Igea Caviano lascia il Pd ma resta in maggioranza: “Non riconosco più questo partito”

La consigliera comunale annuncia l’addio dopo anni di militanza e accusa il Partito democratico cittadino di avere sacrificato il confronto collettivo agli «individualismi»

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    Un addio sofferto al Partito democratico, ma nessun disimpegno dall’amministrazione comunale e dalla maggioranza che sostiene il sindaco di Catanzaro.

    La consigliera comunale Igea Caviano rompe con il Pd e affida a una lettera le ragioni di una scelta destinata ad avere un peso nel dibattito politico cittadino.

    «Lascio il Partito democratico. È una decisione, seppur sofferta, che prendo dopo una lunga riflessione, accompagnata però da una ritrovata serenità», annuncia Caviano. Una serenità che deriverebbe dalla consapevolezza di non poter più trovare posto «dentro una dimensione partitica» nella quale non si riconosce.

    La consigliera ripercorre gli anni di militanza e di impegno, ricordando le compagne e i compagni che l’hanno accompagnata nel suo percorso di crescita politica. Il punto di rottura, tuttavia, riguarda soprattutto il funzionamento del Pd catanzarese e la progressiva distanza tra i principi dichiarati e le pratiche politiche.

    «Il partito che ho inizialmente conosciuto e in cui ho creduto è cambiato con il tempo – afferma – e in esso l’interesse collettivo ha lasciato spazio a insani individualismi». Caviano rivendica di avere sempre creduto nel valore del pensiero collettivo, nella condivisione e nella necessità di assumere decisioni discusse e concordate.

    «Il Pd Catanzaro – osserva senza nascondere la propria amarezza – è diventato altro da questo».

    Una presa di posizione che lascia emergere dissensi maturati nel tempo. Da militante e da amministratrice, Caviano sostiene di avere provato a contribuire al recupero di un equilibrio interno e alla valorizzazione della pluralità delle diverse sensibilità. «Evidentemente non ci sono riuscita», ammette, sottolineando di avere invocato a lungo il riconoscimento dei rispettivi ruoli nei processi decisionali.

    La critica diventa ancora più netta quando la consigliera prende le distanze da «un modo di fare politica che cerca la vacuità del posto al sole a tutti i costi». Il suo addio, precisa, non rappresenta una bocciatura dei valori fondativi del Partito democratico, ma del modo in cui essi sarebbero stati «disconosciuti, travisati e traditi» nel corso del tempo.

    La decisione porta con sé anche il rammarico per il distacco da molte persone con cui Caviano ha condiviso una lunga esperienza politica. Un pensiero particolare viene rivolto alle compagne e ai compagni che continua a stimare e al circolo del Pd di Catanzaro Lido, diventato negli anni, scrive, «la mia seconda casa».

    L’uscita dal partito, però, non apre una crisi nel rapporto con l’amministrazione comunale. Caviano chiarisce che continuerà a esercitare il proprio mandato in seno alla maggioranza, garantendo il sostegno al sindaco. «Rimarrò a fianco di chi condivide con me – conclude – la necessità di offrire un contributo sano e trasparente al governo della città».

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