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“A volte una parola di conforto è più importante di tanti medicinali”

Comincia così una nuova testimonianza a favore dell'assistenza fornita dall'Usca lametina ai cittadini

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    «Io e la mia famiglia siamo rimasti chiusi in casa per 54 giorni interminabili, ho conosciuto il dottore Errico durante le numerose visite che ha effettuato a me ed i miei familiari, a volte una parola di conforto è più importante di tanti medicinali. Lo sa bene lui, il nostro medico, che ci ha trattato sempre con dignità ed amore, senza farci sentire dei lebbrosi».

    Comincia così una nuova testimonianza a favore dell’assistenza fornita dall’Usca lametina ai cittadini che loro malgrado si sono trovati a dover fronteggiare il Covid-19.

    «Ha medicato le piaghe di mio padre, ha risolto il problema oculare di mia madre e ha dato a me la forza psicologica per resistere in questa prigione di malattia (in ogni senso). E’ grazie a lui se oggi siamo ancora umani, dopo 2 mesi di positività, una presa in carico che va oltre l’essere medico», spiega la famiglia assistita, «entrava con un sorriso sotto la mascherina che si poteva percepire anche senza guardarlo e lo trasmetteva a tutti noi. Quando ci siamo visti l’ultima volta gli ho chiesto cosa potevo fare per lui, mi ha chiesto di ringraziare gli infermieri che lo hanno accompagnato: Scalise Luigino, De Fazio Antonio e Torcasio Jennifer che ritiene indispensabili per svolgere al meglio il suo lavoro».

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