Grande incertezza sulla riapertura delle scuole

Anche alla Cittadella contrasti sul giorno dl ritorno ai banchi: la Regione preme per il 14 settembre, i sindaci per il primo ottobre, la scuola come istituzione attende e spera

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    Se grande è la confusione sotto il cielo del Covid, altrettanto se non di più si può dire della situazione nelle aule scolastiche calabresi a circa 45 giorni dall’apertura,  preventivata da parte del ministro Azzolina per il 14 settembre. Per avere un’idea compiuta della realtà, l’assessore all’Istruzione, Sandra Savaglio, ha riunito alla Cittadella regionale di Catanzaro i sindaci dei capoluoghi e delle città con più di 15000 mila abitanti, insieme alla dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Maria Rita Calvosa. All’invito hanno risposto di persona i primi cittadini di Catanzaro, Vibo Valentia, Lamezia Terme e Rende. Gli altri hanno mandato delegazioni oppure soltanto documenti e relazioni. A dare manforte a Savaglio è arrivata, in presenza, la dirigente del settore Anna Perani, mentre dal remoto di Reggio Calabria ha contribuito la collega di giunta, titolare delle infrastrutture e dei Trasporti, Domenica Catalfamo.

    Ebbene, sull’aspetto dirimente, quello temporale, ovvero: quando riapriranno le scuole in Calabria, risposta ancora non c’è. O meglio, come nei quiz di Mike Bongiorno si può scegliere tra la busta numero 1: si riapre il 14 settembre, ed è la risposta dell’assessore Savaglio e, si presume, della presidente Santelli; o la busta numero 2: si riapre l’1 ottobre, ed è quella scelta dal sindaco e presidente di provincia Sergio Abramo, anche a nome dell’Anci e dell’Upi; o la busta numero 3: sarebbe meglio aprire il 14, ma se proprio qualche istituto non ce la fa o qualche Comune chiede qualche giorno di rinvio, si può pure fare. Ed è, quest’ultima, la risposta che dà la dirigente dell’Usr Calvosa che, comunque, ricorda come il calendario, fatte salve le 200 giornate di lezione complessive, è di pertinenza della Regione. Calvosa non esita a ricordare come gli Enti locali, Comuni e Province, proprietari degli immobili scolastici, avrebbero già da tempo dovuto mettersi all’opera per reperire spazi nuovi e adeguati ai distanziamenti previsti nelle linee guida ministeriali in funzione preventiva.

    Il presidente dell’Upi, Abramo, ritiene addirittura scellerata l’ipotesi di riapertura al 14 settembre, nella considerazione che il 24, anzi prima, occorre già fermarsi per gli adempimenti referendari. Ma fosse solo questo: Abramo dice testualmente che i Comuni e le Province non hanno avuto il tempo materiale per predisporre gli interventi di manutenzione straordinaria e di adeguamento alle disposizioni, e men che meno ne avranno da qui alla fine di agosto, quando tutto si fermerà per la consueta pausa estiva. Senza contare, ancora, il problema, trascurato ma grande quanto una montagna, del cumulo dei banchi doppi che bisognerebbe ritirare dalle aule per fare spazio ai banchi monoposto con rotelle, trasportare in luogo sicuro e abbastanza capiente da contenere i banchi di tutte le scuole, che, per quanto lo riguarda come presidente della Provincia di Catanzaro che ha competenza sulle Superiori, sono una trentina per più di 50 plessi. Un’Himalaya di banchi da trasportare, con relativo costo, e da immagazzinare, con ulteriore costo. Ci sono i fondi per questa voce straordinaria d’uscita? No, non ci sono. Per questo Abramo, e gli altri sindaci, chiedono alla Regione un intervento finanziario che tenga conto delle variabili in progress, ovvero delle necessità che vengono fuori man mano che dalle ricostruzioni a tavolino si passa alla realtà delle scuole, che non hanno, dovunque, aule sufficienti alle norme di distanziamento e di non affollamento, e che quindi cercano nuovi spazi che, è evenienza comune, non si trovano. Le nuove necessità finanziarie sono: i trasporti da incrementare qualora si dovesse optare per i doppi turni, i fitti da pagare qualora si riesca a trovare immobili adeguati e a norma, le spese di adeguamento dei locali reperiti per l’occasione. Al momento agli Enti sono arrivate le disponibilità ministeriali per gli interventi in house, su cui hanno già predisposto la ripartizione istituto per istituto, perlomeno è quanto ha già fatto la Provincia di Catanzaro, ovviando alla complicazione ovunque rilevata delle schede con cui descrivere e rendicontare gli interventi. Di sicuro ci vogliono molti più soldi di quanti ne sono arrivati. Molti amministratori si appellano pertanto ai fondi europei, anche se sanno già che la strada per accedervi è lunga e di non facile percorso, come da esperienze pregresse. E anche l’aiuto sperato nelle finanze regionali, qualora arrivi, non è di immediata liquidazione, poiché necessita di interventi sul bilancio, quindi un intervento della Giunta e successiva approvazione da parte del Consiglio. Un miraggio ottenerli prima di settembre inoltrato. Per tutto questo, la data del 14 settembre, ai più, nella Sala Verde della Cittadella, è sembrata aleatoria se non azzardata, anche alla luce delle ordinarie vicissitudini raccontate da molti amministratori alla ricerca di nuove aule. Qualcuno ha trovato porte sbarrate finanche nelle tradizionali riserve immobiliari della Chiesa, mentre la soluzione, spesso richiamata anche per il suo valore simbolico, degli immobili sequestrati alle mafie, non è quasi sempre attuabile considerato lo stato fatiscente di molti di essi. Occorre adesso trovare una sintesi. Su questo si lavorerà per tutto agosto. Ed è questa l’unica certezza di cui dispone al momento l’assessore regionale all’Istruzione, l’astrofisica Sandra Savaglio.

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