Quantcast

Un anno fa l’addio a Jole Santelli. Ecco chi era la prima donna governatore della Calabria

La sua ambizioni per una Calabria dai mille colori, il suo coraggio, la sua lotta contro la malattia. Oggi la triste ricorrenza che rinnova il rimpianto

Più informazioni su

    Un anno fa la Calabria si svegliava con la tragica notizia della morte di Jole Santelli, prima donna della storia alla guida della Regione Calabria in cui era stata eletta all’inizio dello stesso anno La triste ricorrenza cade a pochi giorni dall’elezioni del suo successore Roberto Occhiuto dopo mesi difficili in cui le problematiche che si sono susseguite in Regione sono state accompagnate per cui nelle Istituzioni dal velo di rimpianto e di tristezza per una vita di una donna attiva e appassionata spezzata prematuramente. Era il 15 ottobre 2020. Era alla guida della  Giunta calabrese da otto mesi, un periodo molto intenso che la presidente affronto’ con grande coraggio visto che da anni lottava strenuamente contro un tumore. Aveva 51 anni, in gran parte dedicati alla politica: a 25 anni, nel 1994, abbraccio’ il progetto di Forza Italia e di Silvio

     Berlusconi, a cui resto’ sempre fortemente legata.  Santelli fu piu’ volte parlamentare e piu’ volte esponente di governo, in particolare sottosegretaria al ministero della Giustizia nel secondo e nel terzo governo Berlusconi e poi anche sottosegretaria al ministero del Lavoro nel governo Letta. Alla fine del 2019 l’ultima sua sfida, la corsa alla presidenza della Regione Calabria per il centrodestra: “Sono una candidata per caso, altri costruiscono questa candidatura ma per me e’ stat  il fato, il destino”, disse. Santelli, in realta’ fu designata per superare l’impasse della coalizione di centrodestra alle

     prese con i veti incrociati. A convincere  Santelli a cimentarsi in una prova estremamente impegnativa e a mettere da  parte i dubbi legati alle sue condizioni di salute fu Berlusconi in persona: “A lui devo tutto”, ricordo’. Il 26 gennaio 2020 fu  eletta governatore con un largo consenso (il 55,2%, contro il 30,14% del suo principale competitor, l’imprenditore Pippo Callipo, candidato del centrosinistra). Prima presidente donna  della Regione Calabria, confermo’ i tratti caratteristici della sua azione politica: l’anticonformismo, l’autonomia, che  dimostro’ nella scelta di alcuni assessori fuori dagli schemi,  come il suo vice (e poi suo facente funzioni dal 15 ottobre 2020 in poi) Nino Spirli’, Sergio De Caprio, il “Capitano Ultimo” che arresto’ Toto’ Riina, e l’astrofisica Sandra Savaglio. Alla guida della Regione dovette affrontare le emergenze decennali della Calabria e dopo poco piu’ di un mese anche la  nuova grande emergenza del Covid 19, particolarmente preoccupante in una regione dalla sanita’ commissariata da anni e disastrata qual e’ quella calabrese. Con il governo giallorosso guidato da Giuseppe Conte la governatrice ebbe un rapporto franco e a

     tratti conflittuale: in tanti ricordano la dura polemica con Palazzo Chigi, dopo aver emesso un’ordinanza che riapriva bar eristoranti all’aperto, un “braccio di ferro” finito davanti al Tar, che le avrebbe dato torto, ma che per settimane mise l  Calabria tra i titoli di testa di tg e giornali nazionali. Del resto, un altro dei tratti distintivi di Santelli era la sua capacita’ di muoversi agevolmente sulla scena politica nazionale, vista la sua lunga presenza nel circuito parlamentar  e governativo.

     Il suo grande obiettivo era quello di far passare l’immagine di una Calabria “dai mille colori”. Da qui i punti fondanti del suo programma, “Reputazione e identita’”. Un cammino tra mille ostacoli. Nei suoi otto mesi da presidente dovette   smentire le dicerie sul suo stato di salute, avendo affrontato una lunga   orgogliosa lotta contro un tumore che  inizio’ a perseguitarla dall’autunno del 2014 e di cui non fece mai mistero. Molti icalabresi che vollero salutarla partecipando ai suoi funerali – ai quali fu presente anche l’allora premier Giuseppe Conte che si precipito’ a Cosenza rientrando in Italia dall’estero – e  alla camera ardente allestita alla Cittadella, la sede della Regione a Catanzaro, oggi a lei intitolata.

    Più informazioni su