Il gruppo dem regionale: la fusione di Pugliese e Mater Domini così non va

Mammoliti e Alecci illustrano la proposta di modifica della commissione paritetica invocando la rappresentanza di due ospedalieri e del sindaco della città

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    La fusione per incorporazione dell’Ao Pugliese Ciaccio di Catanzaro nell’azienda ospedaliera-universitaria Mater Domini così come approvata dal Consiglio regionale il 14 dicembre 2021 non va. Così sostiene il gruppo consiliare del Partito democratico che, compattamente, ha presentato una proposta di legge tendente a modificare il principale vulnus rilevato, relativo alla rappresentanza in seno alla commissione tecnica paritetica chiamata a gestire la delicata fase dell’integrazione. Due dei firmatari della proposta, i consiglieri dem Raffaele Mammoliti ed Ernesto Alecci hanno convocato una conferenza stampa a Palazzo di Vetro per illustrarne i contenuti.

    Il comma 2 dell’articolo 3 della legge istitutiva della nuova azienda “Renato Dulbecco” definiva la composizione della commissione chiamata a redigere il protocollo d’intesa chiamando a farne parte due delegati del commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro nella Regione Calabria e due delegati del rettore dell’Università. La proposta dem integra la commissione con la presenza “di due delegati dell’azienda ospedaliera “Pugliese- Ciaccio”, in quanto azienda oggetto di fusione, e del sindaco della città di Catanzaro, essendo massima autorità̀ sanitaria del capoluogo di Regione e sindaco del Comune nel cui territorio ricadono le aziende oggetto di fusione». Alla conferenza stampa hanno anche partecipato il segretario provinciale del Partito democratico Domenico Giampà, il candidato sindaco per il centrosinistra Nicola Fiorita, che si è vista accolta una sua precisa richiesta, e l’ex consigliere Francesco Pitaro che ha ricordato come negli anni passati solo la raccolta di migliaia di firme da lui propugnata e portata a termine abbia contribuito ad evitare manovre riduttive se non soppressorie delle funzionalità del “Pugliese”.

    La proposta dem va a incidere anche nel merito e sulla forma del provvedimento approvato dal Consiglio regionale, cercando di stemperare l’evidente squilibrio nel peso attribuito alle due aziende oggetto di fusione nelle fasi propedeutiche all’operazione, con il timore non sottaciuto che lo stesso criterio possa essere trasferito nei successivi passaggi operativi e organizzativi. È quanto fatto trapelare non proprio tra le righe da Mammoliti e da Alecci che è ancora una volta intervenuto sulla propensione “alla fretta che sembra affliggere la maggioranza consiliare regionale, tanto da approvare provvedimenti che poi necessitano, come nel caso di Azienda Zero, successivi passaggi in aula. La legge, ricordiamo, prevede che “l’Azienda ospedaliera ‘Pugliese-Ciaccio’ di Catanzaro è incorporata nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Mater Domini” e che il protocollo d’intesa, l’accordo tra le parti, sia raggiunto e stipulato entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, grosso modo quindi nel dicembre 2022 – gennaio 2023.
    La proposta di modifica, già depositata in segreteria, non è ancora calendarizzata. Qualora approvata, non dovrebbe incidere, secondo i proponenti, sulla tempistica di attuazione della fusione, ritenuta concordemente importante se non necessaria, né provocare interventi impugnativi da parte governativa, come già successo nelle precedenti formulazioni.

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