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Aned: ‘Donazione delle cornee, bellissima storia d’amore: Ora l’organizzazione sanitaria regionale cambi rotta’

Pasquale Scarmozzino, rappresentante Aned e delegato regionale associazione trapiantati e trapiantandi: '

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    Riceviamo e pubblichiamo a seguire l’analisi a forma di Pasquale Scarmozzino, Pasquale Scarmozzino, rappresentante Aned e delegato regionale associazione trapiantati e trapiantandi

    “Io vado via, amara terra mia. È il titolo di una triste canzone che benissimo si adatta alla tristezza e all’amarezza dei tanti calabresi che, per sopravvivere degnamente, devono emigrare per lavoro, per curarsi o per ricevere un organo per trapianto.

    La bellissima storia di amore e di altruismo venuta dai familiari di una defunta novantacinquenne del soveratese che, sabato scorso, hanno lottato perché le cornee della familiare dessero luce ad altri occhi, infonde fiducia e speranza che allontana la disperazione – ben cantata – da Domenico Modugno in “Amara Terra Mia”.

    Perché questa storia ci insegna che, ancora, i calabresi hanno voglia di lottare per il bene comune e che l’organizzazione sanitaria regionale in materia di procurement – di tutti gli organi – deve cambiare decisamente e presto e che altrettanto si deve fare per l’adeguamento delle strutture di trapianto e per la governance territoriale del processo, in cui oggi rileviamo tanto lassismo in otto reparti di procurament!

    Quanti dottor Giovanni Mazzitelli – nefrologo del presidio ospedaliero di Soverato – e quanti dottore Adriano Carnevali – dell’equipe oculistica del professore Vincenzo Scorcia del Materdomini di Catanzaro – nottetempo si rendono disponibili con abnegazione al procurement cornee o organi?

    Onestamente e personalmente, come testimonial diretto di trapianto renale fuori regione, penso che in Calabria c’è ne siano altri. Basta volerlo e cercarli. Ma con manager improvvisati certo è difficilissimo!

    Qui, ora, non vogliamo fare la conta delle decine di milioni l’anno spese per emigrazione sanitarie, sarebbe troppo facile. No, qui vogliamo denunciare i tanti costi sociali e finanziari che gravano sulle famiglie dei pazienti trapiantandi e trapiantati che sono costretti a migrare per colpa di un sistema da rimettere in sesto.

    In Calabria vi sono strutture efficienti e all’avanguardia, che se potenziate potrebbero da sole soddisfare le esigenze dei nostri pazienti. Per esempio, risulta che presso l’UO di oculistica dell’Università Magna Grecia di Catanzaro vengono effettuati circa duecento trapianti di cornea (primo centro nel Sud e tra i primi tre in Italia).

    Gran parte di questi trapianti sono effettuati con le nuove tecniche di cheratoplastica lamellare che consistono nella sostituzione della sola porzione di cornea danneggiata, al fine di preservare il più possibile il tessuto corneale originale sano ed insieme l’integrità oculare, riducendo la possibilità di rigetto.

    La percentuale di successo per queste tecniche è di circa il 95%. Lo stesso si deve fare per i trapianti di rene dove però le strutture sono da adeguare e gli organici nettamente insufficienti. Chiedere al direttore del Centro Regionale Trapianti.

     È difficile signor Commissario ad acta dottore Guido Longo pensare di risolvere questo problema fondamentale che al momento vede centinaia di calabresi in lista trapianto organi di cui 150 circa iscritti fuori regione?”

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