Quantcast

La centralità del centro storico nel programma di Nicola Fiorita

Illustrate dal candidato sindaco del centrosinistra le cento idee e le cento cose da fare

Più informazioni su

    Nicola Fiorita, candidato sindaco per la coalizione di centrosinistra, ha scelto un luogo simbolo per la conferenza stampa nella quale ha voluto illustrare il programma specifico per il centro storico la cui crisi è essa stessa simbolo e somma della crisi generale della città: perdita di funzioni, desertificazione e invecchiamento anagrafico sono i tre sintomi di una malattia cronicizzata che richiede una terapia d’urto.

    Generico giugno 2022Nicola Fiorita

    Il luogo è il Caffè Imperiale, rimasto a lungo chiuso nella memoria dei suoi fasti e ora restituito a nuova vita per l’azzardo vincente del privato: Dice Fiorita che “cento sono le idee per il centro e cento le cose da fare per il centro, che non può più pensarsi ‘polo degli Uffici’ perché molti sono ormai dislocati al di fuori. Deve diventare invece borgo pulsante della cultura, delle arti, del gusto.  Ci vorrà del tempo, perché i problemi sono complessi, ma con ottimismo possiamo pensare ad un crono-programma realistico, con interventi immediati e altri nel medio-lungo termine. La nuova visione genererà il ritorno di abitanti, l’innalzamento della qualità della vita, il risveglio delle attività commerciali di prossimità e della filiera del food e dell’artigianato tradizionale, l’attrazione di una quota significativa di turismo nazionale e internazionale”.

    Certo, Catanzaro non deve perdere quanto ha attualmente né cancellare le funzioni pubbliche esistenti, tra le quali preminente rimane il Distretto della giustizia così come sta nascendo nella triangolazione Piazza Matteotti-via Argento-Pazza Stocco, con un significativo prolungamento nella Caserma Pepe possibilmente da acquisire destinandola a scuole di specializzazione nelle discipline giuridiche, sottraendo così l’ala del Complesso del San Giovanni affidata all’università all’uso rilevatosi non adeguato. Occorre garantire l’accessibilità e la sosta al centro storico. Con il rilancio della Funicolare, adeguamento del senso di marcia su corso Mazzini e un sistema di navette circolari. Con il recupero del parcheggio del Politeama e anzi il suo raddoppio funzionale, e la creazione di un’autostazione nell’area del Musofalo, liberazione del piazzale di via Milano e recupero del parcheggio di Bellavista: in totale 1550 posti auto incluso i posti della stazione di Sala della Funicolare. Catanzaro non può essere l’unica città in cui non è vigente un’isola pedonale, con soluzioni variabili da adottare in concerto con gi operatori commerciali, con i cittadini e con le comunità degli artisti di strada a cui affidare una costante animazione. Occorre, secondo Fiorita, uno shock architettonico che colleghi i progetti di riqualificazione dell’area Serravalle, di Piazza Prefettura – “la piazza più brutta d’Italia” – e la galleria Mancuso.

    La riqualificazione di Villa Margherita, una manutenzione straordinaria e una ordinaria affidata a due operatori stabili. Affidare un ruolo specifico all’Accademia delle Belle Arti, una delle istituzioni culturali esistenti nel bacino, insieme alla Biblioteca De Nobili e al Museo provinciale. Sbloccare la ristrutturazione del Duomo e dare nuova centralità alla sua Piazza. In zona, rivedere quanto è stato programmato per le scuole Maddalena e Mazzini, così come verificare il dossier della caserma Triggiani. Una nuova residenzialità con un pacchetto di incentivi e bonus per gli alloggi di studenti e giovani coppie. Mettere ordine e in rete l’offerta culturale che è notevole, a partire dall’alta formazione artistica e musicale con le nuove Officine della creatività. Ridare smalto alla grande figura di Mimmo Rotella, valorizzare l’opera di Saverio Rotundo e istituzionalizzare la maschera di Giangurgolo. Riaprire le due pratiche dell’Università al San Giovanni e dell’Archivio di Stato nella sua nuova sistemazione annunciata e non avvenuta.

    Il centro storico non è solo corso Mazzini. Le vie e i rioni limitrofi sono il luogo ideale per sperimentare l’insediamento di attività artigianali e delle residenze artistiche attraverso l’utilizzo dei bassi e dei locali chiusi. Il food – costituito dall’insieme di bar, caffè, ristoranti, pub, pizzerie, ‘putiche’ del morzello, birrerie, gelaterie, pasticcerie artigianali – è il motore economico del nostro centro storico e deve esser sostenuto e non delocalizzato in altri quartieri. Occorre riaffidare la gestione delle Gallerie del San Giovanni, ristrutturate con fondi destinati al food, a un consorzio di operatori commerciali del ramo. La crisi generale del commercio deve portare a ripensare la rete commerciale, con offerta di qualità alta e di forte originalità. Per il periodo natalizio una grandiosa scenografia basata sulle proiezioni architetturali che sostituirebbero totalmente o in parte le tradizionali luminarie.

    Nicola Fiorita sa che senza un’alleanza tra il Comune e i privati questo ambizioso progetto di rigenerazione del centro storico è destinato al fallimento. Per questo pensa a una sorta di Consulta permanente per il Centro Storico alla cui partecipazione chiameremo la Camera di commercio e le principali associazioni di categoria, presieduta dallo stesso sindaco che, del resto, proprio per il ruolo fondamentale che le politiche del centro storico hanno per il futuro della Città, ne assumerà direttamente il coordinamento.

    Per fare tutto ciò, occorre avere a disposizione i finanziamenti adeguati. Sarà compito della nuova amministrazione recepire quanto già fatto dalla precedente, attualizzarlo e ampliarlo con l’apporto delle migliori competenze. “Di sicuro – dice Fiorita – è chiusa definitivamente l’era degli interventi tampone, delle pezze a colore, dei tagli di nastro per il gusto di tagliare, dell’improvvisazione che ha caratterizzato l’azione dell’Amministrazione che termina tra una settimana”.

    Più informazioni su