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Catanzaro ricorda l’orrore delle foibe

Un'iniziativa voluta dal Comune e con l'attenta partecipazione di numerose scuole della città 


Di Laura Cimino

Catanzaro ha ricordato l’orrore delle foibe, e lo ha fatto con centinaia di ragazzi delle scuole della città che hanno ascoltato attentissimi le testimonianze gli esuli istriani, i loro figli, i figli dei morti nelle foibe negli interventi che si sono succeduti, tra filmati e immagini, alla Provincia, ricordando una delle pagine più drammatiche orrende e grondanti di dolore che la storia possa ricordare. Le migliaia di vittime barbaramente trucidate e gettate nelle foibe e i 350 mila esuli dalmati e istriani. Troppo silenzio ha fatto seguito all’orrore delle foibe.

Dal 2004 il Giorno del ricordo, l’incontro tra l’ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano e l’allora presidente croato, ‘ci perdoniamo reciprocamente il male che ci siamo fatti’, e negli anni sempre di più questo silenzio che ha avvolto l’orrore è stato squarciato. E davanti agli studenti, dopo una presentazione di Fabio Lagonia del Comitato 10 febbraio,  hanno dato le loro testimonianze, con le voci spesso rotte dall’emozione l’esule istriano Silvano Scherl, Lucilla Crosilla, esule da Canfanaro di Istria, Maria Stella Benco, figlia di un esule istriano, e il collegamento telefonico con Annamaria Bruno, figlia di un poliziotto ucciso nelle foibe. Un’iniziativa ideata dal consigliere comunale Eugenio Riccio in collaborazione con gli assessorati all’Istruzione e alla Cultura del Comune di Catanzaro, presente anche l’Ufficio scolastico regionale.

‘Oggi per gli studenti un’autentica giornata di scuola fuori dalla scuola – ha detto l’assessore all’Istruzione del Comune di Catanzaro e dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Casalinuovo Concetta Carrozza – per educare e istruire i ragazzi. Il ragazzo istruito si rende libero, e questo è uno dei compiti più importanti della scuola. Ragazzi – ha detto l’assessore Carrozza – siete voi oggi i protagonisti, per non dimenticare mai cosa è stata la tragedia delle foibe, una tragedia terribile su cui è bene diffondere conoscenza’. Due classi seconde dell’Istituto Casalinuovo hanno partecipato con grande attenzione all’iniziativa insieme a diverse altre scuole della città. Ancora, gli interventi della dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Riggio, presidente del Consiglio comunale Marco Polimeni, dell’assessore Danilo Russo, di Giuseppe Brugnano del sindaco di polizia Fsp.

La professoressa Cinzia Calizzi del liceo Classico Pitagora di Crotone ha introdotto la vicenda delle foibe. Per prima cosa inquadrando il contesto storico. ‘Con l’armistizio del 1943 – ha ricordato – in Italia lo scenario di un Sud liberato e un Centro – Nord occupato da fascisti e nazisti. Oltre all’occupazione tedesca, le truppe volontarie del regime comunista di Tito ad occupare l’Istria, quindi la doppia violenza tedesca e quella del maresciallo Tito contro gli italiani dell’Istria Fiume e Dalmazia. A fine guerra nel 1945 Tito continuerà in modo incontrollato le sue violenze’.

Le foibe erano delle fosse, delle insenature naturali che si aprono nel Carso, dove vennero gettati, nel migliore dei casi già morti, migliaia di donne e uomini italiani, verso cui si concentrava l’odio del regime comunista. Una storia di esecuzioni sommarie, sevizie, barbare uccisioni, deportazioni. Una storia di atrocità. Prima legati insieme in una cordata con fili di ferro, poi veniva sparato il primo della cordata che portava giù con sé tutte le altre persone ancora vive e agonizzati nelle cavità della terra. Il 10 febbraio del ’47 i Trattati di Parigi e quindi il compromesso col quale Fiume e Istria furono cedute alla Iugoslavia e gli esuli tornarono in Italia. ‘Sono figlio di genitori che hanno lottato per la cittadinanza italiana – ha detto l’esule istriano Silvano Scherl – nel 1949 viaggiammo di notte su dei camion con una temperatura di meno cinque gradi, a Trieste ho baciato la terra perché avevamo conquistato il bene più prezioso: la libertà’ ha detto Scherl commosso e applaudito dai ragazzi. ‘La libertà non limiti, non ha prezzo, io non porto odio verso nessuno, anche perché mi farebbe male, ma noi abbiamo passato una tragedia che non potremo mai dimenticare’. Ancora, la testimonianza di Lucilla Crosilla esule di Canfanaro d’Istria.

‘Il Giorno del Ricordo è finalmente celebrato sempre con più partecipazione – ha detto – il lungo silenzio sulle foibe è stato dovuto certo a ragioni politiche ma anche al silenzio di noi stessi Istriano. Troppo dolore nel ricordare quello che fu. Con Giuseppe Brugnano del sindacato di Polizia Fsp il collegamento telefonico con Annamaria Bruno, figlia di un poliziotto infoibato, e anocra le parole di Maria Stella Benco, figlia di un esule istriano e giunta con i suoi genitori a Crotone. ‘Solo all’età di 41 anni – ha ricordato – ho saputo dai miei genitori la vera storia della nostra famiglia’.