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Ospedale di Crotone, cancellato il turno di notte per i medici ortopedici e non solo

Una situazione allarmante per l'ospedale crotonese. Richiesto l'intervento del commissario Longo.

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    “Non ci resta che piangere” è il titolo di un film del 1984 scritto, diretto e interpretato da Roberto Benigni e Massimo Troisi. Da premettere, però, che il film era all’insegna del divertimento più puro, qui invece c’è da piangere e sul serio. Dal 20 settembre scorso sulla porta d’ingresso del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio sono affissi due fogli, nel primo c’è scritto “da giorno 20 settembre non ci sarà l’ortopedia di notte” mentre nel secondo “no ortopedia, no otorino, no oculistica turno notturno”. Quindi se per un qualsiasi caso qualcuno riporta fratture o si rompe una gamba nel cuore della notte dovrà attendere il giorno successivo per ricevere le dovute cure e attenzioni. Stessa sorte per chi accusa problemi agli occhi o all’udito. L’unica alternativa, quindi, sarebbe quella di essere trasportati in un altro presidio ospedaliero della Regione. Tale problematica non è comunque da attribuire ai sanitari che svolgono da sempre un lavoro impeccabile notte e giorno senza sosta e nonostante le difficoltà provocate da un anno e mezzo a questa parte dal Covid-19.

    Secondo quanto emerso dalle dichiarazioni di un medico sindacalista il problema che ha portato a ciò risiederebbe nel fatto che non ci siano medici specialisti che vogliano venire a Crotone e questo perché non gli vengono garantite prospettive professionali. All’ospedale di Crotone è infatti molto difficile poter fare carriera e quindi non ci sono medici che posso subentrare a quelli che per età vanno in pensione. Un ulteriore disservizio per l’ospedale di Crotone sempre più abbandonato ad un triste destino con pazienti costretti ad essere trasferiti in altri presidi ospedalieri per ricevere assistenza e cura. Un campanello d’allarme questo che ha spinto il deputato di L’Alternativa C’è Francesco Sapia a chiedere l’intervento urgente del commissario alla Sanità calabrese Guido Longo affinché possa verificare al più presto la situazione e porvi rimedio.

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