I gestori dei centri sportivi scrivono a Jole Santelli: “Presidente, ci faccia riaprire”

Secco no alle linee guide del Comitato Scientifico che vietano ancora gli sport di contatto. "Qui siamo a contagio zero. Chiediamo atto di coraggio"

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    Non ci stanno i titolari di impianti sportivi al no del Comitato Scientifico che a livello nazionale ha detto no alla ripresa amatoriale degli sport di contatto. Chiedono in una lettera aperta al governatore della Calabria Jole Santelli una ordinanza che deroghi le linee guida. Riportiamo la lettera integrale.

    I sottoscritti componenti del C.I.S. “Comitato Gestori dei Centri Sportivi” che raccoglie al suo interno gestori di impianti sportivi di ogni tipo (calcio a 5, calcio a 7, calcio a 8, calcio a 11, pallacanestro, pallavolo e più in generale tutti gli sport collettivi da contatto) della Regione Calabria, con la presente espongono al Presidente Jole Santelli quanto segue: siamo consapevoli delle circostanze portate dall’evento COVID19 che hanno caratterizzato negativamente gli ultimi quattro mesi e con profondo senso di responsabilità abbiamo rispettato a lungo le misure di contenimento adottate fino ad ora dal Governo.
    Ci ritroviamo oggi insieme a tutto il settore sportivo della Calabria e insieme alle rappresentanze provinciali dei gestori di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria, per illustrare delle soluzioni da sottoporre all’attenzione del Consiglio Regionale relativamente alla possibile riapertura di tutti i centri sportivi.
    Analizzando l’andamento dei dati inerenti la curva dei contagi nell’ultimo mese, riteniamo opportuno un trattamento differente per il nostro settore da quelle regioni che ancora ad oggi sono in regime di emergenza, la Calabria fortunatamente presenta una situazione particolarmente favorevole: nessun morto (per il 27° giorno consecutivo!), nessun ricoverato in terapia intensiva e percentuale di contagi vicini allo zero percento.
    Pertanto non si può essere trattati, dal punto di vista legislativo e dei regolamenti in materia di COVID19, come se avessimo le stesse curve di contagio delle regioni italiane più colpite. Lo stesso Ministro Spadafora, dopo aver indicato una possibile riapertura degli impianti per il 15 Giugno 2020, ha deciso di far slittare la riapertura al 25 giugno 2020, in base all’andamento della curva dei contagi suggerendo una possibile differenziazione regione per regione. Purtroppo però ad oggi, 25 giugno 2020, non abbiamo notizie in materia di ripresa delle attività. Di fatto alcune Regioni (Sicilia, Puglia, Abruzzo e Veneto) già si sono adoperate con ordinanze che garantiscono la riapertura dei centri sportivi di ogni genere per dare possibilità a quest’ultimi di sopravvivere. In questo senso se la risposta del Governo Regionale come noi auspichiamo, non dovesse essere immediata, in molti, martoriati dalle congiunture economiche negative derivanti dalla chiusura delle nostre attività da quasi quattro mesi, saremo costretti a chiudere i battenti per sempre.
    Lo stesso Ministro Spadafora, così si è pronunciato nei confronti delle incredibili ed incomprensibili risultanze del Comitato Tecnico Scientifico: “Non sono d’accordo con il parere del CTS, confermo il mio parere positivo e resto in attesa di quello del Ministro della Salute, Speranza. Riprendere le attività dei centri sportivi, con le garanzie assicurate dal documento delle Regioni su sanificazione e mantenimento dei dati per i giorni necessari, aumenterebbe la sicurezza per tutti, considerando che abbiamo visto giocare persone ad ogni tipo di sport nei parchi o sulle spiagge“. E proprio prendendo spunto dalle parole del Ministro, con il massimo rispetto verso il Presidente del Consiglio Regionale Jole Santelli, non possiamo far finta di non vedere che praticamente tutte le attività nazionali hanno ripreso la loro funzione: bar, ristoranti, parchi giochi, discoteche, cinema, teatri, Calcio Serie A, Calcio Serie B, Lega PRO, tennis, eccetera. In questo senso, quindi il nostro settore si sente abbandonato e discriminato soprattutto quando l’unica attività (secondo il Comitato Tecnico Scientifico) che potrebbe causare contagi in Italia sembrerebbe essere la nostra…
    Chiediamo quindi al Presidente di avere uno slancio di coraggio, quel coraggio che ha contraddistinto, con rara lungimiranza e contro il parere di molti, il suo operato in materia di ordinanze di riapertura.
    Di seguito alleghiamo linee guida e regolamento per la riapertura dei centri sportivi in Sicilia, considerata da noi gestori come soluzione ottimale alla quale ispirarsi per redigere un nuovo regolamento per la Regione Calabria. Sicuri di un imminente riscontro positivo, ci appelliamo al buonsenso del Presidente del Consiglio Regionale e all’Amministrazione tutta per vagliare le nostre richieste, certi di ottenere risposte concrete.

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