Tirocinanti in piazza a Catanzaro, il Pd: “Non lasciare indietro nessuno”
Circa 200 manifestanti da tutta la Calabria chiedono una soluzione per chi non è stato assunto negli enti locali. Il gruppo dem annuncia un impegno in Consiglio regionale e in Parlamento
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Una soluzione occupazionale per i tirocinanti di inclusione sociale rimasti esclusi dalle assunzioni negli enti locali. È la richiesta portata in piazza a Catanzaro da circa 200 TIS provenienti da tutta la Calabria, secondo quanto riferisce il gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, che esprime solidarietà ai manifestanti e sollecita risposte urgenti.
La protesta riporta al centro del confronto politico una vertenza che, sottolineano i dem, non può considerarsi conclusa finché restano lavoratori in attesa di un percorso di inserimento. «La partecipata manifestazione di oggi a Catanzaro dimostra ancora una volta che la delicata questione dei TIS, tirocinanti di inclusione sociale, in Calabria non è ancora stata chiusa in maniera definitiva», afferma il gruppo.
Al centro della mobilitazione c’è la condizione di chi, dopo anni di attività nelle amministrazioni, non è stato assunto e continua a vivere nell’incertezza. Il Pd richiama il contributo offerto dai tirocinanti agli enti in cui sono stati impiegati, soprattutto a fronte della carenza di personale dei Comuni. In molti casi, evidenzia, si tratta di padri e madri di famiglia che hanno sostenuto per anni il funzionamento dei servizi e che ora rischiano di vedere interrotto il proprio percorso senza una prospettiva occupazionale.
«Più volte in questi anni abbiamo sollevato la questione chiedendo risposte certe e percorsi garantiti per tutti. La Regione Calabria deve necessariamente fare uno sforzo in più e non lasciare indietro nessuno», sostiene il gruppo democratico.
Alla vicinanza ai lavoratori, il Pd accompagna l’impegno a intervenire nelle sedi istituzionali, coinvolgendo anche i rappresentanti del partito in Parlamento. «Faremo tutto il possibile sia in ambito del Consiglio regionale sia in Parlamento attraverso i rappresentanti del Partito per mettere finalmente la parola fine a questa agonia che si protrae da troppo tempo, sostenendo qualunque buona proposta che vada in tal senso», assicurano i dem.
La richiesta riguarda anche le scelte future: evitare che nuovi percorsi di inclusione si traducano in anni di precarietà senza uno sbocco definito. Per il gruppo Pd, «“creare precariato” senza risorse strutturali, progetti chiari e percorsi di inserimento lavorativo ben definiti non deve essere più accettato».