Fiorita ad Abramo: “Il confronto in campagna elettorale, davanti alle opere incompiute”
Nei “Pensieri della domenica” il sindaco difende il bilancio dell’amministrazione, torna sui ritardi dei cantieri e attacca l’indignazione social che sfocia nell’insulto
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Il confronto con Sergio Abramo può attendere la campagna elettorale e, quando arriverà, potrebbe svolgersi davanti ai luoghi che raccontano i problemi lasciati alla città.
Il sindaco Nicola Fiorita chiude così il capitolo politico dei suoi “Pensieri della domenica”: rivendica il lavoro dell’amministrazione, respinge le provocazioni dell’ex sindaco e indica una serie di possibili scenari per un faccia a faccia, dalla scuola Mazzini al depuratore, dalla vecchia stazione di Sala alla Palazzina dello stadio, fino alla sala d’aspetto dell’Agenzia delle entrate.
«Anche questa volta, dunque, ignorerò le provocazioni dell’ex sindaco Abramo a cui mi limito a rispondere che se tanto desidera confrontarsi con me magari potrò farlo tra qualche mese durante la campagna elettorale», scrive Fiorita. E aggiunge: «Magari invece di andare in tv potremo confrontarci davanti ai ruderi della scuola Mazzini, o nei pressi del depuratore, o ai margini della vecchia stazione di Sala, o nei locali della Palazzina dello stadio o, ancora, nella sala di aspetto dell’agenzia delle entrate. Ogni cosa ha il suo tempo».
Un passaggio introdotto dalla formula «Rispettosi sì, stupidi no», con cui il primo cittadino spiega di avere cercato, in questi anni, di esercitare il mandato ricevuto dalla volontà popolare con dignità ed equilibrio. Il senso delle istituzioni, sostiene, lo ha portato a evitare polemiche e battibecchi inutili, soprattutto con chi lo ha preceduto, al quale assicura di continuare a riconoscere il rispetto dovuto a chi è stato sindaco di Catanzaro.
La replica ad Abramo si lega alla difesa dell’attività amministrativa e alla discussione sui cantieri. Fiorita racconta di avere riletto il post della settimana precedente senza trovare, nella lunga sequenza di commenti, risposte alle domande che aveva posto. Le ripropone: «Chi parla di non (ancora) finito può dirmi quante opere pubbliche sono state realizzate nei cinque anni precedenti all’amministrazione che ho l’onore di guidare? È più bravo chi non ha fatto niente per decenni o chi ha fatto e sta facendo tanto, ma a volte ci mette un po’ di più del previsto?».
Il sindaco rivendica un «cambiamento radicale» in diversi ambiti: diritto all’istruzione, impiantistica sportiva, piste ciclabili, trasparenza amministrativa, partecipazione attiva, depurazione e collettamento, area portuale, grandi e piccoli eventi, rilancio del Politeama, offerta fieristica, rispetto delle regole e risanamento economico. Accanto all’orgoglio per quanto realizzato, riconosce però che su alcuni temi l’amministrazione non è riuscita a incidere quanto avrebbe voluto.
Tra questi indica il benessere animale. Per questo attribuisce particolare importanza alla convenzione che il Comune stipulerà nei prossimi giorni con Marcellinara per utilizzare il canile situato in quel territorio. L’accordo, spiega, permetterà di assicurare più spazi e maggiore benessere ai cani e di razionalizzare il canile di San Floro. Potrà inoltre consentire la realizzazione di un gattile o di un’oasi felina.
Un altro fronte è la bonifica di una parte della Fiumarella, attualmente in corso, con lo smaltimento di una grande quantità di rifiuti e il successivo ripristino ambientale. Fiorita descrive l’intervento come poderoso e particolarmente gravoso sul piano economico, reso possibile dal contributo della Regione. Da qui il richiamo ai costi degli abbandoni di rifiuti speciali, dei roghi e dei comportamenti scorretti di una parte della popolazione: costi che si misurano sia in denaro sia in giornate lavorative.
