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Il rettore De Sarro al professore Indolfi: ‘Emodinamica, la sicurezza dei pazienti è potenziata’

La dura replica: 'Le sue proteste appaiono incomprensibili ed immotivate'

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    Riceviamo e pubblichiamo a seguire la replica del rettore dell’università Magna Grecia di Catanzaro Giovanbattista De Sarro al professore Ciro Indolfi (leggi qui il pezzo l’articolo di ieri)

    “Sorprende e diventa incomprensibile la reazione del prof. Ciro Indolfi, davanti ad una scelta che non è una penalizzazione dell’emodinamica, ma che anzi potenzia la sicurezza dei pazienti. Desidero chiarire che nessuno ha mai messo in dubbio le qualità dal Prof Indolfi che nella sua lettera non convince gli addetti ai lavori sulla “diminuzio” subita dalla emodinamica mentre si prolunga in dichiarazioni autocelebrative senza spiegare i veri motivi della sua protesta.

    Desidero precisare che l’emodinamica che oggi è solo una struttura assistenziale diagnostico-terapeutica diventerà nell’atto aziendale una struttura semplice dotata di una sua organizzazione e dunque non viene soppressa e penalizzata ma semmai potenziata.

    Il Professor Infolfi per ragioni davvero poco chiare voleva sottrarre l’emodinamica al controllo del Primario di Cardiologia facendola diventare una struttura semplice a valenza dipartimentale che sarebbe passata sotto il controllo del Direttore del Dipartimento Cardio-vascolare e Terapia Intensiva che potrebbe non essere un cardiologo.

    Abbiamo ritenuto importante per la sicurezza dei pazienti e la qualità delle prestazioni mantenere l’emodinamica sotto il controllo diretto del primario di cardiologia (come è adesso) evitando pericolosi cambiamenti organizzativi e salti nel vuoto.
    È facile intuire infatti che la sicurezza dei pazienti cardiologici specie se acuti dipende da un’organizzazione ottimale dove il primario cardiologo e l’emodinamista lavorano a stretto contatto come avviene adesso. La struttura semplice alle dirette dipendenze del primario risponde perfettamente a questo scopo.
    Le proteste del Prof Indolfi appaiono pertanto davvero incomprensibili e francamente immotivate”.

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