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Nel 2019 la Calabria ha differenziato quasi la metà dei suoi rifiuti

367.639 tonnellate, su un totale di quasi 2 milione di tonnellate di rifiuti prodotti

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    Nel 2019, secondo gli ultimi dati ISPRA disponibili, la Calabria ha differenziato quasi la metà dei suoi rifiuti (47,9%). Ossia 367.639 tonnellate, su un totale di quasi 2 milione di tonnellate di rifiuti prodotti.

    Guardando solo agli imballaggi, che in Italia rappresentano poco meno del 30% dei rifiuti urbani, le tonnellate di rifiuti che la Regione ha conferito a CONAI sono in crescita. Sono state infatti sottratte alla discarica più di 142.250 tonnellate di rifiuti di imballaggio,  conferite dalla Regione a CONAI nel 2019 grazie agli accordi sottoscritti tra i Comuni della Regione e il Consorzio. Le cifre dei conferimenti a CONAI per il 2020 registrano un nuovo incremento del 2%145.200 tonnellate. Una quantità di rifiuti che, messa in cassonetti, potrebbe coprire per più di due volte la tratta autostradale Catanzaro-Berna.

    Un numero che prelude a un atteso miglioramento delle performance complessive della Regione Calabria nel campo della raccolta differenziata in generale. Lo rende noto il Consorzio Nazionale Imballaggi nel disegnare un bilancio e un consuntivo delle performance sostenibili delle Regioni italiane nella raccolta degli imballaggi.

    Per coprire i maggiori oneri della raccolta differenziata CONAI, sempre nel 2019, ha trasferito ai Comuni della Calabria oltre 14 milioni e 690mila euro.

    Nel 2020 la cifra è stimata in crescita del 9% circa: quasi 16 milioni di euro.

    «CONAI ha la responsabilità di garantire i risultati di recupero e riciclo imposti dall’Europa solo nel campo dei rifiuti di imballaggio» spiega Fabio Costarella, Responsabile CONAI per i piani di sviluppo della raccolta differenziata al Centro Sud. «E per quanto riguarda questa tipologia di rifiuti, i conferimenti hanno continuato a crescere. I risultati della Calabria sono incoraggianti. Come ricordo spesso ci sono diverse realtà virtuose in Regione. Ad esempio le città di Cosenza e di Catanzaro, che già nel 2019 hanno superato abbondantemente il 60% di raccolta differenziata; Catanzaro si è avvicinata addirittura al 70%. Ma occorre impegnarsi per fare di più anche in altre province: la raccolta differenziata in generale deve migliorare in qualità e in quantità, anche in vista degli obiettivi di riciclo comunitari, che saranno sempre più sfidanti».

     Le province

    Secondo gli ultimi dati ISPRA (2019), le province più virtuose sono Catanzaro e Cosenza: su tutto il territorio provinciale la percentuale di raccolta differenziata totale supera il 50%. Cosenza è al 58% circa e Catanzaro al 54%.

    Alti i conferimenti a CONAI lo stesso anno: i cittadini della provincia di Catanzaro conferiscono un pro-capite di circa 76 kg, quelli della provincia di Cosenza di circa 83 kg.

    La differenziata si assesta attorno al 41% in provincia di Vibo Valentia. Nel 2019 i cittadini della provincia hanno conferito al Consorzio più di 107 kg di imballaggi a testa.

    Più bassi i valori di Reggio Calabria e Crotone: secondo ISPRA la raccolta differenziata in queste due province è pari al 36% e al 31% rispettivamente. Dal territorio di Reggio arrivano a CONAI circa 57 kg di imballaggi differenziati per cittadino, dal territorio di Crotone invece 53.

    Gli impianti

    Un quadro, quello della Calabria, che fa i conti con una preoccupante carenza di impianti per i rifiuti, e che è simile a quello di molte altre aree del Mezzogiorno.

    Uno studio CONAI, redatto nel 2021, ha calcolato che alla Regione mancano 11 impianti per poter raggiungere senza intoppi gli obiettivi comunitari di raccolta differenziata al 2030.

    «L’emergenza sanitaria ha reso ancora più evidente questo deficit impiantistico» commenta Fabio Costarella. «È importante che i rifiuti raccolti in modo differenziato siano trasformati il più possibile vicino ai luoghi in cui vengono raccolti, anche per abbattere l’impatto sia ambientale sia economico legato al costo del trasporto verso gli impianti del Settentrione. Ci auguriamo che le risorse in arrivo con il PNRR servano anche a colmare questo gap».

    L’investimento per colmare il fabbisogno impiantistico della Calabria è infatti stimato da CONAI in più di 154 milioni di euro. Un intervento che avrebbe ricadute molto positive anche dal punto di vista occupazionale: si renderebbe infatti necessario formare e assumere oltre 150 persone.

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