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Aned, nelle province calabresi sino al 16% dei dializzati ha avuto il Covid

il dato si riferisce precisamente al Vibonese. L'associazione punta il dito contro l'inadeguatezza delle strutture e la carenza di personale

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    I presidi ospedalieri sono fonte primaria di focolai di Covid per come sono gestiti e per assenza oculata di controlli. Recarsi per cura nei nostri ospedali è un rischio da Cosenza a Crotone passando per Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria: accessi controllati all’acqua di rose, spazi angusti per sale attesa condivise e senza aerazione, assenza di percorsi protetti, ascensori a uso promiscuo e tanto tanto altro. Lo sottolinea in una nota stampa Maria Larosa della segreteria regionale dell’Aned l’associazione che raccoglie emodializzati e trapiantati.

    Riceviamo giornalmente segnalazioni di gravi disfunzioni che una politica sanitaria manageriale qualificata dovrebbe ridurre al massimo, a partire  subito con le assunzioni di personale medico e infermieristico: senza soldati non si vincono le guerre e questa del Covid è guerra.

    Nelle dialisi calabresi, da dati in nostro possesso, si riscontra fino al 16% di pazienti positivi al Covid (nr 18 emodializzati su 110 nel vibonese). Ebbene, non tutti i centri sono dotati di sala contumaciale e pertanto sono costretti a turnare di notte  in strutture nettamente inadeguate, purtroppo con lo stesso personale del mattino e quindi con prestazioni straordinarie che durano da troppo tempo.

    Lo straordinario non è più tale quando dura troppo. Il rischio conseguente per i pazienti si moltiplica quando a trattarli in dialisi è il personale sanitario ormai in condizioni psico-fisico non più accettabile.

    I rischi sono tanti che, consapevolmente, il personale medico e infermieristico lo ha segnalato opportunamente ma invano ai responsabili aziendali da Catanzaro a Lamezia, Cetraro, Cariati, Tropea e Taurianova. Sappiamo di chi sarà la responsabilità morale e penale ove dovessero esserci incidenti fatali!

    Per decreto vengono ridotte le misure di sicurezza proprio mentre il virus galoppa in tutta la Calabria, più che altrove, ma dove i politici   – vedi Catanzaro – si comportano come i polli di Renzo di manzoniana memoria.

    Catanzaro ha un presidio hub come il Pugliese Ciaccio datato e per questo, strutturalmente, non più confacente ai bisogni attuali. Qui, la classe politica è alle prese con imminenti elezioni locali, ma il disastro sanitario non sembra interessare loro.  Perché si sente in colpa? No, solo per insensibilità! Qui il consenso si cerca con promesse  non con proposte. Queste ultime verranno dopo in base a convenienze di scandaloso interesse!

    L’ospedale nuovo finanziato nel lontano 2007 e mai fatto ne è l’emblema.

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