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Il timore dei dem: “Non commettiamo lo stesso errore delle regionali” foto

L’esigenza di mantenere l’unità del centrosinistra manifestata da più parti nel convegno organizzato dal consigliere Mammoliti alla Casa delle Culture. La chiusura con aneddoto “refrigerante” di Alecci

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    Lo switch è arrivato alla conclusione della conferenza stampa sulla contrarietà manifestata e argomentata dal gruppo consiliare del Partito democratico rispetto a modi, tempi e contenuto delle due proposte di legge su Azienda Zero e Azienda unica ospedaliera approvate dalla maggioranza di centrodestra nell’ultima seduta di Consiglio regionale. È stato allora che, quando formalmente si è aperta la seconda fase dedicata al dibattito a lavoro digitalizzazione cultura porto e città di Catanzaro, nella sala governata da Raffaele Mammoliti, a Valerio Donato, presente dall’inizio dei lavori, si sono aggiunti Nicola Fiorita, completando la griglia al momento ufficiale degli aspiranti sindaci, e Salvatore Passafaro, coordinatore dei circoli Pd cittadini in predicato di presentare la sua candidatura a segretario provinciale nel congresso di fine gennaio.

    Insomma, era già chiaro che intorno e sui grandi temi della sanità calabrese e catanzarese, anche su questi temi, si stia svolgendo la gara parallela della campagna elettorale delle amministrative di primavera per il rinnovo di Consiglio e sindaco della città capoluogo e, in contemporanea, per la leadership cittadina e provinciale del rinnovato PD lettiano, una volta dissolto l’incantamento renziano e assorbito il relativo stordimento.

    Come comprovato dal rapido, quasi fulmineo succedersi dei convegni a tema promossi da diversi esponenti del partito (due giorni fa Giusy Iemma, ieri Raffaele Mammoliti) in una ridondanza di argomenti e di protagonisti (in ambedue le manifestazioni presenti e attesi gli interventi del deputato Antonio Viscomi e del consigliere regionale Ernesto Alecci) che da un lato imprime un’accelerazione alla campagna offrendole contenuti visibili e concreti, e dall’altra offre il quadro inedito di un centrosinistra molto più vivace e “sul pezzo” di quanto stia dimostrando la contraltare politica, ancora alla ricerca di una sia pur piccola indicazione in merito a uomini da candidare e coalizioni da compattare. È subito apparso chiaro, nelle tre ore piene di dibattito alla Casa delle Culture con posti a sedere rigorosamente conformi ai distanziamenti di rito, che il filo conduttore di tutti gli interventi sarebbe stata la gara di primavera per il nuovo governo cittadino, che non può riguardare, ha ammonito Mammoliti, solo i residenti e gli elettori catanzaresi, come d’altra parte è logico e comprensibile, bensì tutta la regione e tutto il Paese, considerato che in contemporanea si svolgeranno le amministrative in altri tre capoluoghi di Regione (oltre Catanzaro, Genova L’Aquila e Palermo).

    Prima dell’arrivo di Fiorita, Mammoliti si è premunito di chiarire come abbia volutamente evitato di invitare uno o l’altro dei candidati di area alla manifestazione, proprio per sottrarla alle possibili indicazioni o supposizioni di appartenenza o di appoggio, pur dicendosi felice della presenza del professore che è anche e sempre iscritto al PD, così come, appena arrivato Fiorita, altro professore, lo ha subito accolto con il dovuto saluto. Insomma, i giochi sono aperti nel partito ancor prima che nelle urne, nonostante l’atteggiamento sotto le righe finora tenuto dai contendenti. Su questo punto, pur come considerazioni a latere o terminali rispetto al tema principale del convegno, si sono esercitati gli intervenuti al microfono, numerosi e qualificati dal punto di vista professionale (Lino Puzzonia, Francesco Citriniti, Francesco Pitaro), politico (Antonio Viscomi, Ernesto Alecci, Marco Rotella, Andrea Romano, Simone Signoretti), sindacale (Angelo Sposato, Gabriele Carchidi, Enzo Scalese, Luigi Veraldi), laddove la distinzione ha poco valore essendo tutti ampiamente connotati politicamente ed essendo venuta meno proprio in queste settimane anche la distinzione politico-sindacale con l’ingresso di Sposato, di Veraldi e compagni nel partito dem. Da più parti, anzi da tutti, manifestata l’esigenza di non ripetere l’errore commesso anche alle ultime regionali, con un centrosinistra con aree ad esso assimilabili offertosi nudo e lacerato rispetto al compatto schieramento di centrodestra. C’è chi è stato più velato e felpato nel dirlo (Viscomi citando Brecth, “Beato il popolo che non ha bisogno di eroi”, chi più diretto anche se non direttissimo (Sposato “Dopo la fase congressuale riprendere il confronto con gli interlocutori, altrimenti non ci capirà nessuno, aprendo la discussione con tutti nella necessità di integrare partiti e società civile”, e Veraldi “Sono state consumate fughe in avanti, che hanno avuto il significato di mettere in discussione anche il percorso congressuale, che è il luogo deputato ad avanzare proposte. Chi fa fughe in avanti lo ha fatto da solo, e lo dico senza delegittimare nessuno”). In molti rivalutando il lavoro svolto negli ultimi due anni dai segretari di circolo cittadini, impegnati a tessere la trama del Nuovo Centrosinistra che, sulla base di un questionario on line ricco di oltre duemila risposte ha redatto un vero e proprio programma consultabile in rete.

