Dal campo allagato al campo allargato. Come cambia la strategia di Fiorita dopo cinque anni

Inaugurata la campagna elettorale del candidato sindaco del centrosinistra. CambiaMo’ è il nuovo slogan

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    Cinque anni fa, nel 2017, si trattava per lo più di allagare il campo. Con Cambiavento e poco più.

    L’unica possibilità di riuscita era trascinare le corazzate degli schieramenti costituiti e contrapposti nel pantano delle loro inconcludenze e delle loro contraddizioni.

    Oggi, trascorsi cinque anni, la strategia di Nicola Fiorita è, quello stesso campo, allargarlo, includendo nel progetto da concorrenti i due partiti che prima erano contendenti – Partito democratico e Movimento5Stelle – per offrire solido aggancio al bastimento che questa sera ha preso il largo dal molo del Teatro Comunale, con un equipaggio costruito con pazienza, scontando battute d’arresto e finanche plastici errori, con la sagacia di porvi rimedio.

    Come fatto con l’accordo raggiunto con Aldo Casalinuovo, salito sul palco su invito garbato di Enzo Colacino, insolitamente parco di battute ma prodigo nel cucire i diversi spezzoni del programma. Prima dell’entrata in scena del candidato sindaco, hanno offerto testimonianza la giovanissima italiana con ascendenza diretta ucraina, la residente di periferia, la fresca laureata con l’obbligo morale della “restanza” per dirla con Vito Teti, l’insegnante che ritorna in politica per l’occasione.

    C’è anche spazio per Eman, il cantautore catanzarese ormai noto in tutto il Paese. Per ultimo venne Fiorita.

    Anzi, Fiorita con il punto esclamativo, come da grafica stampata sui pannelli di fondo: Fiorita! “È il secondo tempo di una partita iniziata cinque anni fa – aveva detto qualche minuto prima il professore dell’Unical ai microfoni dei giornalisti – che giochiamo per cambiare questa città, per dare una speranza dopo un declino lungo 20 anni. Quello che è chiaro è che non si può cambiare quello che è stato con gli stessi protagonisti magari nascosti in liste civiche o dietro a un candidato che non appartiene al loro mondo.

    L’unica possibilità reale che Catanzaro ha di interrompere questo declino è quello di sposare un progetto di gente libera, nuova, che ama questa città e si è battuta in questi anni all’opposizione e presenta un programma e un progetto di grande rinnovamento”.

    Se gli si chiede dopo cinque anni cosa c’è di diverso nella candidatura, Fiorita risponde che è cambiato “tutto intorno a noi. Il mio tentativo allora nasceva da una grande spinta dal basso e dalla necessità di rompere un sistema che sembrava invincibile.

    Oggi quel sistema si vergogna di se stesso, deve nascondersi. Noi siamo più maturi, siamo più forti. Non abbiamo avuto paura di una accozzaglia di liste cinque anni fa, non ci spaventeremo oggi”.

    Il paradosso è che nello stesso tempo – nota il candidato del centrosinistra – non è cambiato nulla, perché i problemi di Catanzaro sono gli stessi di cinque anni fa, solo più grossi e complicati. “Cinque anni di inutile governo Abramo”, che “qualcuno vorrebbe cancellare con un governo di salute pubblica – dice Fiorita riferendosi alla proposta di Valerio Donato, mai citato direttamente. Senonché quello che si propone ai cittadini è un governo di malattia pubblica, quando a sostenerlo sono la quasi totalità dei consiglieri e degli assessori che hanno sostenuto Abramo”.

    “Questa città ha bisogno di tutto – sostiene Fiorita -. Delle piccole cose che danno la felicità del vivere quotidiano e delle grandi cose, che comportano una visione d’insieme” da costruire con il dialogo costante dei cittadini e con l’apporto di personalità competenti ciascuna nel proprio settore che facciano compiere a Catanzaro il medesimo salto di qualità impresso a realtà urbane prima sfortunate e rinate a nuova vita: Matera, Salerno, Bari.

    E Soverato, chiamando l’appaluso per l’ex sindaco della cittadina ionica, Ernesto Alecci, seduto in prima fila accanto a diversi esponenti del Partito democratico – Giusi Iemma, Fabio Celia, Domenico Giampà –, della sinistra – Arturo Bova -, colleghi consiglieri regionali – Antonio Lo Schiavo di DeMa -. Mancavano i parlamentari, dem e pentastellati, impegnati a Roma. Ciononostante, Nicola Fiorita sente “un’aria buona che faremo diventare vento in questi due mesi”.

    Il programma dettagliato sarà oggetto di approfondimenti che saranno presentati nei diversi quartieri. Adesso si tratta di “liberare la città e ridare una speranza”.

    Non c’è molto tempo per cambiare destino e invertire il declino, tant’è che lo slogan nuovo è “CambiaMo’” con l’accento sulla O finale, cambiare adesso.

    Lo slogan sembra piacere al folto pubblico che acclama il candidato Fiorita, mentre sul palco sventolano le bandiere della coalizione, anzi della squadra, e dai palchi in galleria scendono palloncini colorati. Da qui in avanti, tutto è campagna elettorale.

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