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Di Lieto candidato della sinistra radicale: “sono l’unico non autoproposto”

L’avvocato vice presidente del Codacons ospite a Monitor è espressione del cartello comprendente Rifondazione comunista, Potere al Popolo, Calabria resistente e solidale, Partito del Sud

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    Con la puntata odierna di Monitor Speciale elezioni si è conclusa la rassegna dei candidati sindaco della città di Catanzaro, al momento quattro, non escludendo a priori la possibilità di un ulteriore arricchimento dell’offerta: Valerio Donato, Nicola Fiorita, Antonello Talerico e, appunto, l’ultima delle proposte, l’avvocato Francesco Di Lieto, a capo di un’aggregazione di partiti e movimenti di sinistra comprendente Rifondazione comunista, Calabria resistente e solidale, Potere al popolo e Partito del Sud: “unico candidato sindaco non auto proposto”. Per completezza di informazione, Monitor ha anche ospitato nell’ultimo mese, nella puntata del giovedì, Aldo Casalinuovo poi convergente verso Fiorita, e Sergio Abramo, sindaco uscente.

    Di Lieto, vicepresidente nazionale di Codacons, è personalità ben nota in campo cittadino, avendo spesso svolto interventi inerenti il suo incarico nell’Associazione che difende i diritti dei cittadini e dei consumatori, del resto ampiamente riportati durante l’intervista resa a Davide Lamanna e Raffaele Nisticò nello studio di Catanzaroinforma, visibile in diretta e in permanenza nelle nostre pagine social e in differita su L’Altro CorriereTV, canale 16 del digitale terrestre.

    La sua candidatura è scaturita dalla necessità di mantenere viva la presenza politica di una parte dell’elettorato cittadino, da Di Lieto giudicata maggioritaria, che “non ha rappresentanza nei partiti e nei candidati che fanno finta di contendere fino alla galleria del Sansinato, ma subito dopo sono più che d’accordo nel governo Draghi e nella spartizione del potere politico e amministrativo, andando oltre gli schieramenti in campo che rappresentano in sostanza due facce della stessa medaglia, una finta contrapposizione affidata ai capi elettori, una cappa che opprime la democrazia, espressione esclusiva dei salotti buoni”.

    L’auspicio dell’aggregazione politica che ruota intorno a Di Lieto, ancora senza nome perché in attesa di ulteriori apporti, è che Catanzaro all’alba del “13 giugno si liberi della cappa che finora ne ha impedito lo sviluppo”. Non esperienza di mera testimonianza, quindi, ma progetto politico vero e proprio che punta sui bisogni della moltitudine di persone che in Catanzaro patiscono privazioni e sottrazione di diritti, disagi e soprusi, assoggettati finora alla logica del “divide et impera” ampiamente utilizzata dai poteri forti. L’ambizione è arrivare primi alla chiusura delle urne. In caso “estremo” di non riuscita, Di Lieto e compagni non si schiereranno con nessuno dei contendenti, convinti che siano tutti espressione della medesima spartizione della città, fatta salva la buona fede e il valore individuale di ciascuno.

    Nel corso della puntata, l’avvocato Di Lieto ha fornito esempi di come intenda svolgere la sua funzione di sindaco, appellandosi direttamente ai dettati costituzionali di progressione delle imposte, di gratuità della sanità pubblica, di salvaguardia dei beni indisponibili dell’acqua e dell’ambiente, la trasparenza degli atti, l’integrità civica morale ancora prima che giudiziaria di coloro che sono chiamati a svolgere responsabilità politiche e amministrative: “la politica non dovrebbe nascondersi dietro l’assenza di condanna, perché così facendo si riconosce un primato della magistratura che non le spetta. Mi piacerebbe viceversa una classe politica capace di dire ‘Francesco Di Lieto non lo candido perché nonostante non abbia commesso fatti di rilevanza penale non mi piace come si comporta’”.

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