“Siamo in Italia da anni ormai, e non solo perché siamo cinesi dobbiamo essere ritenuti portatori del virus”

A parlare un membro della comunità cinese di Lamezia Terme dopo i casi di coronavirus dei connazionali ricoverati allo Spallanzani di Roma

Se non cessa a placarsi la ribalta mediatica del Coronavirus, dopo l’iniziativa dei giorni scorsi del titolare di attività commerciali nella provincia cosentina, il quale aveva deciso di far ruotare solo il personale italiano e non quello di nazionalità cinese per evitare ulteriori polemiche e scetticismi, ora anche le proprietà di origine asiatica di due grossi centri di Lamezia Terme e Maida tramite i propri profili facebook intervengono per «rassicurare che nel nostro locale non vi è assolutissimamente nessun rischio di contagio del virus noto come coronavirus» e sottolineare che «nel nostro locale, oltre ai proprietari residenti in Italia da oltre 20 anni, ci lavorano dipendenti italiani», augurandosi che «portare all’attenzione del pubblico le nostre doverose iniziative possa contribuire a fugare timori, del tutto ingiustificati, ma idonei a creare irreparabili danni nel settore commerciale dove trovano lavoro anche numerosissimi cittadini italiani».

Si fa presente infatti che «sono state rivolte accuse a titolo gratuito ai nostri connazionali vittime, come tutti in questo momento, del virus come se la colpa fosse nostra, come se fosse nostra la scelta di divulgare un virus che fino a prova contraria sta creando vittime solo nel nostro paese. Si tratta di un allarme a livello globale, e ciò significa che chiunque può essere portatore e chiunque vittima. Come non volete essere vittime voi, non lo vogliamo nemmeno noi».

La comunità cinese a Lamezia Terme da diverso tempo è radicata, sebbene per impostazione non molto aperta all’esterno, e gli stessi titolari ricordano che «siamo in Italia da anni ormai, e non solo perché siamo cinesi dobbiamo essere ritenuti portatori del virus. Perciò non abbiate paura nel frequentare la nostra gente, il nostro punto vendita così come altri negozi poiché siamo nello stesso paese, fortunatamente ancora al sicuro e siamo tutti esseri umani. Inoltre non c’è nessun tipo di contagio per chi frequenta delle attività gestite da cinesi o con dipendenti cinesi».

Si ribadisce come «i soggetti di nazionalità cinese sono tutti monitorati sulle loro condizioni di salute per escludere qualsiasi possibilità di contagio con chi vengono a contatto. Coloro che sono rientrati in Italia dalla Cina hanno trascorso anche il periodo di quarantena necessario per escludere di essere eventualmente portatori di coronavirus, anche per dare la massima sicurezza ai propri familiari».

Oggi intanto alle 16 nell’istituto comprensivo Sant’Eufemia di via delle Nazioni si terrà l’incontro informativo in merito alla diffusione del coronavirus, con consigli su come proteggersi dal rischio contagio che valgono anche per le altre tipologie di influenza. L’incontro vedrà la presenza della dirigente scolastica Fiorella Careri, del presidente della terza commissione comunale Giancarlo Nicotera, e gli interventi di Giuseppina Berardelli (dirigente medico specialista in malattie infettive) ed Annalisi Spinelli (dirigente medico specialista in igiene e medicina preventiva).