Accordo Regione – Bambino Gesù, arriva il decreto del Commissario Occhiuto

Si attua la convenzione già stipulata che individua l’Azienda Mater Domini soggetto attuatore in Calabria. Il precedente del Pugliese Ciaccio

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    Con il Decreto del Commissario ad Acta DCA n.115 del 15 settembre 2022 si avvia “l’istituzione e rafforzamento di una rete pediatrica multidisciplinare per conseguire il miglioramento delle attività pediatriche prestate nella Regione Calabria e per la riduzione della migrazione sanitaria dei piccoli pazienti verso altre regioni” recependo quanto aveva già stabilito la Delibera di Giunta Regionale DRG 303 dell’ 8 luglio scorso, ovvero l’accordo di collaborazione, tra Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (OPBG) e l’Azienda Ospedaliero Universitaria Mater Domini di Catanzaro. La delibera approvava approvato il protocollo istituzionale tra il Bambino Gesù e il presidente della Regione Calabria firmato, presente il ministro della Sanità Roberto Speranza, da Roberto Occhiuto e dalla presidente dell’Opbg, Mariella Enoc (foto).

    Il Dca premette che “la Regione Calabria si caratterizza per un importante flusso di migrazione sanitaria in età pediatrica, che comprende sia le patologie più complesse ma anche ricoveri di natura ordinaria, per un totale di 13.000 prestazioni erogate fuori Regione di cui 7.000 cioè oltre il 50% sono state erogate presso il più grande Policlinico e Centro di Ricerca pediatrico in Europa, l’Ospedale Bambino Gesù. Di queste prestazioni, una su quattro, è riferibile a ricoveri di natura ordinaria, che si sarebbe potuta evitare con una adeguata informazione rivolta alle famiglie; l’emigrazione sanitaria in età pediatrica, oltre al disagio legato alla malattia del piccolo paziente, coinvolge l’intera famiglia nei termini in cui deve assentarsi dal lavoro e sostenere spese rilevanti per spostamenti e permanenza fuori dal proprio domicilio. Stime condotte sui costi sostenuti dalle famiglie calabresi per i 7.000 ricoveri presso l’Ospedale Bambino Gesù quantificano una spesa di 5 milioni di euro circa”.

    Il Dca individua l’Azienda Ospedaliera Universitaria – Mater Domini di Catanzaro, in quanto unica Azienda universitaria della Calabria, quale soggetto capofila per l’attuazione dell’accordo di collaborazione da stipulare ai sensi dell’articolo 4 comma 13 del dlgs. 30 dicembre 1992 n. 502, al fine di mitigare la mobilità passiva in tema pediatrica, anzi il decreto parla di “abbattimento della mobilità passiva proveniente dalla regione Calabria verso OPBG relativamente alle discipline oggetto della stessa” da verificare attraverso “degli step intermedi (annuali) al fine di rilevare e rimuovere eventuali criticità emerse nel corso dell’espletamento delle attività”. Il Dca individua le risorse finanziarie per far fronte alla realizzazione del progetto, a valere sui fondi FSC del Piano di Sviluppo e Coesione (PSC), sezione ordinaria della Regione Calabria.

    Il precedente
    La collaborazione del Sistema sanitario regionale della Calabria con il Bambino Gesù non è una novità. Il precedente è costituito dalla convenzione, firmata nel 2012 da Giuseppe Scopelliti quale commissario della sanità calabrese e rinnovata da Massimo Scura nel 2016 ma lasciata decadere che individuava quale hub regionale pediatrico l’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro quando dg protempore era Elga Rizzo. Nonostante gli entusiasmi iniziali – si ricorda un’apposita convention al Guglielmo di Catanzaro convocata dall’allora presidente della regione con a latere Francesco Profiti quale presidente della Fondazione Bambino Gesù – l’esperienza non ha lasciato unanimi ricordi.

     

    Per di più la precedente convenzione ha prodotto uno strascico contabile di non poco conto che è ritornato all’attenzione della cronaca pochi mesi fa, quando il commissario dell’AO catanzarese Francesco Procopio ha dato notizia di un accordo bonario transattivo – meno 20 per cento del capitale e niente interessi di mora relativi – rispetto alle pretese del Bambino Gesù che reclama per i servizi resi dal 2013 al 2020 il pagamento di fatture per 1,748 milioni non liquidate dal Pugliese Ciaccio per «dubbi – si leggeva nella delibera del commissario – sollevati dagli uffici aziendali in ordine alle effettive prestazioni rese dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù e al mancato/parziale raggiungimento degli scopi previsti dal protocollo d’intesa». Secondo i rilievi mossi e più volte ribaditi soprattutto da esponenti del M5S, nel periodo di osservazione l’attività chirurgica dell’ospedale vaticano presso la divisone chirurgica pediatrica catanzarese si era limitata allo svolgimento di interventi ordinari ampiamente nelle possibilità professionali dell’equipe interna, mantenendo immutata la migrazione sanitaria verso la struttura romana per gli interventi di alta specialità.

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