Gli industriali interrogano i sei candidati a sindaco di Catanzaro

Il presidente di Unindustria Campo, Di Lieto, Donato, Ferro, Fiorita, Talerico

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    Quando Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, inizia l’incontro programmato con i sei candidati, è fresco reduce dal commiato di Sergio Abramo al termine del suo mandato da sindaco, che gli ha suggerito ancora una volta l’immagine di una Catanzaro che non è riuscita a diventare “la Washington della Calabria”. “Una città – dice – che si è adagiata sul suo status di città degli uffici, e si è come impigrita. Adesso occorre individuare un sentiero di sviluppo economico, creare le condizioni per attrarre e stimolare nuove imprenditorialità”.

    Ai sei candidati Ferrara non vuole tanto chiedere, da loro vuole bensì ascoltare le priorità del loro programma sotto il profilo economico, i ‘driver’ di sviluppo. Noi industriali proporremo le nostre idee di sviluppo, e naturalmente lo chiederemo con più forza nelle giornate successive alla tornata elettorale”.

    “Non c’è dubbio che le attività imprenditoriali di natura commerciale sono importantissime perché qualificano una città e il suo centro storico e i suoi attrattori turistici, come può essere per Catanzaro la parte del mare. Ma non c’è dubbio altresì che è necessario incrementare il reddito pro capite, l’occupazione, il potere d’acquisto. Bisogna attivare le iniziative imprenditoriali e industriali, ci stanno le condizioni per farlo guardando alla famosa ‘L’ che partendo da Lamezia arriva a Catanzaro e procede sullo Ionio, creando le condizioni del vantaggio competitivo per insediare imprese che rispondano a un’economia moderna ed evoluta. Viene facile immaginare viste le tradizioni e le strutture esistenti immaginare una filiera della sanità futura, ma su questo occorre lavorare tanto”.

    “Ci sono timori per la ricaduta del Pnrr sull’intera regione e anche sulla città di Catanzaro, considerato che necessita non solo della presentazione di schede, ma del rispetto di tempi stringenti, con prima scadenza 2023 e poi 2026. La mancanza di competenze specifiche non può non turbare, e noi siamo naturalmente a disposizione per fornire supporto in termini di idee e di proposte nell’affiancare la prossima amministrazione”.

    Ma la di là della retorica sul Pnrr, che pure esiste, Ferrara propone al futuro sindaco due cose fondamentali: la formazione di una giunta di alto profilo, formata da esponenti che assicurino grande competenza nel settore assegnati, e l’istituzione di un assessorato specifico alla Programmazione unitaria, considerato che se il destino della città e dell’hinterland può essere cambiato, lo si può fare solo attingendo a fondi che non siano ordinari, e che bisognano perciò di straordinaria attenzione, cura e ricerca.

    Il presidente degli industriali detta poi le ‘regole d’ingaggio’: cinque minuti a testa per i candidati che hanno illustrato i punti del loro programma già ampiamente conosciuti, poi spazio alle domande degli imprenditori in sala – “c’è una larga rappresentanza giovanile – ha detto in proposito Ferrara – ma posso assicurare che è rappresentata la migliore industria della città e della provincia” – e tre minuti ai candidati per fornire le risposte. Sulla nostra pagina il link dove seguire il dibattito.

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