Al chiuso o all’aperto gli ultimi appelli per la nuova Catanzaro

Ultimi scampoli della campagna elettorale dei sei candidati alla carica di sindaco

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    Mai fidarsi troppo delle previsioni. Vale per le condizioni atmosferiche, naturalmente. Tutti prevedevano pioggia, vento e temporali, e molti degli aspiranti sindaci hanno cancellato il previsto comizio in piazza per portare per un più confortevole e rassicurante interno. Così hanno fatto Nicola Fiorita che ha spostato la chiusura da Piazza Prefettura al Teatro comunale, e così ha fatto Valerio Donato che ha preferito l’Hotel Guglielmo ai vicini Giardini. Hanno invece mantenuto le primitive postazioni Antonello Talerico, un informale incontro sul lungomare, e Wanda Ferro, nel principale slargo di Villa Margherita. Nino Campo è stato il più mattutino, come al solito il più compìto di tutti, nella Sala concerti di Palazzo De Nobili, mentre Francesco Di Lieto si è posizionato nel dehors di un bar di via dei Normanni. Tutti comunque hanno adempito al rito consueto, la fatidica chiusura della campagna elettorale. Sintesi di quello che è stato, annuncio di ciò che sarà. Attendendo la domenica del voto, e il lunedì degli scrutini.

    Nino Campo ha giocato d’anticipo. Era già stato nella sala concerti del Comune esattamente cinque anni fa ad illustrare il suo Piano di marketing strategico territoriale per la città da Catanzaro, ma allora era un ‘semplice’ esperto del settore. Adesso lo fa con ben altre ambizioni da aspirante primo cittadino. Non si definisce un ‘politico’, anzi lontano da lui ogni tentazione, il suo intento è il risveglio delle coscienze: ”votate chi volete, ma svegliatevi”, dice agli elettori. Non si fa nessuna illusione, nemmeno a livello di quorum.

    Francesco Di Lieto si rivolge ai catanzaresi liberi che si lamentano tutti i giorni perché non hanno acqua né altri servizi:, ma non vogliono rimanere schiavi del bisogno “questa per voi è l’occasione giusta per cambiare e riprenderci la città”. La sua lista, ‘Insieme Osiamo’, appartiene vuole mandare un messaggio da Catanzaro al governo Draghi, come una sorta di monito e di contrarietà. Lo ha fatto accompagnandosi al duo musicale composto Valentino Santagati ed Elena Gallo, chitarra e voce. Antagoniste come quattro formazioni che sostengono Di Lieto.

    Antonello Talerico è rimasto fedele alla prima idea, un ‘Flashmob con o senza pioggia’ sul lungomare. Ha insistito parecchio con il voto disgiunto soprattutto nelle ultime settimane e avrà e sue buone ragioni. Di sicuro ha promesso che non opterà per Palazzo Campanella qualora diventasse sindaco.

    Wanda Ferro ha dapprima parlato in Vila Margherita e poi ha seguito il concerto tributo a Vasco Rossi al Politeama, per ricordare i fasti del concertone rock a Germaneto nel 2006. Scesa in extremis in campo rispetto ai contendenti si appella “a un voto di libertà, di certezza sula qualità delle persone, di una politica che non costruisca il consenso sui bisogni delle persone, per una città fatta di regole, dove tutto ciò che è diritto non si trasformi in favore”.

    Nicola Fiorita aveva pensato a Piazza Prefettura, poi ha creduto ai meteo e si è ‘chiuso’ in teatro dove ha avuto il conforto degli illustri sindaci del centrosinistra di Pesaro, Bergamo e Napoli, e anche di un po’ di buona musica per accompagnare  “I catanzaresi hanno l’opportunità irripetibile di mandare a casa i responsabili del degrado e del declino della città. Noi siamo maturi e consapevoli di assumerci la responsabilità del governo, a cambiare la storia di questa città”.
    Valerio Donato ha pure lui deviato dall’originario progetto della chiusura all’aria aperta, ma non ha perso il suo tradizionale aplomb: “Arrivare qui è già una vittoria per come è stata valutata la nostra proposta. Si è formata una coalizione molta ampia per un governo di salute pubblica per porre una rottura rispetto al passato. Intanto invito gli elettori a votare, guardando ai contenuti”. Una chiusura molto politica, con il suo intervento preceduto da quelli di Filippo Mancuso e di Roberto Guerriero. Nello spirito onnicomprensivo della sua coalizione.

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