“Catanzaro Marina non è amata a sufficienza dal Capoluogo: i tanti post di cittadini ed esercenti!”

Secondo Massimo Tigani Sava il più importante quartiere del Capoluogo non è considerato "un polo strategico di crescita economico-sociale"

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    di Massimo Tigani Sava

    Catanzaro Marina non è amata a sufficienza dal Capoluogo cui appartiene, non è considerata un polo strategico di crescita economico-sociale, non è frequentata (soprattutto nella bella stagione) da buona parte dei gruppi dirigenti della Città, non può vantare un piano di sviluppo economico adeguato.

    Eppure Catanzaro Marina ha un potenziale enorme, ha un tratto di costa meraviglioso, ha un lungomare che misura circa tre chilometri, ha la straordinaria pineta e le Dune di Giovino (peccato che qualcuno abbia immaginato, anziché lasciare la natura così com’era, di farle attraversare da una pista ciclabile!), garantisce servizi primari, è ricca di attività commerciali e di ristorazione.

    Ma, ripeto, non è amata con convinzione da quei Tre Colli che ora immaginano, addirittura, di trasferire facoltà e studenti quasi fossero dei “pacchi” acritici, nonché smembrando di fatto il Polo Universitario di Germaneto che necessita di ben altro. Catanzaro Marina merita di più, molto di più, ed ha un vantaggio: ci si conosce tutti, o quasi.

    Basterebbe in questi giorni leggere i più svariati post sui principali social: un coro spontaneo di lamenti, di richieste di intervento.

    Tema primario la sicurezza, nonostante gli sforzi lodevoli delle forze dell’ordine impegnate in territori difficili.

    Occorre una presenza maggiore, soprattutto di notte e nel borgo più antico. In questi giorni i sindacati di polizia, in maniera unitaria, hanno aperto un fronte positivo, che merita grandissima attenzione: offrono occasioni di dialogo competente con la cittadinanza e lanciano un messaggio fondamentale di presenza attiva.

    Le famiglie e i commercianti vogliono vivere in tranquillità, è un loro sacrosanto diritto.

    La sicurezza è un bene primario e irrinunciabile, e se serve occorre la durezza necessaria ovviamente monitorata dalla magistratura competente. Catanzaro Marina ha bisogno di servizi potenziati: d’estate la popolazione aumenta in maniera consistente e quindi ogni aspetto della vita civile deve essere adeguatamente incrementato.

    La viabilità soffre dei mancati interventi di decenni, mentre anche l’attuale Amministrazione ha dimostrato di non avere un’idea forte e chiara per il rilancio di Catanzaro Marina che avvantaggerebbe tutti e sarebbe in grado di dare le risposte che mancano anche al suggestivo abitato nato nel Medioevo, ma aggredito nei secoli da interventi tanto assurdi quanto disarmonici.

    Se città fantastiche quali Lucca avessero patito lo stesso atteggiamento, la Toscana del turismo e del bello italico non sarebbe mai esistita. Torniamo ai post dei cittadini e degli imprenditori del luogo: leggeteli e fatene tesoro. Una riflessione non ipocrita va dedicata anche all’espansione urbanistica di Giovino.

    I nemici della città non sono i costruttori in cerca di business legali, ma le amministrazioni incapaci di governare processi di sviluppo garantendo infrastrutture adeguate. Ribadisco un sentimento sempre più intenso: l’unica strada di Giovino è ancora quella, un tempo sterrata, che da giovani percorrevamo per raggiungere qualche amico la cui casa era immersa nel verde lussureggiante.

    La pressione urbanistica è cresciuta a ritmi considerevoli e continua a forzare su quell’esile arteria che poi fa concentrare tutto il traffico su un unico cavalcavia collegato alla statale 106 jonica.

    Ma perché non è stato progettato e realizzato un altro cavalcavia più a nord, in modo da dare sfogo alle colonne di automobili sempre più soffocanti? Perché all’attuale cavalcavia non è stata aggiunta una corsia per i pedoni? Altro che piste ciclabili! Giovino ha il diritto di essere governata al meglio perché ha un mare, una spiaggia e una pineta di rara bellezza.

    Se poi non si parcheggiasse sulla sabbia, ma solo nelle aree asfaltate, sarebbe meglio e si sposerebbero modelli più sostenibili e vincenti.

    Il turismo disordinato di massa non fa il bene di nessuno: né degli operatori, né dei cittadini, né dei vacanzieri. Catanzaro Marina la può amare davvero soltanto chi la vive dodici mesi all’anno e non chi la bypassa privilegiando, sia d’estate sia in ogni week end, località limitrofe.

    Catanzaro Marina deve garantirsi, alle prossime elezioni comunali, una rappresentanza consiliare adeguata, e possibilmente lo stesso sindaco o un vice-sindaco con deleghe molto pesanti e decisive. Se Catanzaro Marina alza la voce partono gli attacchi strumentali di quanti le hanno negato da sempre condizioni di vita degne del suo ruolo, se invece sta zitta viene mortificata nel silenzio.

    Destino amaro, ma forse la consapevolezza collettiva ha raggiunto un livello tale da far presagire movimenti positivi!

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