Wanda Ferro: “In lizza per una città che vuole migliorare, con coerenza e coraggio” foto

L’appoggio convinto di Abramo: “Attenta, Wanda. La città ti vuole”

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    Con compatto concorso di pubblico e con il consenso convinto dell’intero organigramma regionale di partito, Wanda Ferro ha presentato la sua candidatura a sindaco di Catanzaro nel luogo a lei più consueto e propizio, la Casa delle Culture a Palazzo di Vetro. Davanti alla parlamentare e commissaria regionale di Fratelli d’Italia in prima fila gli assessori regionali Fausto Orsomarso e Filippo Pietropaolo, i consiglieri di Palazzo Campanella Antonio Montuoro e Luciana De Francesco e il suo mentore politico Michele Traversa.

    Subito dietro la squadra dei 32 candidati, chiamati alla fine per una foto di gruppo: “devo ringraziarli uno per uno – ha detto – perché anche a 48 ore dalla presentazione della lista, quando non avevano ancora un candidato sindaco, non hanno ceduto di un passo”. Nel suo discorso durato 15 minuti Ferro ha ripercorso le tappe travagliate di questa campagna, iniziata con la ricerca di un candidato unitario nei primi tavoli di coalizione rivelatosi subito un terreno infido e scivoloso, fitto di tranelli e veti incrociati. Adesso l’ex presidente della Provincia può rivendicare l’orgoglio di rappresentare l’unico e vero centrodestra in lizza nelle amministrative, competizioni che scontano le difficoltà del tavolo nazionale al quale in ogni modo occorrerà ritornare in previsione dei ballottaggi che potrebbero inscenarsi non solo a Catanzaro ma anche a Palermo, Viterbo e nelle altre realtà urbane. Continuerà il mandato elettorale fin quando sarà possibile, perché è suo costume farlo, in ossequio alla volontà degli elettori. L’unica eccezione, quando lasciò il Consiglio regionale, non fa testo, in quanto in quel caso era stata eletta per decisone non popolare. Ora è un’altra storia, parteciperà alla competizione con l’impegno consueto “all’insegna di una città che vuole migliorare e ripartire”. Il suo programma non è un libro dei sogni, ma parte dalle tante cose fatte dall’amministrazione Abramo nei suoi 20 anni di attività, e si fonda non sul libro dei sogni squinternato dai competitori: “Abbiamo competenze, idee ed esperienza”.

    Avrà al suo fianco Sergio Abramo, sindaco uscente, giunto a testimoniare il suo appoggio insieme a Maurizio D’Ettore, dirigente nazionale di Coraggio Italia. Un intervento accorato, che ha rivendicato le opere portato a compimento e accusato la memoria corta di quanti non lo riconoscono. Abramo ha duramente attaccato le altre coalizioni, e sfidato tutti gli aspiranti sindaci a realizzare quanto vanno promettendo, con un bilancio che è a zero in ogni capitolo di spesa: “Voglio vedere come si farà il tanto sbandierato bilancio partecipativo. Cosa vuoi partecipare con zero fondi, come ripartisci lo zero nei quartieri”. Quei quartieri, ha detto Abramo “che dovrebbero vergognarsi per come hanno votato, mandando in Consiglio persone che non parlano perché non sanno parlare in italiano”. Infine, in un intervento lungo ed estemporaneo forse neanche programmato, l’invito a Wanda Ferro di stare accorta: “Il vento è cambiato. La città ti vuole. La città vuole un sindaco di centro destra. Come sei tu. Come è stato Michele Traversa. Come sono io”.

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