Sanità e servizi sociali insieme per costruire i “progetti di vita” nella Casa di Comunità del quartiere marinaro foto

Taglio del nastro per la nuova struttura territoriale in viale Crotone nata dalla collaborazione tra Asp e Comune. Al centro del nuovo modello assistenziale

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    Un unico luogo in cui trovare risposte ai bisogni sanitari e sociali, superando la frammentazione dei servizi e mettendo davvero la persona al centro del percorso di cura. Per una sanità davvero territoriale e sempre più vicina ai cittadini e alle cittadine e la realizzazione di un modello che punta a integrare competenze sanitarie e sociali, rafforzando la medicina di prossimità e offrendo ai cittadini un unico punto di accesso ai servizi, con l’obiettivo di costruire percorsi di cura sempre più personalizzati e vicini ai bisogni delle persone

    È stata inaugurata questa mattina, in viale Crotone 214, la Casa di Comunità nel quartiere marinaro di Catanzaro, una delle strutture cardine della riforma della sanità territoriale prevista dal Pnrr e destinata a diventare il punto di riferimento per l’assistenza di prossimità nel capoluogo e nei comuni della fascia ionica.

    A tagliare il nastro, il commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro Antonio Battistini, il sindaco Nicola Fiorita, il direttore sanitario Antonio Gallucci, il direttore del Distretto socio-sanitario di Catanzaro Tiziana Parrello, la vicesindaca Giusy Iemma e l’assessore comunale alle Politiche sociali Nunzio Belcaro.

    La Casa di Comunità nasce dalla collaborazione tra Asp, Comune e Regione Calabria e rappresenta il nuovo modello di assistenza territoriale: un presidio multidisciplinare nel quale convivono ambulatori, diagnostica, Guardia medica, medicina generale, assistenza domiciliare e servizi sociali. La struttura servirà l’intera città di Catanzaro e i comuni limitrofi della costa ionica, consentendo ai cittadini di trovare in un’unica sede i servizi necessari per rispondere ai propri bisogni di salute. È inoltre prevista l’assegnazione di due infermieri e due operatori socio-sanitari, mentre sarà realizzata un’area dedicata ai medici di medicina generale.

    Nel suo intervento il commissario straordinario dell’Asp, Antonio Battistini, ha sottolineato come il vero obiettivo della struttura sia quello di «rendere concreta l’integrazione sociosanitaria, investendo sulla medicina territoriale e di prossimità per ridurre le disuguaglianze, soprattutto nelle periferie e nelle aree interne». Per i cittadini, ha evidenziato, il cambiamento consiste nella possibilità di trovare «in un’unica sede servizi e personale dedicato ad accompagnarli nella risposta ai bisogni sanitari e sociali», definendo la Casa di Comunità «un passaggio fondamentale per rafforzare l’assistenza territoriale».

    Uno dei temi centrali della mattinata è stato quello dell’integrazione tra sanità e servizi sociali, destinata a diventare il tratto distintivo della nuova struttura.

    Per il direttore del Distretto socio-sanitario di Catanzaro, Tiziana Parrello, la Casa di Comunità «rappresenta una vera rivoluzione culturale prima ancora che organizzativa». Non si tratta soltanto di una nuova sede o di nuovi servizi, ma di «un nuovo modo di concepire la sanità, con il cittadino al centro del percorso di cura». La persona, ha spiegato, deve diventare protagonista del proprio percorso di salute e non limitarsi a ricevere prestazioni. Altro pilastro è l’integrazione sociosanitaria, perché «gli aspetti sanitari e quelli sociali non possono essere separati».

    Da qui la firma del primo accordo interistituzionale a Catanzaro che unisce concretamente la componente sanitaria e quella sociale, con particolare attenzione alle persone non autosufficienti e con disabilità attraverso l’attuazione dei progetti di vita, percorsi personalizzati che superano la logica dell’assistenza standardizzata.

    Sulla stessa linea l’assessore comunale alle Politiche sociali Nunzio Belcaro, che ha parlato di un vero cambio di paradigma. «Non sarà più il cittadino a dover inseguire le istituzioni, ma saranno le istituzioni a fare squadra intorno ai suoi bisogni, costruendo un progetto di vita personalizzato e superando una logica puramente assistenziale». Secondo Belcaro, nessuna condizione di disabilità o disagio psichico può essere affrontata separando interventi sanitari e sociali. Proprio per questo era necessario creare «uno spazio fisico in cui operatori sanitari e sociali potessero lavorare fianco a fianco, trasformando in pratica un principio di cui si discute da tempo».

    Il sindaco Nicola Fiorita ha invece evidenziato il contributo operativo che il Comune garantirà alla nuova struttura. «La novità concreta di questo progetto è che, all’interno della Casa di Comunità messa a disposizione dall’Asp, il Comune porterà i propri assistenti sociali, che lavoreranno fianco a fianco con gli operatori sanitari per costruire risposte personalizzate, soprattutto per le persone più fragili».

    Per il primo cittadino il cuore della riforma è rappresentato proprio dai progetti di vita: «non più servizi standardizzati, ma percorsi costruiti sui bisogni di ogni singola persona». Un modello più complesso dal punto di vista organizzativo, ma destinato, grazie alla collaborazione stabile tra le istituzioni, a garantire risposte continue e non episodiche. «È una rivoluzione nel modo di concepire l’assistenza», ha concluso il primo cittadino.

     

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