Medicina Umg guadagna la piazza con una bara: come triste presagio

Prima mobilitazione contro l’idea maturata all’Unical. L’assenza del centrodestra cittadino. I “titolati” Donato e Fiorita invocano una visione di sistema 

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    Una bara in legno chiaro e dolce come triste presagio della fine terrena dell’università Magna Graecia di Catanzaro ha fatto da fulcro alla manifestazione di piazza Anita Garibaldi contro l’eventuale, paventata e controversa istituzione di una seconda facoltà di Medicina all’Unical di Arcavacata.

    “Ho avuto questa idea – dice Fabio Celia più nella veste di imprenditore che di esponente importante del Partito democratico cittadino – per fare capire la tristezza che vive questo territorio. Qualora mai si dovesse verificare l’ennesimo scippo è sicura la morte del territorio a livello economico, sociale, culturale. È una manifestazione del tutto apolitica, apartitica, organizzata come cittadino e imprenditore, stanco delle continue spoliazioni che vice la città di Catanzaro da più di vent’anni. Siamo pronti a sederci in piazza, a fare lo sciopero della fame, convocare i vertici regionali e nazionali dei partiti per fare capire che il territorio è stanco e non sopporterà altro. Ribadisco di essere pronto da uomo di sinistra a indossare la maglia e della Lega o di Fratelli d’Italia pur di fare cartello, unire tutti i cittadini catanzaresi in difesa di quanto ancora rimane”. C’è da registrare, però, nonostante le intenzioni apolitiche di Celia e degli organizzatori, l’assenza conclamata di esponenti del centrodestra, cittadino o regionale e relativo silenzio sull’argomento.

    “Immagino – sorride sornione Ernesto Alecci, consigliere regionale democrat – che essere in campagna elettorale con un presidente di giunta regionale apertamente schierato intimorisca i consiglieri di centrodestra a contraddirlo. Ciò non è bello, non è semplice difesa del territorio. Sono qui per difendere il sistema universitario calabrese che co sì com’è è ben articolato e dà ottimi risultati, non vedo perché il suo equilibrio deve essere messo in discussione senza una discussione seria e approfondita, magari anche in Consiglio regionale”.

    È in fondo la tesi sostenuta da Valerio Donato, professore Umg (in anno sabatico, al momento), e consigliere comunale in qualità di candidato sindaco, uno dei primi, o il primo, a esprimere dubbi sull’operazione in fieri sulle rive del Busento. “Chiariamo cosa sta accadendo. Università di Catanzaro e Università di Cosenza hanno stipulato una convenzione per lo svolgimento di un corso di Medicina digitale. In questo momento Cosenza vorrebbe istituire un corso autonomo con le stesse finalità e contenuti. Ciò la dice lunga sule intenzioni, non apportando nulla di nuovo al sistema universitario calabrese ma soltanto come mezzo utile a istituire, in un successivo passaggio, la facoltà di Medicina. È un meccanismo tattico ma ormai disvelato. Non una visione di sistema, ma una ristretta intenzione campanilistica che Cosenza vuole accampare. Non è il caso di avallare guerre tra bande”. Donato non ha remore a individuare “Mi auguro che il presidente Occhiuto invece promuova un’azione di sintesi tra le opposte esigenze. Siamo in presenza di un’esigenza espressa da Cosenza, ma in passato anche Catanzaro ha espresso esigenze bloccate dai rettori di Cosenza e Reggio”.

    In questo senso c’è da chiedersi che ruolo abbia in tutto questo il Coruc, se ha un ruolo o se lo si possa definire un organismo inutile: “No, non è inutile, è il Coordinamento delle Università calabresi. È ovvio che essendo composta dai rettori si determinino delle maggioranze. È comunque presente a che la Regione, che da questo punto di vista può svolgere un ruolo. Se all’interno del Coruc si formano maggioranze partigiane di alcune realtà contro altre, certamente non è organismo funzionale all’ effettiva partecipazione istituzionale”. Non è divisione che possa essere semplicemente rubricata nella voce politica. “Anche qui – considera il professore Donato – siamo di fronte a una visione distorta. Vedo per esempio il segretario provinciale del PD di Cosenza prendere le difese di un territorio, legittimando e giustificando un’operazione spiritualmente violenta di una istituzione. I partiti sarebbero i primi a dover ragionare in termini di sistema e non di territori. Non è il momento delle barricate, è il momento di programmazione e sviluppo dell’intero territorio calabrese”.    

    Invoca uguale visione di sistema il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita. “Sono presente a una manifestazione organizzata da privati cittadini che dimostra l’attenzione di questi verso il futuro della città. Da parte nostra stiamo assumendo iniziative, ho chiesto agli altri candidati a sindaco presenti in Consiglio comunale (Valerio Donato, Antonello Talerico, Wanda Ferro, ndr) di preparare insieme una mozione perché il tema va affrontato in maniera unitaria e con visione di sistema. Mi auguro che il presidente Occhiuto accolga l’invito che gli ha rivolto il presidente del Consiglio comunale Gianmichele Bosco. Li presenteremo una mozione unitaria della città che chiede non soltanto la tutel di Catanzaro ma chiede che la questione dello sviluppo dell’università calabrese venga affrontata in un’ottica di sistema. Anni fa – conclude il sindaco, docente all’Unical – si è scelto di puntare su un sistema fondato sulla specializzazione di ateneo, e ciascuno deve essere in condizioni di potenziarsi secondo quelle indicazioni. Se sbilanciamo il sistema universitario secondo logiche particolari, rechiamo un danno all’intera Regione e non solo a Catanzaro”. 

    “Ogni problema che ha carattere generale – rincara la vicesindaco di Catanzaro Giusy Iemma – deve prevedere il coinvolgimento di tutte le forze politiche. Mi meraviglia in questo senso l’assenza del centrodestra di Catanzaro a vario livello. Gli atenei devono collaborare nel rispetto delle vocazioni, delle esperienze e delle tradizioni. Certo l’assenza si può spiegare anche con la posizione netta assunta dal presidente della Regione, che denota uno spiccato interesse verso la città di Cosenza. Il punto è che il presidente di giunta regionale deve avere una visione di insieme, deve essere a conoscenza delle criticità e delle risorse regionali con le quali intervenire verso il miglioramento della qualità di vita dell’intera comunità. L’assenza delle forze di centrodestra questa mattina la interpreto come una mancanza di interesse verso il capoluogo di regione e verso un intero hinterland”. Ma verrà Roberto Occhiuto al Consiglio comunale aperto? “Noi lo abbiamo invitato e lo aspettiamo – risponde la vice di Fiorita -. Argomenti come questo e problemi come questi non hanno colore politico ma devono interessare tutti, persone e istituzioni”.

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