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Nuovo decreto emergenza Covid: ok ristoranti all’aperto, scuole superiori almeno al 60% in presenza

In zona arancione e gialla. Limiti più bassi per le zone rosse. Ma alcuni ragioni, tra le quali la Calabria esprimono dubbi

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    Dal 26 aprile riaprono in zona gialla i ristoranti a pranzo e cena “con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto” mentre dal primo giugno potranno aprire ma solo a pranzo anche i locali che hanno spazi al chiuso. Lo prevede la bozza del decreto che dovrebbe approdare domani in Cdm nella quale si conferma il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. La bozza prevede inoltre in la zona gialla dal 15 maggio l’apertura delle piscine all’aperto, dei mercati e dei centri commerciali anche nei giorni festivi, dal primo giugno delle palestre, dal 1 luglio delle fiere, dei convegni e dei congressi, dei centri termali e dei parchi tematici. Novità per quanto riguarda le scuole che non potranno tornare da subito al 100% in presenza.

    Le scuole superiori potranno adottare «forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica» affinché sia garantita, in zona rossa, la presenza «ad almeno il 50% e fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca» mentre in zona gialla e arancione la didattica in presenza deve essere garantita «ad almeno il 60% e fino al 100% della popolazione studentesca». Le Regioni Calabria, Puglia e Campania attraverso i propri rappresentanti hanno espresso dubbi sul limite minimo di presenza degli alunni a scuola del 60% fissato a nome del governo dal ministro Mariastella Gelmini, secondo quanto si apprende da fonti che assistono alla riunione informale Stato-Enti locali. Il limite minimo viene considerato troppo alto, viene riferito. (ANSA).

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