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La storia di Pasquale Pollinzi, Azione universitaria: ‘Preferibile il silenzio alla risposta data dal Rettore’

La presa di posizione del gruppo degli studenti dell'ateneo catanzarese

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    Riceviamo e pubblichiamo a seguire la nota di Azione universitaria Catanzaro

    La richiesta è stata tardiva. Dal nostro ateneo solidarietà ma anche rigore. Così il Magnifico Rettore della “Magna Graecia” liquida velocemente l’intervento di Pasquale Pollinzi, studente di giurisprudenza, il quale aveva semplicemente chiesto, a causa del male che ormai da tempo lo affligge, di sostenere un esame da remoto.

    Azione Universitaria, a questo punto, intende intervenire sul caso sollevato dallo studente di giurisprudenza replicando all’incredibile nota del Rettore apparsa sulla stampa.

    Giovedì 7 ottobre Pasquale ha ricevuto la notizia, facilmente verificabile, da parte dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, circa la necessità di recarsi giorno 11 ottobre 2021 nel reparto dioncomatologia pediatrica per esami strumentali e apposita terapia.

    Il giorno seguente, durante il ricevimento con un docente della cattedra di diritto processuale civile, Pasquale ha chiesto di poter sostenere l’esame da remoto. Il prof., dopo aver dato la sua piena disponibilità, ha formalmente consigliato allo studente di esporre istanza ai colleghi della cattedra e al Direttore di Dipartimento. Alle ore 16, a conclusione del ricevimento, Pasquale ha inviato una mail al Direttore così come suggeritogli.

    I docenti hanno ignorato la missiva, mentre la risposta del Direttore è arrivata il giorno dopo, chiarendo a Pasquale che, per delibera del Senato Accademico, solo il Rettore è autorizzato ad accordare una deroga all’obbligo di presenza: deve, pertanto, inoltrare l’istanza alla prima carica dell’ateneo.

    A questo punto Pollinzi contatta il Rettore, il quale risponde alla missiva il giorno dopo la chiusura dell’appello, affermando testualmente quanto segue: “l’organo tecnico preposto ha considerato l’istanza allegata non valutabile per competenza, considerato che le richieste relative a singoli esami o a periodi più o meno lunghi dalle lezioni/tirocini sono più utilmente valutabili dalle rispettive segreterie didattiche cui la presente è indirizzata per conoscenza”.

    Dalla risposta si evince chiaramente che il problema non era rappresentato dalla richiesta tardiva da parte dello studente, ma semplicemente occorreva attivare il classico scaricabarile. D’altronde questo è solo un caso eclatante, finito sulle pagine dei giornali e sui social, ma gli studenti dell’UMG potranno purtroppo confermare l’inadeguatezza e l’inefficienza di alcuni uffici dell’ateneo.

    Il Magnifico Rettore, nella sua nota, tiene a precisare che nell’Università vige un “doveroso rigore nell’assicurare lo svolgimento delle attività in presenza”. Ci sembra assurdo che dopo due anni di pandemia, durante i quali sono stati sostenuti esami e lezioni in modalità telematica, il problema sia stato quello di consentire o meno ad un malato oncologico di sostenere l’esame da remoto.

    Il Rettore precisa che detta modalità è consentita nei soli casi riguardanti situazioni strettamente inerenti alla situazione di emergenza pandemica, esprime solidarietà agli studenti affetti da patologie gravi, ma forse dimentica che all’interno del campus e nelle sedi dislocate mancano rampe e montascale per disabili, come più volte denunciato.

    Il Magnifico Rettore dovrebbe prestare maggiore attenzione a casi come quelli segnalati da Pasquale il quale, nonostante i noti problemi, ha scelto di offrire il suo servizio da collaboratore part-time proprio presso gli uffici di disabilità, aiutando i troppi studenti in difficoltà anche per i disservizi dell’ateneo.

    Concludiamo dicendo che, in mancanza di credibili risposte, forse sarebbe stato preferibile il silenzio.

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