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Sanità, Polimeni: Azienda Zero la decisa svolta imposta da Occhiuto

Il presidente del consiglio comunale di Catanzaro: "Soluzione più adatta per organizzare al meglio il governo di questo settore strategico"

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    “L’azione politica e amministrativa del governatore Occhiuto sta imprimendo una svolta decisa alla nostra regione. L’istituzione dell’Azienda Calabria zero, che verrà oggi discussa dal Consiglio regionale, va proprio in questa direzione”.
    Lo ha detto il presidente del Consiglio comunale Marco Polimeni.

    “L’idea del governatore, finalizzata ad accentrare e razionalizzare – sarebbe il caso di dire finalmente – una serie di importanti aspetti della sanità calabrese, è la soluzione più adatta per organizzare in modo moderno ed efficiente il governo di questo settore strategico. È un’azione forte, quella di Roberto Occhiuto, che va sostenuta e supportata come, ne sono sicuro, farà Palazzo Campanella nella riunione in programma fra poche ore”.

    Polimeni ha aggiunto: “Non ho potuto fare a meno di notare che nella legge istitutiva di questa Azienda zero, e nello specifico all’art. 1 comma 3, non sia stata prevista chiaramente l’indicazione della sua sede.

    Mi appello dunque al governatore, e al presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, del quale conosco da tempo la sensibilità e l’attenzione, perché venga inserita a chiare lettere, all’interno della legge, magari con un apposito emendamento in aula, l’indicazione di Catanzaro come sede di questa nuova e fondamentale Azienda destinata a rivoluzionare il comparto sanitario della nostra regione.

    La mia richiesta non è motivata da un campanilismo che non ha ragione di esistere – ha concluso Polimeni –, ma perché il capoluogo della Calabria possiede funzioni direzionali, amministrative, burocratiche e governative, che sono naturali e legittime che sarebbe importante riconoscere, per un’azienda che si occuperà di sanità, anche in considerazione della presenza, in città, dell’unica Facoltà di Medicina della nostra regione che è quella dell’Università Magna Graecia”.

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