Troppo caldo nelle scuole, Sinistra Italiana: “Spostare il calendario non risolve il problema”

Dopo la proposta della CGIL Calabria di posticipare l'avvio delle lezioni, Sinistra Italiana-AVS rilancia un piano per efficientamento energetico, fotovoltaico, climatizzazione e comunità energetiche negli edifici scolastici

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    Non limitarsi a posticipare l’apertura delle scuole per fronteggiare le alte temperature, ma intervenire sugli edifici con un piano strutturale di riqualificazione ed efficientamento energetico. È la posizione espressa dalla Segreteria regionale di Sinistra Italiana-AVS e dalla Segreteria provinciale della Federazione di Cosenza, dopo la proposta della CGIL Calabria di rinviare l’inizio delle lezioni a causa del caldo.

    Una proposta che, secondo Sinistra Italiana, “nasce da una preoccupazione concreta e comprensibile: garantire condizioni adeguate a studenti, docenti e personale scolastico”, ma che pone anche alcune questioni.

    Posticipare l’apertura, viene osservato, comporterebbe infatti una modifica complessiva del calendario scolastico, con il rischio di spostare il problema verso la fine dell’anno.
    “Cosa potrebbe accadere nei mesi di giugno, o addirittura nei primi giorni di luglio, quando le temperature nelle nostre città saranno presumibilmente ancora più elevate? Il rischio è quello di trovarci nuovamente di fronte allo stesso problema”.

    Il problema per le famiglie
    C’è poi l’impatto sull’organizzazione familiare. Un avvio posticipato delle lezioni prolungherebbe il periodo durante il quale i genitori che lavorano devono trovare soluzioni alternative per la gestione dei figli.

    Campi estivi, servizi privati o altre forme di assistenza, sottolinea Sinistra Italiana, rappresenterebbero un ulteriore costo per famiglie già chiamate a sostenere spese rilevanti per la crescita e l’istruzione dei ragazzi.

    Ciò, precisa il partito, non significa sottovalutare le conseguenze delle alte temperature nelle aule.
    “Se il cambiamento climatico rende sempre più frequenti condizioni di caldo estremo, dobbiamo porci seriamente il problema di come rendere i nostri edifici scolastici adeguati alle nuove condizioni”.

    “Un grande piano per gli edifici scolastici”
    Da qui la proposta di affiancare alle eventuali misure contingenti un piano di efficientamento energetico delle scuole, con interventi di isolamento e riqualificazione e l’installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici.

    L’energia prodotta, secondo Sinistra Italiana-AVS, potrebbe contribuire ad alimentare sistemi efficienti di climatizzazione, migliorando le condizioni all’interno delle scuole sia nei mesi più caldi sia durante l’inverno.

    La proposta comprende anche lo sviluppo di comunità energetiche intorno agli edifici pubblici e scolastici, attraverso le quali condividere l’eventuale surplus di energia e contribuire alla riduzione della spesa sostenuta dalle amministrazioni.
    “Queste non sono utopie. Sono interventi possibili, già sperimentati in diverse realtà e coerenti con la necessità di affrontare seriamente la crisi climatica”.

    “Adattare le scuole al cambiamento climatico”
    Per Sinistra Italiana il punto di partenza deve essere proprio il cambiamento delle condizioni climatiche, che impone una diversa programmazione anche nella gestione dei servizi pubblici.
    “Non basta intervenire soltanto sul calendario scolastico: dobbiamo mettere in campo una strategia capace di rendere le scuole più resilienti e adeguate alle condizioni climatiche del presente e del futuro”.

    La sfida, aggiungono le segreterie regionale e provinciale, è trasformare le preoccupazioni espresse dal mondo della scuola, dalle famiglie e dai lavoratori in interventi capaci di agire sulle cause strutturali.

    “Difendere la scuola pubblica significa anche renderla sicura, moderna, efficiente e adeguata alle nuove condizioni climatiche. Non possiamo chiedere ai nostri ragazzi e a chi lavora nella scuola di adattarsi passivamente a un clima che cambia. Dobbiamo invece adattare le nostre scuole al cambiamento climatico”.
    Per farlo, concludono, servono “volontà politica, investimenti e una visione di lungo periodo”, perché la risposta al problema non può consistere soltanto nello spostamento delle date del calendario scolastico.

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