Squillace, cinquant’anni di fede e memoria: rinasce il libro di don Cirillo sulla Madonna del Ponte
Presentata la nuova edizione del volume dedicato al Santuario, opera del suo primo rettore e riproposta dal nipote Carlo Mauro. Foto d'epoca, documenti e la raccolta dei bollettini raccontano mezzo secolo di storia e devozione
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Non soltanto la presentazione di un libro, ma la restituzione alla comunità di un pezzo della propria memoria. È questo il significato dell’incontro che il 2 settembre ha riunito fedeli, istituzioni e cittadini al Santuario della Madonna del Ponte di Squillace, dove è stata presentata la nuova edizione del volume “Squillace – Santuario Madonna del Ponte“, opera di don Domenico Cirillo, primo rettore del Santuario, oggi riproposta e curata dal nipote Carlo Mauro.
Ad accompagnare la serata, prima ancora degli interventi, è stato un viaggio per immagini. Una mostra di fotografie d’epoca ha mostrato il Santuario così come appariva circa cinquant’anni fa, riportando alla luce luoghi e scorci che appartengono alla storia della comunità e creando un collegamento ideale con le vicende raccontate da don Cirillo.
La nuova edizione nasce proprio dall’intento di custodire e tramandare la memoria storica e religiosa del Santuario, attraverso un’opera che documenta la devozione alla Madonna del Ponte e il percorso compiuto da questo luogo nel corso dei decenni.
A moderare l’incontro è stato il giornalista Oldani Mesoraca, che ha ricordato don Cirillo come un “prete vero”, profondamente devoto alla Madonna. Mesoraca ha sottolineato anche il legame affettivo che ha sempre unito Carlo Mauro allo zio e la volontà del nipote di rendere omaggio alla sua memoria attraverso una nuova edizione arricchita da fotografie e documenti inediti.
Zofrea: “Un luogo del cuore”
Il sindaco Enzo Zofrea ha definito il Santuario una parte importante della storia di Squillace, “un luogo del cuore”, ricordando l’opera svolta dai rettori che si sono succeduti negli anni: don Domenico Cirillo, don Emidio Commodaro e l’attuale rettore padre Piero Puglisi.
Percorsi diversi accomunati, ha sottolineato il primo cittadino, dall’impegno nel mantenere viva la devozione alla Madonna del Ponte. Ed è proprio nella capacità di custodire questa memoria e trasmetterla alle nuove generazioni che Zofrea ha individuato il significato più profondo della nuova pubblicazione.
Carlo Mauro: “Consegniamo alla comunità una memoria storica”
È stato Carlo Mauro a ricostruire il lavoro compiuto per riportare alla luce e arricchire l’opera dello zio.
Il Santuario, ha spiegato, appartiene alla storia e alla fede di tante persone e la nuova edizione nasce dal desiderio di preservarne il patrimonio, raccogliendo quanto realizzato nel tempo senza rinunciare a uno sguardo verso il futuro.
Il testo originario è stato integrato con nuovi contributi, fotografie, documenti, le fasi del restauro, poesie, scritti, articoli e testimonianze sulla devozione del popolo squillacese. La mostra fotografica allestita per l’occasione ha permesso, inoltre, di vedere concretamente le trasformazioni attraversate dal Santuario.
Un posto particolare nella ricostruzione occupa il bollettino del Santuario, avviato da don Cirillo nel 1983 e spedito anche fuori dall’Italia. La raccolta completa è stata recuperata e, insieme al libro, donata al Comune di Squillace e al Santuario.
“Non presentiamo solo un libro – ha sintetizzato Mauro – ma consegniamo alla comunità una memoria storica”.
Padre Puglisi: “La Madonna è un’àncora di stabilità”
A riportare il racconto al significato spirituale del Santuario è stato l’attuale rettore, padre Piero Puglisi, che ha invitato a rivolgere il ringraziamento più grande alla Madonna “che accoglie tutti”.
Nei suoi cinque anni al Santuario, ha raccontato, ha visto arrivare numerosi pellegrini in cerca di conforto, spesso accompagnati da storie personali difficili. Tra queste ha ricordato quella di una donna malata di tumore che si recava frequentemente davanti alla statua della Madonna trovandovi ristoro e che, prima di morire, aveva affidato la propria famiglia alla protezione della Vergine.
“La Madonna è un’àncora di stabilità”, ha detto padre Puglisi, evidenziando anche la necessità di lavorare insieme, compreso il Comune proprietario della struttura, affinché il Santuario possa consolidarsi come punto di riferimento per la comunità e per l’intera arcidiocesi.
Maniago: “Un luogo che bisogna cercare, raggiungere e vivere”
All’incontro ha partecipato anche il consigliere regionale Enzo Bruno, che ha ricordato don Cirillo come un sacerdote straordinario e, insieme a lui, figure come don Rocco Cassadonte, sacerdoti capaci di rappresentare autentici punti di riferimento, soprattutto per i giovani.
Un saluto è arrivato anche dal vicesindaco di Soverato e consigliere provinciale Emanuele Amoruso, intervenuto anche a nome del sindaco Daniele Vacca e del presidente della Provincia Amedeo Mormile.
Le conclusioni sono state affidate all’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago, che ha utilizzato l’immagine di un quadro e della sua cornice per descrivere il valore dell’opera.
Il quadro è il Santuario; la cornice è quanto don Cirillo ha costruito attraverso il libro e le sue opere perché il senso di quella storia non andasse perduto.
Maniago ha richiamato i volti, i sentimenti e le storie di fede che hanno attraversato questo luogo, sottolineandone il particolare carisma: non una chiesa parrocchiale, ma un Santuario che bisogna cercare, raggiungere e vivere. Un patrimonio, dunque, da custodire con attenzione.
A chiudere la manifestazione è stata la consegna ufficiale da parte di Carlo Mauro al sindaco e al rettore della nuova edizione del volume e della raccolta completa dei bollettini della Madonna del Ponte. Consegnati anche gli attestati destinati ai protagonisti, anche alla memoria, del rilancio del Santuario.
Un passaggio simbolico che lega le generazioni e riafferma la vocazione di un luogo che continua a essere, anche attraverso la sua storia, un ponte tra passato e presente.