    Nessuno, naturalmente, ha fatto nomi ho pronunciato abiure. Non è ancora il momento e non era certo quello il luogo. Ma c’è da prevedere che nelle prossime settimane, nei congressi regionale e provinciali il tema Catanzaro susciterà l’interesse che gli è dovuto, come d’altra parte si è premunito di anticipare il candidato alla segreteria regionale Nicola Irto, fino a ieri unico candidato prima dell’irrompere sulla scena dell’ex consigliere regionale Mario Franchino (il “Franchino tiratore” subito denominato in sintonia con l’imminente elezione presidenziale).

    A chiudere i lavori, Ernesto Alecci che, in sintonia con Raffaele Mammoliti cercherà di portare avanti le aspirazioni dell’area centrale della Calabria nella quale Catanzaro deve assumere il ruolo di guida e di faro anche nei confronti dei comuni limitrofi: “Cosa mancata con il sindaco Abramo, così come è mancata con il presidente della Provincia Abramo”. E, per rafforzare l’enunciato, Alecci ha raccontato l’aneddoto che ha vissuto in qualità di presidente del Flag Jonio 2, il Gruppo di Azione Costiera che consorzia 45 comuni ionici catanzaresi e reggini a tutela e promozione della pesca e dei pescatori di mestiere. Un gruppo di pescatori del porto di Catanzaro gli si erano rivolti per promuovere l’acquisto della macchina del ghiaccio, che, a disposizione dei pescherecci gravitanti nel proto, avrebbe consentito battute di pesca più lunghe permettendo la conservazione del pescato con una più abbondante dotazione di ghiaccio a bordo. Alecci riferisce di averlo proposto agli uffici regionali competenti, di avere ottenuto il finanziamento, e come tutto sia scemato, con il ritiro dei fondi, per le lungaggini burocratiche frapposte dal Comune di Catanzaro che avrebbe dovuto concedere le prescritte autorizzazioni, e nonostante lo stesso Alecci, in qualità di sindaco di Soverato e di presidente del Flag avesse sollecitato personalmente l’omologo Sergio Abramo. E per fortuna che Alecci ha esordito dicendo di volere entrare in punta di piedi nelle vicende politiche e amministrative di Catanzaro, considerato il suo precedente e ancora fresco ruolo di sindaco della vicina Soverato. Dell’esperienza Abramo Alecci salva l’ottimo risultato ottenuto con l’Ato rifiuti.

    Per il resto, vede Catanzaro come una città disorientata, persino preoccupata: “Quando cammino per le vie del centro non vedo entusiasmo nelle persone, come se tutti avessero da pensare a qualcosa successo da poco. Occorre ridarle entusiasmo e opportunità di crescita, e un’amministrazione guida che abbia visione futura”. “Catanzaro – ha ragionato Alecci – ha bisogno da capire cosa vuole fare da grande, se vuole essere città culturale o turistica o commerciale o tutte queste cose insieme. Su questo il Pd ha iniziato la discussione, che è andata avanti costruendo una strategia intorno alla quale è bene stare uniti. La partita avrà ripercussioni su tutta l’area centrale e bisogna impedire che velleità personali inficino l’entusiasmo riscontrato nella coalizione”. L’entusiasmo, questo sconosciuto.

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