Catanzaro, Abramo: “Le Province vogliono più fondi e più deleghe per lavorare e non perire”

Il presidente ha incontrato i nuovi consiglieri provinciali a Palazzo di Vetro, illustrando priorità finanziarie e prospettando modifiche alla Delrio

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    La cosa più vicina al rosa in questo nuovo Consiglio provinciale di Catanzaro è il fucsia di Coraggio Italia che per l’imperscrutabile alchimia tra norme ed elezioni si ritrova ad avere intestate sia la presidenza di Sergio Abramo per la residuale parte del mandato sia la vicepresidenza che di prassi viene assegnata al consigliere più votato che è Ferdinando Sinopoli sindaco di Centrache, minuscolo comune delle Preserre. Per il resto, il Consiglio se non è (per poco) monocolore, è irrimediabilmente monogenere maschile per tredici tredicesimi dei suoi componenti. Oggi il presidente Sergio Abramo li ha convocati per un primo incontro nella sala giunta di Palazzo di Vetro, avendo saltato per necessità precauzionali epidemiche la cerimonia di proclamazione di lunedì scorso. Dei nuovi consiglieri hanno risposto in undici, assenti soltanto il sindaco di Gasperina Gregorio Gallello (Progressisti per la provincia) e il consigliere comunale di Curinga Nicola Azzarito Cannella (lista Venti del Sud).

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    Sembrerà strano ai non addetti, ma la preoccupazione principale trasmessa dal presidente ai consiglieri seduti difronte a lui riguarda in fin dei conti come fare passare utilmente il tempo da eletti, nel senso che prima di ogni cosa occorre trovare cosa fare. Le Province in generale, e quelle calabresi in particolare, sono state falcidiate nei compiti e nei fondi dalla riforma Delrio: personale ridotto all’osso, casse al limite dell’incapienza, potere decisionale in forma di delibere attribuito al solo presidente, due soli capitoli in bilancio: manutenzione istituti scolastici di secondaria superiore e manutenzione strade provinciali. Al Consiglio è attribuita la potesta di approvare o meno le variazioni di bilancio e i debiti al di fuori di esso. Per il resto la Provincia è ente monocratico: tutto è devoluto al presidente. A proposito di debiti, Abramo ha messo subito all’avviso i consiglieri, molti neofiti nel ruolo anche se tutti amministratori comunali, finanche sindaci e pertanto già avvertiti da sé: a parte i flussi di cassa, l’ente è gravato da una mole considerevole di mutui da onorare e da interessi finanziari da soddisfare, come si evince dalle cronache d’aula del Consiglio precedente. A fronte a questo quadro, Abramo ha voluto però rassicurare e infondere fiducia: singolarmente, e con il considerevole ausilio dell’Unione province e di gran parte delle forze politiche regionali e nazionali si sta smuovendo quanto è possibile al fine di garantire attraverso appositi emendamenti la sopravvivenza economica delle province in difficoltà, come si sta cercando di strappare deleghe e funzioni alle Regioni per riempire di significato il ruolo dei settori e dei consigli provinciali. Se altre regioni hanno già devoluto importanti fette del loro potere programmatorio e gestionale, nulla di tutto questo in Calabria. Abramo ha riscontrato un notevole interesse nel nuovo presidente Occhiuto che sembra essere sensibile al problema. Senza contare che il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, sarà occasione prossima di impegno per le Province in quanto destinatarie di parte delle risorse alcune già messe a bando, come quelle che riguardano l’edilizia scolastica. Il problema, anche qui, è il personale tecnico adeguato alla complessità e all’urgenza dei tempi: di certo da sole le Province non ce la faranno con gli organici ridotti all’osso così come non ce la faranno i Comuni. Il governo ha provveduto ad assegnare alla Provincia di Catanzaro due unità competenti e preparate, e su questo punto Abramo ha chiamato a una comune presa di responsabilità, non nascondendo tra l’altro gli inghippi nascosti nei capitolati europei del Pnrr che, per esempio, consentono la costruzione di nuove scuole solo previa distruzione delle vecchie senza prevedere nulla riguardo al problema di dove trasferire gli studenti nel tempo necessario alla costruzione.

    Altro capitolo dolente quello dei derivati, le avventure finanziarie esperite negli anni scorsi dalle precedenti amministrazioni che oggi gravano in modo insopportabile sulle casse dell’ente. Abramo ha ribadito più volte che non è il caso di colpevolizzare nessuno, anche perché all’epoca della sottoscrizione i fondi per pagare rate e interessi c’erano mentre sono venuti meno con i tagli apportati dalla Delrio. Sono in corso iniziative congiunte con Upi per rimediare alla situazione intavolando trattative e prospettando contenziosi, ma la vicenda è complessa, complicata anche dalla sede londinese della controparte con tutte le difficoltà del caso.
    In ogni modo, ha esortato il presidente, ci sarà da fare, e su vari fronti, non ultimi la sanità e i rifiuti, per i quali tutti gli 80 enti comunali del territorio provinciale dovranno fare fronte comune coordinati proprio dall’ente intermedio provinciale.

    Ad Abramo hanno fatto seguito gli interventi dei consiglieri Amedeo Mormile sindaco di Soveria Simeri, Alessandro Falvo sindaco di Cicala, Mario Deonofrio consigliere di Girifalco e Ferdinando Sinopoli sindaco di Centrache. Tutti, prima della foto ricordo in gruppo intorno al presidente, hanno dichiarato la loro ampia disponibilità al confronto e all’impegno. Nonostante la Delrio. Che, aveva ribadito Abramo, presidente della provincia e sindaco di Catanzaro, tra le altre manchevolezze ha il potere di deprimere e svilire il ruolo del consigliere provinciale. Rimedio percorribile: ritornare all’elezione diretta dei consiglieri e del presidente, anche nella considerazione, sperimentata sulla propria esperienza, di ricoprire contemporaneamente le cariche di sindaco e di presidente dell’ente intermedio.

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