

    4. Infrastrutture, attività produttive, artigianato e lavoro

    Infrastrutture – Per quanto concerne la dorsale jonica, ammodernamento e messa in sicurezza della SS106 attraverso la realizzazione di una sede stradale a 4 corsie; – Potenziamento della viabilità interna e delle trasversali per garantire la creazione di varchi di collegamento tra i diversi versanti della Regione favorendone lo sviluppo economico; – Realizzazione dell’alta velocita ferroviaria sul versante tirrenico e velocizzazione del tratto ferroviario jonico per consentire finalmente l’accesso al corridoio adriatico; – Avvio della infrastrutturazione intermodale per collegare il Porto di Gioia Tauro alle grandi vie di comunicazione stradali e ferroviarie, facilitandone la competitività in termini di logistica e in ottica di sviluppo della ZES (Zona Economica Speciale).

    Accesso al credito. Occorre, attraverso azioni concertate tra Confidi e la società in-house della Regione, Fincalabra, definire percorsi facilitanti sia sul versante della concessione dei contributi che sul fronte delle garanzie verso le banche.

    Politiche del lavoro, formazione e precariato zero. È arrivato il momento di dire stop alla tragedia sociale e umana del precariato. Le strade sono due:
    1) Assorbire gli attuali bacini di precariato attraverso specifiche misure normative nazionali che avrò cura di definire con i ministeri competenti, d’intesa con le associazioni sindacali che chiamo, sin da ora, a svolgere una costante attività di collaborazione con il governo regionale;
    2) Il precariato zero si raggiunge però attraverso politiche attive di lavoro e la riforma dei centri per l’impiego. Definire in Calabria, attraverso i fondi del PNRR, ove utilizzabili, e soprattutto del nuovo POR 2021-2027, un Piano Straordinario di politiche attive del lavoro finalizzate alla ristrutturazione delle competenze (reskilling) e allo sviluppo di competenze aggiuntive (upskilling).
    Occorre una riforma coraggiosa e radicale dell’intero sistema della formazione.

    Formazione e nuove competenze per la burocrazia regionale Non si può prescindere da un impegno sulla formazione della burocrazia regionale. La Regione Calabria, al lordo degli impegni che dovrà affrontare per trasformare il PNRR in risorse reali e iniziative godute, ha bisogno di rinnovare il proprio esercito amministrativo. La formazione da realizzare è di tipo continuativo e, sotto certi aspetti, innovativo, ove la specializzazione diffusamente acquisita costituisce l’elemento caratterizzante della dirigenza. Un tale percorso garantirà a tutto l’organico regionale uno strumento e un’occasione di formazione quotidiana, cui i dirigenti dovranno assicurare un’offerta continuativa didattico-formativa e di aggiornamento del personale ad esso via via sottoposto. 

    Artigianato
    Lanciare una vera e propria stagione di Rinascimento dell’artigianato attraverso:
    – Azioni di recupero dei saperi e delle conoscenze artigiane – Azioni di integrazione tra gli Istituti Tecnico Professionali e le imprese artigiane attive sui territori – Rafforzamento e creazione di distretti artigiani aggregati per vocazioni territoriali – Recupero dei vecchi artigiani all’interno di esperienze didattiche dedicate allo start-up di nuova impresa artigiana – Creazione di un brand identificativo della qualità artigiana calabrese.

    5. Agricoltura e forestazione

    Riorganizzare il sistema agroalimentare calabrese, per porre lo stesso all’altezza delle sfide del contesto nazionale e globale.
    La riorganizzazione del dipartimento e degli enti controllati. La sfida di innovazione e efficienza passa attraverso la formazione e l’entrata di giovani professionalità Pertanto, non è più rinviabile una rivisitazione e una riforma del ruolo dell’Arsac e di Calabria Verde,
    Il superamento del gap logistico sui collegamenti. valorizzare l’uso delle strutture portuali di Gioia Tauro e Corigliano sia per le spedizioni che per gli approvvigionamenti del settore agricolo calabrese.

    Acqua e Cambiamenti Climatici
    Riforma condivisa del sistema delle bonifiche calabresi.
    condividere e programmare con la Stato Nazionale, anche attraverso il PNNR, una politica di sostegno agli invasi di grande portata presenti in Regione.
    Una più equa politica di utilizzo dell’acqua da parte degli utenti finali, attraverso la tracciatura del consumo tramite i misuratori nei tre livelli di distribuzione.