«Nessuna città potrà mai essere pulita se i cittadini non contribuiscono a tenerla pulita», osserva, precisando che questo non riduce le responsabilità dell’amministrazione. Telecamere, multe, campagne di sensibilizzazione e diffide agli enti che non puliscono le strade di propria competenza sono, per il sindaco, ambiti nei quali si può fare di più. L’obiettivo è soprattutto tradurre il passaggio a una nuova fase dei servizi in miglioramenti nella vita quotidiana: dal primo ottobre la cura del verde è affidata a Catanzaro Servizi, mentre dal 15 gennaio Eco Nord-Eco Ross subentrerà a Sieco. «Lavoriamo senza sosta per il futuro della nostra città», scrive.
Alla pulizia urbana e ai cantieri si collega la riflessione sull’«indignato collettivo» e sulla «cialtroneria». Fiorita prende spunto da un articolo pubblicato sabato sul Foglio, che descrive persone pronte a discutere di tutto e a offrire, soprattutto sugli argomenti complessi, scorciatoie fondate sull’indignazione. Una lettura che il sindaco applica ad alcuni concittadini che intervengono sui social e commentano i suoi post.
Nel suo elenco ci sono le proteste per strade sporche senza conoscerne la competenza, che può essere provinciale; quelle sul posizionamento di una scritta, affrontato come una questione di vita o di morte; quelle sui ritardi dei cantieri senza considerare importanza e complessità delle opere. E ancora, l’indignazione per l’isola pedonale da parte di chi, sostiene, non acquista in centro da dieci anni, insieme agli insulti pronunciati come se chi li scrive possedesse competenze assolute e un’indiscussa superiorità morale.
Fiorita distingue questi atteggiamenti dalle critiche legittime, che definisce spesso giuste e utili. Ascoltare le persone, afferma, è il segreto di una buona amministrazione e nelle parole dei cittadini semplici dice di trovare idee brillanti e soluzioni praticabili. Considera comprensibile la rabbia di chi vive un disagio, giusta la delusione di chi si aspettava di più, stimolante la critica e legittima la proposta alternativa. «L’indignazione fine a sé stessa e l’insulto gratuito servono solo a far sentire meglio chi si sfoga e chi strumentalizza i problemi», aggiunge. La distinzione finale è tra un’indignazione sana, orientata a migliorare le cose, e una «indignazione farlocca, specie sui social, che sa tanto di cialtroneria».
Nel post trova spazio anche Giulio Regeni. Fiorita commenta quella che indica come la sentenza di condanna di alcuni agenti segreti egiziani per il rapimento del ricercatore, considerandola una buona notizia capace di restituirgli almeno in parte giustizia. Invita a non abbassare la guardia e chiede che la giustizia prevalga sugli interessi economici e sulle presunte ragioni di Stato. Al governo italiano rivolge l’appello a trarre le conseguenze della sentenza e ad agire con la dignità propria degli Stati democratici.
Sul versante sociale, il sindaco richiama un articolo di Repubblica dedicato al percorso che dalla Cena straordinaria porterà all’apertura di Pitta Pop. Il locale, nello storico quartiere del Pianicello, offrirà una prospettiva lavorativa a ragazzi con disabilità. Agli organizzatori della Cena straordinaria e a tutti i protagonisti dell’iniziativa Fiorita rivolge un ringraziamento: «Non ci sono parole […] solo grazie!».
C’è poi l’omaggio a Mimmo Rotella, a vent’anni dalla scomparsa, con la mostra al complesso del San Giovanni che prenderà il via il 7 ottobre. Il sindaco invita tutti i catanzaresi a trovare il tempo per visitarla: «Mimmo Rotella è la nostra storia, la nostra grandezza, il nostro orgoglio: il nostro passato e il nostro futuro».
L’ultima notizia viene aggiunta mentre il post sta per essere pubblicato: Zestiny, bevanda nata dalla ricerca scientifica di una start up catanzarese, si è classificata prima al Criseaward nella categoria Superfood. Un riconoscimento che, sottolinea Fiorita, gratifica Francesco Chirillo e la sua azienda e dimostra la possibilità di fare innovazione a Catanzaro e competere ad alti livelli. «Bravi!», conclude.