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Giornate FAI d’Autunno: ecco alcuni appuntamenti del calendario

Prevista domani la passeggiata a Simeri

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    Torna la grande festa delle Giornate FAI, la più importante manifestazione di piazza dedicata al nostro patrimonio artistico e culturale., un incontro sentimentale, un abbraccio collettivo tra i visitatori e l’ambiente che li circonda, prodigo di natura, arte e storia. In una parola: cultura. Le Giornate FAI d’Autunno si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale.  A coloro che decideranno di partecipare verrà suggerito un contributo libero, utile a sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione.  Le visite si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19. La certificazione verde è richiesta anche per l’ingresso ai luoghi di carattere naturalistico.

    Il gruppo giovani e la delegazione di Catanzaro hanno organizzato:                                                                                               

    Simeri borgo antico

    • Passeggiata a Simeri sabato 16, dalle ore 16 alle 19, e domenica 17 ottobre , dalle ore 9 alle 13
    • Trekking archeologico domenica ore 10,30
    • Passeggiata a Crichi domenica 17 ottobre, dalle ore 16.30 alle 19

    Simeri è, sicuramente, un luogo da visitare in quanto un piccolo scrigno, forse un po’ dimenticato, che racchiude in sé la storia dell’Italia Meridionale.  Dal Castello alla Collegiata di Santa Maria dell’Itria al Convento dei Cappuccini, un itinerario tra i più suggestivi e ricchi di storia del profondo sud, che ci permette di godere del fascino di questo borgo medievale. Esso costituisce la parte più antica del comune dal doppio nome: Simeri Crichi (Crichi è settecentesca). oggi Simeri è frazione di Crichi, una volta era Crichi a dipendere da Simeri. Il Castello racconta il tracciato storico di questa comunità, un tracciato di eredità feudale, come spesso nel    Mezzogiorno. Ed ecco famiglie come i Falluc di origine normanna e ancora fino all’ottocento i Ruffo, Centelles, Aragona d’Ayerbe, Borgia, Ravaschieri, De Fiore, Barretta Gonzaga, De Nobili. Casati, come si vede, importanti per la storia della penisola intera: la piccola Simeri è dentro questa grande storia, ma le sue origini vengono da molto più lontano, qui sono stati trovati reperti dell’età del ferro, per non parlare di quelli magno-greci. Il castello merita davvero una visita, un avamposto da cui si domina la valle del fiume Simeri e il Golfo di Squillace. Intatte la cinta muraria, due torri cilindriche (a nord e a sud) e poi la sede vera e propria del potere: il Palacium Castri.

    Speciali 

    La Collegiata (Chiesa di S.Maria dell’Itria) fondata tra il 1121 e il 1198, sotto la Signoria dei Falluc, è un monumentale complesso ecclesiastico che ebbe fino al 1800 il beneficio dello juspatronatus ovvero di eleggere e ordinare le cariche ecclesiastiche che facevano parte del feudo di Simeri e possedere rendite esclusive. Constava, fino alla distruzione subita nel 1744 a causa di un terremoto, di tre navate e tre altari. La struttura attuale è composta da un’unica navata. Facciata e tetto sono crollati nel 1905 a causa del violento terremoto che distrusse anche Reggio e Messina.

    Il Convento dei Cappuccini dedicato a S.Maria degli Angeli fu costruito su concessione e a spese del Principe Borgia di Squillace nel 1594. Aveva 13 celle e una Chiesa monumentale ed era sede di noviziato. Soppresso nel 1784 fu ripristinato grazie all’impegno dei frati e della popolazione nel 1826 e adibito anche a ricovero per viaggiatori e mendicanti.

    Esercitano un fascino particolare  anche le numerose grotte in cui si rifugiavano gli eremiti (nativo di Simeri è infatti San Bartolomeo (XI), importante seguace del monaco basiliano San Nilo di Rossano) e i resti degli antichi quartieri della Grecia e Giudecca.

    Proprio in questi luoghi  si snoderà, il trekking archeologico di domenica  mattina a cura dell’archeologo Lorenzo Chiricò, che accompagnando i visitatori in questo affascinante itinerario narrerà la lunga, complessa e coinvolgente storia di Simeri.    Le associazioni locali hanno organizzato una serie di mostre ed eventi che renderanno la manifestazione ancora  più interessante. Da non perdere l’esposizione di preziosi arredi sacri custoditi nella Chiesa Matrice.     Per chi volesse, invece, fare un pellegrinaggio sul monte Reventino devastato dal fuoco è prevista una interessante passeggiata a cura di Francesco Bevilacqua domenica 17 dalle ore 10 alle ore 12.

    Il Monte Reventino è il più alto (m. 1417) fra i rilievi che compongono il Gruppo del Reventino-Mancuso, massiccio montuoso posto nell’immediato entroterra del Golfo di Sant’Eufemia, sul versante tirrenico della Calabria, che annovera alberi monumentali, formazioni litiche, gole fluviali, cascate e numerose specie di flora e fauna. Ricco di foreste di latifoglie e conifere, rappresenta un meraviglioso balcone sul mare, che offre, tuttavia, anche splendidi panorami verso l’interno. Il percorso di visita proposto in occasione delle Giornate FAI consente di attraversare la foresta sommitale del Monte Reventino sia nella parte distrutta dal fuoco durante gli incendi della scorsa estate, sia in quella che si è salvata. Due punti eccezionalmente panoramici consentiranno di contemplare il paesaggio, verso sud, della Piana di Sant’Eufemia e del golfo omonimo con le montagne delle Serre, dell’Aspromonte sino all’Etna, e verso nord, della valle del Savuto e della Sila. Lo scopo della visita è innanzitutto quello di responsabilizzare le persone sul fenomeno degli incendi boschivi e, più in generale, sulla cura, la sorveglianza e la tutela del patrimonio ambientale e culturale. Durante la camminata si parlerà di aspetti naturalistici e culturali, di paesaggio, di problemi di conservazione e valorizzazione.

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