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Cambiavento: “Manca la politica, e alle elezioni di primavera dovremo ritrovarla”

"L’Aula si riunisce solo sulla spinta di mere esigenze contabili"

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    “La politica è sostanzialmente scomparsa dal Consiglio Comunale di Catanzaro. Da mesi, infatti, l’Aula si riunisce solo sulla spinta di mere esigenze contabili. Lo confermano i diversi ordini del giorno dei lavori, compreso quello dell’ultima seduta. Per questo in quella sede abbiamo deciso come gruppo di Cambiavento di riproporre una serie di questioni all’Assemblea, sulle quali pensiamo che sarebbero necessarie delle sedute ad hoc. Temi che vanno oltre l’ordinario, che dovrebbero essere pane quotidiano nel dibattito politico di una città che vive il suo momento di massimo declino e che invece sembrano essere scomparsi da tutte le agende. Lo abbiamo fatto per ricollocare pubblicamente quei temi al centro anche dell’attenzione mediatica, visto che le dirette streaming sembra continuino a fare paura agli occupanti del “palazzo” – è quanto si legge nella nota a firma del gruppo Cambiavento.

    “Così siamo tornati sull’atto di indirizzo per chiedere la legge su Catanzaro Capitale; l’atto politico forse più significativo per ribadire una volta per tutte, nero su bianco, che la nostra città è il capoluogo di regione e che tutte le decisioni che vanno in direzione opposta non sono tanto il segno di una nostra debolezza quanto una grave anomalia istituzionale e normativa che va sanata” – prosegue la nota.

    “Siamo tornati sulla questione porto per chiedere una volta di più di conoscere lo stato dell’arte sulle integrazioni chieste dal ministero competente sulla valutazione di impatto ambientale e che riguardano la sicurezza e la salute dei cittadini. Così come abbiamo nuovamente chiesto chiarezza sulla vicenda pontili che ha “bruciato” la stagione estiva ai nostri diportisti. Il porto non è questione da poco, non è ordinaria amministrazione. Solo il Comune sembra non averlo compreso.

    Siamo tornati sulle condizioni di degrado e abbandono del quartiere Sala, con i suoi monumenti all’insipienza di un governo cittadino incapace di immaginare il futuro. La stazione dismessa che sta andando in rovina, i ruderi di Parco Romani, l’area del Gasometro in abbandono. Singoli punti dolenti ma che in realtà sono tessere di un unico mosaico che dimostra l’incapacità della maggioranza che tiene in pugno il Comune di avere una visione, di conoscere il significato di concetti come mobilità o riqualificazione urbana” – si aggiunge.

    “Infine “Gettonopoli”. La cultura di Cambiavento – prosegue la nota – era e resta, senza tentennamenti, una cultura garantista e rispettosa della civiltà del diritto. Ma c’è un dato oggettivo che non può essere ignorato: il regolamento del Consiglio Comunale e quindi delle commissioni consiliari va riscritto perché sia effettivamente strumento di garanzia della legalità e della salvaguardia della dignità del consigliere comunale. La questione è politica non giudiziaria. Sarà per questo, perché manca la politica, che nonostante i ripetuti annunci non si sia vista neppure una bozza di nuovo regolamento, peraltro ripetutamente annunciata. Eppure, dall’avvio dell’inchiesta della procura ne è passato di tempo”.

    “Manca la politica, è il caso di ribadirlo una volta di più. D’altra parte, vorrà pur dire qualcosa se il gruppo di Cambiavento è l’unico – l’unico – che dal 2017 esprime voto contrario sulle questioni di bilancio, che sono quelle che più connotano l’azione di governo. Vorrà pur dire qualcosa, se Marco Polimeni è costretto ad aprire ogni seduta di Consiglio aggiornando l’aula sulla nascita di nuovi gruppi o sulle migrazioni di singoli consiglieri da un gruppo all’altro. Come dire: si comincia – conclude – da presidenti e ci si ritrova a spiegare geografia. Manca la politica, e alle elezioni di primavera dovremo ritrovarla. Per il bene della città”.

     

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