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Anticorruzione al Comune, le accuse al vetriolo di Corsi

Il consigliere annuncia l'invio di un'apposta interrogazione

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    “Al Comune di Catanzaro resistono, da innumerevoli anni, veri e propri “feudi” di potere gestiti sempre dagli stessi dirigenti. Ci sono almeno tre posizioni, quelle dei dirigenti Mollica, Ferraiolo e Ottaviano che cozzano contro tutte le leggi, i regolamenti e le raccomandazioni dell’Anac, forse con la silente complicità del sindaco Sergio Abramo, dell’assessore al personale Danilo Russo e soprattutto della responsabile dell’Antucorruzione, la segretaria generale  Vincenzina Sica, che probabilmente è sempre pronta a chiudere un occhio sulle questioni che potrebbero essere ipoteticamente illegali nell’Ente”. E’ un’accusa molto pesante quella lanciata dal consigliere comunale Antonio Corsi: “Anche in passato, la responsabile dell’Anticorruzione forse ha  benevolmente chiuso un occhio su dirigenti condannati in primo grado per reati contro la PA e su incarichi nelle società partecipate o su imprese appaltatrici del servizi a professionisti condannati in via definitiva. Se questo può essere vero o veritiero, ci domandiamo il perché?”.

    “Devo ricordare – si legge nella nota – che la rotazione del personale assegnato alle aree a rischio è considerata una misura fondamentale che il Piano Nazionale Anticorruzione individua e motiva ritenendo che: “l’alternanza tra più professionisti nell’assunzione delle decisioni e nella gestione delle procedure, infatti, riduce il rischio che possano crearsi relazioni particolari tra amministrazioni ed utenti, con il conseguente consolidarsi di situazioni di privilegio e l’aspettativa a risposte illegali improntate a collusione”. L’alternanza riduce il rischio che un dipendente pubblico, occupandosi per lungo tempo dello stesso tipo di attività, servizi, procedimenti e instaurando relazioni sempre con gli stessi utenti, possa essere sottoposto a pressioni esterne o possa instaurare rapporti potenzialmente in grado di attivare dinamiche inadeguate. E’ questa una garanzia che tutela la PA, il dipendente stesso e quel vincolo di trasparenza che è un elemento ormai imprescindibile nel governo della cosa pubblica”.

    “Ebbene a Catanzaro – continua la nota – questa misura sembra non venga applicata da chi deputato, forse per compiacere il sindaco e i dirigenti da lui nominati nel tempo. Presenterò presto una dettagliata interrogazione sull’argomento che trasmetterò per conoscenza alla Prefettura, all’ANAC e alla Procura della Repubblica perché adottino, ognuno per la loro competenza, i necessari provvedimenti. Avevamo chiesto la stessa cosa tempo addietro senza avere ad oggi nessuna risposta. Certamente perché il sindaco Abramo è impegnato a rincorrere le possibili poltrone ai futuri piani alti della Cittadella regionale abdicando di fatto al governo della città”.

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