    Energia
    La sostenibilità energetica della agricoltura calabrese può trovare il suo divenire su una triplice attivazione bioenergetica: fotovoltaico, residui di potature e pulizie forestali, sottoprodotti.

    Multifunzionalità e sociale
    Le imprese agricole possono diventare il volano potenziale di un nuovo WELFARE diffuso, sostenibile e capillare. Gli esempi sono diversi e già sperimentati con successo: Cura del verde pubblico e privato; Agricoltura sociale, Agriasilo, Agri Pensionati; Turismo rurale; Concessione di spazi riservati a mercati con vendita diretta.

    Fauna Selvatica
    Servono urgenti interventi di contrasto all’emergenza da sovrappopolamento e alla proliferazione di cinghiali per la difesa delle produzioni agricole e zootecniche. 

    Leva Finanziaria
    Attivabilità di linee di garanzia regionale bancarie per lo sviluppo agricolo destinate alle grandi e medie imprese agricole e agroalimentari regionali per avviare il risanamento delle passività onerose. Per quanto riguarda le piccole imprese agricole potrebbe immaginarsi la strutturazione di confidi in forma più agevole rispetto a quella attuale. Percorribilità, riguarda l’aumento dell’aliquota massima del cofinanziamento previsto dal fondo FEASR fino al 75%.

    Nuove Opportunità
    Rafforzamento delle filiere strategiche (olivo/agrumi) attraverso accordi di collaborazione sovra regionali che individuino risorse per la modifica strutturale; – creazione di nuove filiere di competizione ortofrutticola avanzata tropicali e subtropicali (es. Kiwi e colture tropicali), includendo non solo le produzioni arboree, ma anche le filiere ortive (Cipolla e Finocchio).
    Il comparto vitivinicolo, che va sostenuto nella sua peculiare condizione culturale, attraverso la strutturazione di offerte per l’incremento della capacità ricettiva e degustativa aziendale con specifiche misure che favoriscano enoturismo e il collegamento con il turismo tradizionale.

    Il miglioramento dell’approccio venatorio e la valorizzazione della pesca artigianale.

    Politiche di forestazione
    Attraverso i “Piani annuali di Forestazione” e alle normative di riferimento, si punterà all’avvio di una serie di azioni strutturali si esplicano nella gestione e manutenzione del territorio, nella manutenzione delle infrastrutture che ricadono nelle aree forestali e loro eventuale implementazione, nella prevenzione dei rischi idrogeologici, ambientali e degli incendi boschivi e nella tutela della biodiversità e dell’ambiente in generale e la difesa dai cambiamenti climatici.

    Crediti di carbonio
    La Forestazione sarà legata anche al tema dei crediti di carbonio, ossia le tonnellate di CO2 equivalente immagazzinata nella biomassa vegetale o nel suolo da attività di gestione, imboschimento o rimboschimento. La Regione Calabria dovrà essere impegnata nella tematica della Forestazione e Difesa del Suolo e nella lotta ai cambiamenti climatici, attrezzandosi delle necessarie valutazioni scientifiche dettagliate in merito ai crediti di carbonio, o carbon credits, che sono uno strumento per la lotta all’inquinamento e la tutela dell’ambiente.

    6. Politiche per il turismo e brand Calabria

    Un Patto con gli imprenditori turistici calabresi, per programmare insieme scelte, agende d’interventi, priorità necessarie a realizzare il brand Calabria, che andrà pensato in chiave digitale ed ecologica, guardando anche ai casi di eccellenza nazionali.
    Uno dei nostri primi impegni sarà per avere un mare pulito, all’altezza dei nostri meravigliosi 800 km di coste, attivando controlli seri e capillari su tutti gli sversamenti illegali e su tutti i settori produttivi, rafforzeremo il sistema dei controlli sui depuratori, contrasteremo gli scarichi abusivi.
    Investiremo sulla connettività dei piccoli borghi; sperimenteremo iniziative di south-working; sperimenteremo anche nuove metodologie per affrontare il problema dell’emergenza abitativa, facendola diventare occasione di ripopolamento di borghi e centri storici che si stanno desertificando.

