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La Madonnina e il Duomo. I cittadini hanno diritto di sapere quando saranno restituiti alla città

"Anche per quanto riguarda il recupero della statua della Madre del monumento ai Caduti, antistante il vecchio Palazzo di Giustizia, ha ragione l’avvocato Raimondi. Una raccolta di fondi potrebbe essere utile"

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    di Marcello Furriolo

    Ho apprezzato la dotta e articolata perorazione dell’amico avvocato Nunzio Raimondi, che ritorna in modo argomentato e convincente sull’opportunità di ripristinare l’illuminazione della splendida statua della Madonna, opera dell’indimenticato artista Giuseppe Rito, sul campanile del Duomo, proprio ora che la Chiesa non è aperta al culto. Per la verità la vicenda dell’illuminazione della statua, cui è legata una grande venerazione popolare, è stata sempre oggetto di preoccupazione da parte dei fedeli, che hanno dovuto più volte sollecitare le Autorità ecclesiastiche perchè l’attivassero. Ricordo che già nel lontano 2013 feci appello a Don Franco Isabello, all’epoca molto stimato Parroco del Duomo, perchè provvedesse a farla attivare e c’è stato bisogno di un intervento straordinario della Curia per illuminare quella immagine santa, che, come ricorda Raimondi, irradia la sua luce benedicente su tutta la città di Catanzaro. 

    Ora sono circa quattro anni che il Duomo è chiuso, non si hanno notizie certe sul prosieguo dei lavori e, sopratutto, sulla loro ultimazione, mentre inopinatamente si intuisce della esistenza di un cantiere solo dalla presenza di numerose macchine parcheggiate nello spazio antistante, rigorosamente chiuso al pubblico e irragionevomente inibito ai residenti. Credo che la città, i fedeli abbiano diritto di conoscere il reale stato delle cose, anche per non essere fuorviati da immancabili fake news, che non distinguono tra sacro e profano. Allora sarebbe quanto mai opportuno che la Curia, la Soprintendenza, l’Amministrazione comunale dessero le dovute e giuste informazioni assicurando i cittadini su tempi certi e modalità di esecuzione affidabili di un restauro, che riguarda un inestimabile patrimonio artistico e culturale della comunità catanzarese.

    Anche per quanto riguarda il recupero della statua della Madre del monumento ai Caduti, antistante il vecchio Palazzo di Giustizia, ha ragione l’avvocato Raimondi e credo che, dopo tante parole e promesse, sia arrivato il momento di attivarsi per ridare alla città il monumento più evocativo del comune sentire civile della storia della città, opera di un grande artista come Michele Guerrisi. E credo che sarà una grande occasione per sperimentare il livello di sensibilità e di partecipazione dei cittadini, allorchè si vorrà aprire una raccolta pubblica di fondi per la realizzazione dell’opera. Vedremo. Intanto anche le Istituzioni dovrebbero darsi da fare con tempestività e concretezza perchè il forte richiamo di Nunzio Raimondi non sia disperso dalle folate di vento di questi giorni sulla città di Catanzaro. 

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