Salvini in tour elettorale in Calabria: “il 25 settembre cambia tutto” foto

Il segretario della Lega non ha ancora deciso se candidarsi in Calabria come nel 2018: “sono a disposizione. L’importante è che vinca la squadra”. E confessa di avere sudato.

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    Sulla vicenda della lavoratrice nigeriana malmenata nel richiedere le giuste spettanze da un ristoratore balneare di Soverato, Matteo Salvini confessa la sua beata ignoranza (nel senso almirantiano di non conoscenza) e si limita a definire “delinquente” chi agisce nel modo che gli viene descritto dal giornalista richiedente.

    Generico agosto 2022

    Per il resto, il segretario della Lega sua propria (come da logo) giunge in perfetto orario davanti alla sede regionale del partito in via Lombardi (nomen omen) a Catanzaro, reduce da Cosenza dove dice di avere risposto per 50 minuti ai colleghi di quella città e combattente ancora più in là nella serata in quel di Reggio dove l’attende una sospirata cena di lavoro e di partito. Insomma, come dichiara continuando nella fortunata gag che lo lega a Enrico Letta, è riuscito a sudare, complice il caldo e le incombenze che gli derivano dal ruolo, che non è per niente facile in Calabria, dove la Lega attraversa un momento di transizione che lui vorrebbe semplicemente di crescita ma che le cronache descrivono più prosaicamente come intessuta di attriti e polemiche tra i diversi aventi causa: il commissario regionale Giacomo Saccomanno, il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso e il coordinatore designato per la campagna elettorale in regione Domenico Furgiuele. Tutti e tre presenti a Catanzaro, oltre alla nutrita schiera dei consiglieri comunali eletti nelle due liste di Mancuso, Alleanza e Prima l’Italia, insieme ai notabili di partito, l’ex consigliere regionale Pietro Molinaro, gli attuali Simona Loizzo e Pietro Raso. Assente, ma sempre presente nel cuore di Salvini, come tiene a sottolineare il segretario, l’ex presidente ff della regione Nino Spirlì: “Si sta occupando di cultura – dice il segretario – ma siamo sempre in contatto per nuovi progetti”.  In realtà, è difficile che Spirlì possa rientrare nel novero dei candidati per qualche posto nei listini proporzionali di Camera e Senato, come da lui stesso implicitamente confermato nel postare sui social la sua partecipazione al pellegrinaggio verso Lourdes, d’altra parte in perfetta sintonia con le uscite mediatiche del segretario con sfondo a tema religioso. Le polemiche interne che gli riportano le cronache non lo interessano: “Io guardo avanti. Il 25 settembre l’Italia cambia, la Calabria cambia”. Ha anche modo di accennare alla non felice conclusione delle amministrative a Catanzaro: “Se abbiamo perso vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa”.

    Per il resto Salvini è in Calabria per ricucire, rinsaldare e rilanciare, in una regione che nel 2018, alle ultime politiche gli regalò un posto al Senato  e uno lo concesse ala Camera al lametino Furgiuele. Si aspetta un buon risultato elettorale a settembre in Calabria, ma “a me interessa che vinca la squadra. IL 25 settembre si confrontano due idee di Italia contrapposte. Da una parte c’è il centrodestra unito, dall’altra mi sembra che vadano in ordine sparso, i 5Stelle da soli, Renzi da solo, Letta con Calenda e Di Maio.  Crescita e sicurezza, lotta all’immigrazione clandestina sono i nostri punti cardine, insieme alla rottamazione delle cartelle esattoriali”. Segretario, ma dove si prendono i soldi per la pace fiscale? “No – risponde lesto – non si tratta di prendere soldi, ma di fare entrare più soldi nella casse statali. Invece di avere 100 ipotetici e mai riscuotibili, meglio avere 10 sicuri e reali, cosa ottenibile, appunto con la pace fiscale”. “Il primo atto comunque è azzerare la legge Fornero – rincara Salvini -. Così riparte il lavoro” unendo in un rapporto diretto ed ardito due termini apparentemente lontani. “E poi – aggiunge – sale insistente la richiesta in Calabria di nuove infrastrutture, senza le quali merci e uomini non possono viaggiare né produrre.

    Sui criteri per la compilazione delle liste: “Ci sono tantissime persone in gamba. I sindaci che ho incontrato oggi sarebbero molto meglio di tanti ministri attualmente in carica (formalmente la Lega fa ancora parte del governo che svolge gli affari correnti, ndr). Ovviamente gli spazi sono limitati, faremo liste competitive a Cosenza, nella Calabria centrale e a Reggio. Quindi spero di eleggere più di un calabrese o di una calabrese”. Richiesto su una sua partecipazione diretta in Calabria: “Sono a disposizione – risponde – mi candiderò dove mi sarà richiesto.  Certamente mi farebbe piacere, sì”. Salvini è in Calabria mentre a Roma si svolge un ulteriore incontro tra i leader per definire liste e candidati nel centrodestra. La cosa non lo scompone: “Mi riferiranno comunque stasera. L’importante è che Speranza e Lamorgese non siano più ministri il 25 settembre”.

    È l’ultima risposta che dà, anzi la penultima, dopo un breve accenno alla situazione a Taiwan – poi dice che Catanzaro non ha vocazione internazionale – con la considerazione inconfutabile che di una nuova guerra non c’è assolutamente bisogno. Poi, ricordando il caldo e la bella sudata calabrese che si è fatta, guadagna le scale che lo portano alla sala riunioni del primo piano, rigorosamente off limits per i giornalisti. Dal basso, dalle finestre aperte a guadagnare la prima ventilazione serale, arrivano a folate scrosci di mani plaudenti. C’è da portare la pace elettorale. A quella fiscale ci penserà, semmai, dopo.

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