    7. Politiche di coesione 2021-2027

    Alla vigilia dell’avvio della nuova Politica di Coesione 2021-2027, la Regione Calabria ha dinanzi a sé due grandi questioni da risolvere: un’operazione verità, sull’efficacia dei metodi, e un’operazione di realismo, sull’operatività. Esiste un problema strategico di accesso all’informazione e che molti player territoriali lamentino una sorta di marginalizzazione dalle scelte. Analizzare concretamente i veri problemi che sono alla base del mancato utilizzo dei fondi europei.
    Si proporrà al Ministro per il Sud e alla Coesione Territoriale l’idea di creare delle Agenzie Regionali alla Coesione, gestite direttamente dal Ministero, con lo scopo di supportare la Regione e gli Enti Locali nei processi di informazione, formazione dei procedimenti amministrativi, progettazione degli interventi e rendicontazione della spesa.

    8. Cultura

    Messa a sistema delle ricchezze culturali della Regione attraverso precisi passaggi progettuali:
    – Distrettualizzazione dei bacini culturali della regione con censimento del capitale culturale esistente.
    – Così come previsto dal PNRR e dal Piano Nazionale dei Borghi, recuperare i patrimoni culturali, rurali e religiosi che sono ospitati nei borghi calabresi.
    – Creare eventi attrattori identitari nei diversi distretti culturali legati ai beni culturali, al turismo lento, all’enogastronomia, allo sport, al benessere, alla musica e alle arti.
    – Internazionalizzare il respiro dei distretti culturali della regione attraverso il ricorso al complessivo set di programmi europei a gestione diretta dedicata alla transnazionalità e alla cooperazione tra paesi membri.
    – Promuovere l’identità regionale nella formazione scolastica attraverso lo sviluppo di attività extracurricolari mirate alla diffusione del patrimonio artistico, culturale, letterario e delle eccellenze artigiane e produttive della Calabria.

    Archeologia e tesori nascosti
    Proporre, d’intesa con le Sovraintendenze e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, una campagna programmata di scavi archeologici da inserire in un organico progetto di collaborazione con le istituzioni universitarie, le scuole, i Comuni interessati, le diverse maestranze per concentrarvi una serie di iniziative di politiche attive del lavoro.

    9. Politiche di bilancio

    Necessaria cura nella formazione del consolidato, quale sintesi della complessità dei numeri dei quali la Regione deve dare conto, in primis bilancio del SSR, partecipate in senso lato ed enti strumentali.
    Relativamente alle entrate, rivedere in diminuzione, per quanto possibile, le ricadute del sistema tributario e tariffario, attraverso l’alleggerimento del prelievo, sia per quanto riguarda le tariffe e le imposte/tasse, primo tra tutti quello fiscale extra dovuto a copertura dei disavanzi della sanità, da eliminare.

    10. Innovazione e digitale

    La Calabria ha il diritto/dovere di accedere ai fondi della prima missione del PNRR nota come “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”. La Calabria deve puntare direttamente, per la rete fissa, al raggiungimento dell’obiettivo stabilito su scala nazionale: portare, cioè, la connettività a 1 Gbps alle famiglie, agli edifici scolastici che ancora ne sono privi, ai punti di erogazione del Servizio Sanitario Nazionale e alle imprese operanti nelle filiere produttive della Regione.

    Generazione start-upper
    Stabilire un contato diretto della Regione con questa generazione, fornendo loro un canale privilegiato e diretto per aiutarli nella straordinaria impresa che hanno già avviato, o nelle idee d’impresa che stanno elaborando. Promuovendo, da subito, un tavolo operativo con Banche, soggetti finanziari specialistici e Università per concordare modalità di ascolto e di assistenza alla startupper generation, valorizzando ulteriormente le esperienze significative già presenti in Calabria.

    Residenza digitale
    L’idea è quella di realizzare in Calabria un progetto di E-Residency (residenza digitale) per attrarre nella regione un numero di residenti digitali, imprenditoriali soprattutto, capaci di spezzare lo storico e drammatico isolamento periferico della Regione rispetto alle grandi traiettorie di sviluppo economico internazionale.

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